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Come la storia dei blu jeans e quella di Genova sono intrecciate

La storia dei jeans, il Blu di Genova

I blu jeans, un mito del vestiario del ‘900 sono nati a Genova, ecco dove trovarne le tracce

2 minuti

A Genova, dalla metà del XVI secolo si produceva una stoffa di fustagno in cotone resistentissima, tinta con l'indaco arrivato dall'Oriente. Imbarcato per l'Inghilterra, vi veniva scritta sopra la provenienza: Genova, da "Gênes", il nome francese di Genova, trasformato dagli inglesi in "Jean" e divenuto ben presto "Jeans". Ecco dove trovarne traccia

Il blu di Genova

Vista Panoramica - Genova, Liguria

“Il blu di Genova”, conosciuto adesso come “Blue Jeans”, era un particolare tessuto che veniva utilizzato per coprire le merci sulle navi e successivamente indossato dagli stessi marinai perché resistente alle intemperie. Sugli imballaggi veniva spesso riportato il nome della città di provenienza, "Gênes", il nome in francese di Genova, trasformato dagli inglesi in "Jean" e poi "Jeans".

A metà del 1800 il "blue-jeans" diventa popolare negli USA come indumento da lavoro, ma a partire dagli anni '60 del secolo scorso sono di nuovo gli Italiani a trasformare il Jeans in un capo alla moda.

I teli della passione

Tra gli antenati del jeans ci sono anche i "teli della passione"? Quindici tele blu dipinte a monocromo con le scene della Passione di Cristo tratte da Albrecht Dürer, in mostra al Museo Diocesano di Genova provenienti dall’abbazia di San Nicolò del Boschetto in Val Polcevera.
Quando, nel giugno 2001, gli studiosi hanno aperto casse vecchie di 5 secoli sono rimasti stupefatti: metri e metri di tela blu erano piegati con cura, così come un ignoto custode aveva fatto agli albori del Cinquecento: custode e forse artista di un vero e proprio tesoro in jeans. Si, un tesoro in tela grezza e scura, prezioso carico tra sacro e profano ora visibile al Museo Diocesano di Genova di Via Tommaso Reggio. La trama di jeans esposti è ancora intatta, così come i laccetti, anch’essi in jeans, che ne sostenevano il peso. Le scene dipinte, riproduzioni fedeli delle miniature di Albrecht Durer riportano episodi della Passione di Cristo narrati con sorprendente rigore. Gli studi più recenti ritengono che questi teli costituissero il “sepolcro” o altare della Reposizione, ossia un apparato effimero per la Settimana Santa: venivano probabilmente allestiti in chiesa a formare una piccola cappella per la devozione dei fedeli.

Acquistati nel 2001 dallo Stato italiano, fanno parte della Collezione tessile della Soprintendenza della Liguria che li ha collocati in deposito temporaneo presso il Museo Diocesano.

Garibaldi in blu de Genes

Garibaldi in blu de Genes

In "Garibaldi in jeans" (2021) in denim su denim, l’artista britannico Ian Berry rielabora la celebre opera di Gerolamo Induno “Garibaldi a Marsala” del Museo Nazionale del Risorgimento italiano di Torino.

Realizzata utilizzando pezzi di jeans raffigura Giuseppe Garibaldi con in mano la bandiera italiane sventolante. In lontananza alle sue spalle sono visibili alcuni edifici, un gruppo di persone sulla spiaggia e tre velieri.

L’opera è conservata al Museo del Risorgimento di Genova.

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