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Divertimento

Friuli Venezia Giulia: al Trieste adventure park la vacanza è in quota (su un albero)

Una giornata in quota, e cioè ad altezza d’albero, perfettamente integrati nella natura, per cambiare punto di vista, mettersi alla prova, rafforzare la percezione sé e dello spazio che ci circonda, ma anche per consolidare lo spirito di squadra, della classe o della famiglia, naturalmente divertendosi un sacco.

Sono questi i principi che animano il Trieste adventure Park, parco avventura ad alto tasso di adrenalina, adatto a grandi e piccoli, nel cuore del Carso triestino, tra boschi di pini neri, lecci e ontani.

1. I numeri di un’esperienza adatta a tutti, emozionante e in totale sicurezza

8 percorsi, attrezzati con 72 giochi, 8 teleferiche, 63 pedane, distribuiti su gradi diversi di difficoltà, perché tutti siano in condizioni di misurare le proprie capacità; 2 liane e 1 zip line di 100 metri per permettervi di lanciarvi nel vuoto come Tarzan e sfidare i vostri limiti in assoluta sicurezza; 750 metri in totale di itinerario sospeso sui rami a un’altezza che va da 1,20 a 8 metri da terra, a seconda dell’età dei partecipanti: sono questi i numeri del Trieste adventure park, uno dei primi parchi avventura in Italia, a Ceroglie, piccola località carsica nel comune di Duino, ai piedi del monte Ermada, a 20 chilometri da Trieste e molto vicino al confine con la Slovenia.

2. Attrezzati di caschetto, moschettoni e… tanto coraggio

Aperto a chiunque abbia più di 3 anni (ma i più piccoli dovranno essere sempre accompagnati da un adulto) e una tenuta sportiva adatta, affrontare le sfide del Trieste adventure park è un’esperienza che mette alla prova muscoli e cervello, affina sensi, istinto e coraggio, ma niente paura: i tecnici della società sportiva dilettantistica Gravità Zero vi forniranno tutte le spiegazioni necessarie durante un briefing iniziale, in cui verrete attrezzati con caschetti, imbragature e moschettoni, e saranno lì per assistervi in ogni punto del percorso.

3. Qui allenerete la vostra “propriocezione”

Le strutture del parco sono concepite in particolare allo scopo di allenare la “propriocezione”, un termine impronunciabile che allude però a una funzione umana importantissima, che la vita sedentaria di città sta lentamente indebolendo: la capacità di percepire e riconoscere la posizione e i movimenti del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli, senza il supporto della vista. È inoltre dimostrato che l’esperienza della relazione con la natura influenza positivamente la capacità di apprendimento, le relazioni sociali e la formazione del senso etico. 

4. Imparare il gioco di squadra e l’autostima divertendosi

Allenare equilibrio, riflessi e concentrazione attraversare situazioni estreme, in cui solo l’abilità e il coraggio possono aiutarvi, in un contesto sicuro, è un gran combustibile per l’autostima. Sono diverse infatti le aziende e le società di coaching che includono l’esperienza del parco nei loro progetti di team building, usando cioè gli ostacoli e le difficoltà dei vari itinerari come metafora dell’esperienza lavorativa quotidiana.

I percorsi a difficoltà graduale del parco sono un’opportunità originale anche per alimentare fiducia e autostima di ha a che fare con disabilità cognitive e sensoriali. Con risultati sorprendenti, apprezzabili anche grazie al preparatissimo staff del parco, che include tecnici sportivi ed educatori con una grande esperienza nel sociale. L’unica accortezza, in questo caso, è quella di comunicare per tempo il vostro arrivo, in modo da consentire al team di predisporre l’accoglienza necessaria.  

5. Feste, gite di classe e notti adrenaliniche

L’habitat avventuroso del parco, con le sue tante sfide, è anche lo scenario perfetto per organizzare feste di compleanno per adulti e bambini, addii al nubilato o al celibato e gite di classe. Per i più temerari, la sfida si fa ancora più emozionante con le notti in parco: ch ene dite di sfidare davvero le vostre paure affrontando l’adrenalinica esperienza di un salto nel buio?

6. Alla scoperta del territorio, sui passi di Rilke

Il Trieste adventure park è anche  un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta del territorio. Tra le tante destinazioni, vi consigliamo una visita al trecentesco castello di Duino, che domina, da uno sperone roccioso immerso nella macchia mediterranea, l’intero golfo di Trieste. Se avete voglia di camminare, potete raggiungerlo lungo il sentiero di Rilke, un percorso panoramico che parte da Sistiana e prende il nome dal poeta R.M. Rilke che, come Dante, fu ospite del castello di Duino. Il sentiero, lungo due chilometri si snoda nella riserva naturale delle Falesie: vi ci vorranno circa 40 minuti per giungere a destinazione, ma sarete così rapiti dal panorama che si spalanca davanti ai vostri occhi che vi dimenticherete della fatica e del tempo.