Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina: il Carro del Principe e i tesori dei Sabini
Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina a Fara in Sabina custodisce i resti di due città sabine: Cures, quella dei vivi, ed Eretum, di cui conosciamo soprattutto la necropoli. Da Cures veniva Tito Tazio, il re che divise Roma con Romolo. Eretum sorgeva più a sud, all'incrocio tra Salaria e Nomentana — Virgilio la cita nell'Eneide tra le città alleate contro Enea. Le cinque sale di Palazzo Brancaleoni, edificio rinascimentale in piazza del Duomo, raccontano un popolo che commerciava con Etruschi e Greci. Siamo in provincia di Rieti.
Il Carro del Principe tornato a casa
Il pezzo più celebre è il Carro del Principe di Eretum, un calesse da parata del VII secolo a.C. decorato con lamine di bronzo sbalzato, leoni, sfingi, uccelli ad ali spiegate. Fu trafugato negli anni Settanta dalla Tomba XI di Colle del Forno e finì al museo di Copenaghen. Nel 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale lo hanno riportato in Italia. Dal 2024 ha una sala tutta sua.
Capanne, ceramiche e un cippo misterioso
Il museo espone anche la ricostruzione della capanna di Cures (VIII secolo a.C.) con ceramiche dipinte "white on red", e il Cippo di Cures, unico esempio di scrittura epigrafica sabina trovato nella zona. Completa il percorso la sala della Tomba XXXVI con il trono di terracotta.