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Arte & Cultura

Molise

In Molise c'è il MAACK, uno dei più bei musei a cielo aperto d'Italia

Si trova a Casacalenda, in provincia di Campobasso, ed è un museo a cielo aperto tutto da scoprire.

04 ottobre 2022

3 minuti

Si chiama , e merita una visita che coniuga la bellezza di un borgo, la natura del bosco e la sperimentazione artistica più moderna. Andiamo alla scoperta di uno dei più bei musei in Molise nonché esempio di museo d'arte contemporanea che si fa cultura, socialità e riscatto.

1. Molise culla d’arte contemporanea

arte contemporanea al maack

Il MAACK è uno dei più interessanti musei in Italia nel panorama dell’arte contemporanea. La mission è quella di riqualificare il territorio, riportarlo al centro e dare uno spazio nuovo alle idee artistiche più interessanti degli ultimi anni. Oggi riunisce 21 opere realizzate da artisti italiani e internazionali nell’arco di 20 anni e una serie di installazioni permanenti e/o temporanee.

Questo museo nasce all’inizio degli Anni 90 da un’idea dell’architetto Massimo Palumbo a cui si sono uniti l’amministrazione comunale e diversi sostenitori creando l’Associazione Kalenarte. Nell’arco di due decenni il progetto, ideato appositamente per Casacalenda, è diventato sempre più importante ed è tuttora in work in progress, per sua natura destinato a evolversi.
Il Molise diventa così non solo contenitore d’arte ma anche un luogo dove le idee fermentano e le contaminazioni avvengono.

2. Casacalenda: dove si trovano le opere

il maack a casacalenda

Essendo un museo all’aperto, le opere sono disseminate nell’intero territorio comunale con particolare attenzione ai luoghi più defilati e trascurati del paese, quelli che si credeva non avessero nulla da dire e invece adesso dialogano con i visitatori attraverso l’arte.
Il progetto ha voluto creare uno stretto rapporto tra arte e architettura e i luoghi sono tornati a mostrare la loro forza creativa e il loro potere di raccontare storie.

3. Arte contemporanea come finestra sul mondo

maack finestra sul mondo

Un piccolo paese della provincia molisana diventa una finestra aperta sul mondo attraverso l’arte contemporanea. Le installazioni permanenti tra strade, piazze, boschi e scorci di paesaggio sono al momento 21 e l’ultima risale al 2014. Ma da qualche anno la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Franco Libertucci completa l’itinerario nell’arte con una collezione composta da altre 114 opere tra dipinti, installazioni e sculture.

4. Itinerario nell’arte contemporanea: come visitare il MAACK

visitare il maack

Quando si arriva a Casacalenda, tra le colline verdi e nel silenzio della campagna molisana, si entra subito in una dimensione nuova. Il museo non è uno spazio separato dal paese, ne fa parte integrante e per vederlo bisogna immergersi per viette, scalinate e piazzette, tra la sua gente che vive ogni giorno questi luoghi ma anche negli immediati dintorni, nel verde.

Le opere si possono visitare seguendo diversi itinerari – percorso rosso, blu o verde – oppure chiedendo a una guida locale di accompagnarvi alla scoperta di tutte le opere e dei materiali utilizzati, a volte di recupero ma sempre scelti sul posto. E visto che il museo è inglobato nel paese, una visita è anche l’occasione per scoprirne le tradizioni.

5. Scoprire le opere: un assaggio

maack scoprire le opere

Si comincia dalla piazzetta a due passi dal Municipio, un’area che ospita la grande Scacchiera bianca e nera creata con materiale naturale locale. Chiunque può interagire con l’opera e lo fanno soprattutto i bambini. Lungo il tragitto si scopre anche Il gioco del sole, un mosaico parietale fatto con tessere di pietra locale e tesserine dorate che riflettono la luce. Rappresenta un bambino che gioca a palla, qualcosa che si può ancora vedere le per vie dei piccoli borghi. Da non perdere l’Albero della cuccagna da cui pendono i prodotti tipici del paese.

Sarete voi a scoprire il resto delle tappe che corrispondono ad altrettante installazioni. L’ultima, celata nel verde fuori dal paese, è il gigantesco Poeta di Casacalenda dell’artista greco Kostas Varotsos. L’artista ha deciso di non firmarlo perché lo ha realizzato insieme a tutti gli abitanti che hanno contribuito manualmente alla creazione del colosso alto 9 metri, come gli alberi che lo circondano e che convivono con lui.