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Spiritualità

Abruzzo

Alla scoperta degli eremi d'Abruzzo: due spettacolari perle della Majella

23 settembre 2022

3 minuti

Il Parco Nazionale della Majella è un luogo magico per sciate, escursioni, lunghe camminate e arrampicate sulla roccia viva, ma è anche un pezzo di storia millenaria legata al territorio ricco di borghi dalla storia secolare, arroccati sui fianchi dei monti. Due di questi eremi sacri, San Bartolomeo in Legio e Santo Spirito a Majella, sono luoghi di antica bellezza.

1. Preghiera, meditazione e rifugi: la storia degli eremi in Abruzzo

Grazie alla vicinanza con Roma, gli eremi sacri in Abruzzo richiamavano gli uomini di fede, provenienti anche dal lontano Oriente, impegnati nelle opere di cristianizzazione. Molti di questi decisero di ritirarsi sulle pendici più remote dei monti abruzzesi per seguire una vita di preghiera e meditazione, dando vita, tra il 1000 e il 1600, a un centinaio di eremi ancora oggi sparsi all’interno del Parco Nazionale.

I più noti sono certamente San Bartolomeo in Legio e Santo Spirito a Majella. Entrambi nei dintorni del piccolo borgo di Roccamorice, in provincia di Pescara, si trovano al confine con il Parco della Majella e del Morrone.

2. Un gioiello scolpito nella montagna: San Bartolomeo in Legio

Luogo mistico dove raccogliersi per godere dell’impareggiabile pace di questi luoghi, l’eremo di San Bartolomeo in Legio è stato scavato all’interno di una montagna. Edificato dopo il 1250 dall'eremita Pietro Angelerio dal Morrone, futuro papa Celestino V, è stato creato sulle rovine di una precedente costruzione.

L’eremo è dedicato a San Bartolomeo di cui, nella nicchia dell'altare, è collocata una statua, che durante le processioni viene amorevolmente portata in braccio dai fedeli, come se cullassero un vero bambino.

3. Due sentieri differenti raggiungono l’eremo di San Bartolomeo in Legio

Per arrivare all’eremo di San Bartolomeo in Legio si possono attraversare due sentieri: il primo, scendendo da Valle Giumentina, vi consente di ammirare l’eremo sul versante opposto, mimetizzato nella roccia. Il secondo, scendendo da Roccamorice, conduce a una galleria scavata nella pietra che porta direttamente nella zona antistante all’oratorio.

Il primo sentiero, che parte dall’Eco Museo del Paleolitico a Valle Giumentina ad Abbateggio per poi procedere verso l’Eremo, richiede 40 minuti di camminata semplice, in discesa, con un premio finale: la travolgente visione dell’Eremo in lontananza, in tutta la sua spettacolarità.

4. Panorami mozzafiato e sorgenti miracolose

Una volta giunti all’eremo è possibile lasciarsi incantare da una galleria, una vasca per l’acqua e da una chiesa ricca di affreschi religiosi.

Il luogo di culto molto frequentato, in particolare in occasione della processione del 25 agosto, qui si svolgono diversi riti penitenziari in una sorgente ritenuta miracolosa all’interno della chiesa, la cui acqua è raccolta sul lato destro del torrente Capo la Vena.

A sinistra dell’edificio è possibile salire sulla scala intagliata nella roccia per godere di un panorama mozzafiato. Da qui si può ripercorrere il sentiero che porta a Roccamorice.

5. La magìa dell’eremo di Santo Spirito a Majella

A circa 2 ore e 30 dal borgo principale, troviamo uno dei luoghi di culto più importanti della regione: l’eremo con Abbazia di Santo Spirito a Majella, uno scenario disarmante che sembra portarci indietro nel tempo. Realizzato prima dell’anno 1000, l’edificio è stato a sua volta ristrutturato da Pietro Morrone, poi Celestino V, dopo anni di abbandono.

Una passeggiata nell’eremo di Santo Spirito si trasforma dal primo istante in un’esperienza indescrivibile. Per accedere all’Abbazia è necessario oltrepassare un passaggio stretto e buio, ma intensamente suggestivo, che conduce alle stanze ben conservate dell’edificio. Pittoreschi gli interni della chiesa, ancora utilizzata per alcune cerimonie. Uscendo di lato si accede alla scala Santa che porta all’oratorio della Maddalena, dove la vista della valle è un incanto. L’Abbazia è caratterizzata da un susseguirsi di scale e cunicoli.

6. Trekking e arrampicate

Da sempre meta di pellegrinaggio, oltre alle passeggiate alla scoperta del territorio, è sempre possibile fare sport nei pressi degli eremi grazie a delle aree molto ben attrezzate.

I più temerari possono dedicarsi ad arrampicate sulla meravigliosa Parete dell’Orso, mentre gli amanti della natura possono percorrere lunghe passeggiate o fare trekking tra i sentieri naturali delle verdi colline abruzzesi.