Il Festival per antonomasia è ormai ben più di una manifestazione canora. Accompagnando da vicino la storia italiana, dal dopoguerra ad oggi, è diventato uno specchio della nostra società.
Il Festival di Sanremo: una storia ligure
Sanremo è ormai conosciuta come “Città dei fiori e delle canzoni”, ma il suo nome deriva dalla pronuncia dialettale del suo santo patrono “San Romolo”. Da tranquilla località della Riviera dei Fiori, durante la settimana della “Kermesse” si trasforma in un palcoscenico mondiale. Il Festival è poi sempre più un fenomeno di costume: annunci, slogan, proteste clamorose, grandi ospiti, vip, gossip, tutto contribuisce a creare l’atmosfera unica di quei giorni. Per le vie stesse di Sanremo non è difficile incontrare i vip, partecipare a dirette televisive, tuffarsi nel reality.
Festival: gli albori di un mito
L’idea di una manifestazione canora sulla canzone italiana, dopo alcune esperienze simili negli anni ’30 e ‘40, venne ad Angelo Nicola Amato, direttore delle manifestazioni e delle pubbliche relazioni del Casinò di Sanremo e ad Angelo Nizza, conduttore radiofonico, mentre Pier Bussetti insieme a Giulio Razzi, misero a punto il regolamento del concorso: era nato il Festival della Canzone Italiana di Sanremo.
La prima edizione del Festival si tenne a Sanremo nel 1951, nel Teatro del Casinò (che la ospitò fino al 1976). Nella prima edizione tre interpreti si avvicendarono a cantare le 20 canzoni in gara: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. Vinse Grazie dei fiori, interpretata da Nilla Pizzi.
Se nel dopoguerra, canzoni come Grazie dei fiori e Vola colomba– con cui Nilla Pizzi vinse le prime due edizioni nel ’51 e ’52– erano l’immagine dell’Italia che si stava rialzando, Non ho l’età di Gigliola Cinquetti (1964) o Zingara (1969) di Iva Zanicchi, descrivevano un paese che aveva reimparato a godersi la vita.
Tragedia nel 1967: Luigi Tenco, non ammesso alla finale con la canzone “Ciao amore ciao”, verrà trovato morto nella stanza 209 dell’Hotel Savoy, il 27 gennaio 1967.
L’epoca della TV
Le edizioni fino al 1954 furono trasmesse solo per radio, ma, ben presto la manifestazione divenne un evento televisivo trasmesso in Eurovisione da Raiuno.
Dal 1955 anche chi non ha la fortuna di essere a Sanremo può vedere il festival. In quell’anno per la prima volta viene trasmesso in diretta televisiva e vince Claudio Villa con la canzone “Buongiorno tristezza”.
La canzone italiana più famosa al mondo “Nel blu dipinto di blu” (o “Volare”) debutta nel 1958 sul palco del Festival di Sanremo cantata da Domenico Modugno e Johnny Dorelli, e lo vince.
Nel 1975 il Festival di Sanremo viene trasmesso per la prima volta a colori in tutte le televisioni del circuito Eurovisione anche se sulla Rai, produttrice televisiva dell’evento, è ancora in bianco e nero. Finalmente si possono vedere i colori dei meravigliosi fiori di Sanremo.
La manifestazione si è svolta nel Teatro del Casinò fino al 1976, successivamente nel 1977 si trasferì al Teatro Ariston, tranne nel 1990, in occasione della 40° edizione, in cui fu scelto il PalaFiori del nuovo Mercato dei Fiori in valle Armea, in frazione Bussana.
Dal 2010, grazie a Festival, Sanremo entra nel gruppo delle 22 città italiane che fanno parte dell’edizione speciale del Monopoli Italia.
Sei le vittorie liguri al festival: Matia Bazar (1979 e 2002), Toto Cutugno (1980), Ricchi e Poveri (1985), Alexia (2002) e Olly (2025) con il brano Balorda nostalgia.
Il Festival di Sanremo oggi
Dopo anni di declino, gli anni Novanta furono un momento della consacrazione del Festival di Sanremo nella società italiana: la sigla d’apertura delle edizioni 1995 e 1996, “Perché Sanremo è Sanremo”, divenne un “tormentone” , un modo di definire la kermesse in voga tuttora. La direzione di Pippo Baudo fa emergere “nuove voci”, come Laura Pausini (vincitrice della categoria Giovani 1993), Biagio Antonacci, Andrea Bocelli e Giorgia che vinse nel Festival di Sanremo 1995.
Memorabili le edizioni condotte da Pippo Baudo (tredici) o Mike Bongiorno (undici) di cui esiste una statua nel centro di Sanremo. Due liguri sul palco nel 1999 Fabio Fazio e il Premio Nobel per la medicina Renato Dulbecco).
Nelle edizioni 2018 e 2019, sotto la direzione artistica e la conduzione di Claudio Baglioni, viene aumentata la durata massima dei brani: da tre minuti e mezzo a quattro. Ciò aumenta la qualità delle canzoni in gara.
La conduzione di Amadeus, dal 2020 al 2024, ha rivoluzionato la formula con una bilanciata presenza di vecchie glorie e nuove proposte. Ha ottenendo un buon successo registrando suo malgrado un record: l’edizione 2021 è segnata dalla pandemia di Covid-19 in cui, a causa delle misure di contenimento in vigore nei primi mesi del 2021 la kermesse va in onda senza pubblico in sala.