Piazza del Plebiscito a Viterbo: il salotto buono della città dei Papi
Piazza del Plebiscito è il cuore pulsante del centro storico di Viterbo, un ampio spazio rettangolare su cui si affacciano alcuni dei palazzi più importanti della città. È qui che si svolgono le principali manifestazioni cittadine, dal trasporto della Macchina di Santa Rosa alle fiere natalizie. È qui che i viterbesi amano ritrovarsi per una passeggiata, un aperitivo ai tavolini dei caffè, quattro chiacchiere all'ombra della torre dell'orologio.
Uno spazio per la comunità
In origine era un semplice prato, chiamato Cavalluccalo, con la chiesa di Sant'Angelo in Spatha e il suo cimitero. A metà del Duecento la trasformazione urbanistica: in pochi decenni vengono eretti il Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Priori (oggi sede del Comune) e il Palazzo Papale (oggi Prefettura), a definire il perimetro di quella che diventerà la piazza principale della città. Nel Quattrocento si aggiunge il Palazzo del Governatore, a chiudere il lato est verso la valle di Faul.
Architetture di potere
La piazza è un libro di storia dell'architettura aperto sugli ultimi otto secoli. I prospetti dei palazzi mostrano gli stili che si sono succeduti dal Medioevo al Barocco: il portico a colonne e archi del Palazzo dei Priori (fine '400), le alte finestre crociate del Palazzo Papale (fine '200, con aggiunte rinascimentali), le facciate più lineari del Podestà e del Governatore (entrambi rimaneggiati nei secoli). A dominare l'insieme, la snella sagoma in pietra della Torre dell'Orologio, 44 metri di altezza, ricostruita nel 1489.
L'ombelico della città
Ma più che un museo a cielo aperto, Piazza del Plebiscito è un luogo vivo, il palcoscenico su cui si muove la comunità viterbese. Lo testimoniano le attività che vi si affacciano - il Comune, la Prefettura, la biblioteca degli Ardenti, caffè e ristoranti - e gli eventi che vi si svolgono tutto l'anno, dalla rassegna "Piazze d'Estate" ai concerti di Natale. Un salotto all'aperto dove i viterbesi amano ritrovarsi, sotto lo sguardo dei leoni di pietra che, dalle colonne agli angoli del Palazzo dei Priori e della Prefettura, vegliano sulla città da secoli.