Porta Napoletana a Velletri: l'ultimo varco delle mura volsche sulla Via Appia
Porta Napoletana è l'unica sopravvissuta delle sei porte che in età medievale si aprivano nella cinta muraria di Velletri. Sorge lungo la Via Appia, rivolta a sud verso Terracina e il confine con il Regno di Napoli — da qui il nome. Fu costruita tra il 1511 e il 1519 da maestranze lombarde, con un corpo centrale affiancato da due massicci torrioni semicircolari. Delle antiche mura volsche non resta traccia: i Romani le rasero al suolo nel 338 a.C. dopo aver sconfitto la città.
Barriera doganale e confine sanitario
Nel Cinquecento le sei porte medievali furono ridotte a tre. Solo Porta Napoletana è arrivata intatta fino a noi. Sulla pietra dello stipite è ancora incisa la scritta "si paga gabella", fatta scolpire nel 1596 dalla Congregazione del Buon Governo: chi entrava in città doveva pagare una tassa. La porta serviva anche per i controlli sanitari — durante l'epidemia di peste del 1656 venne murata per impedire l'ingresso di possibili contagiati.
Dal Settecento a oggi
Rinforzata nel Settecento e restaurata nel 1991, oggi ospita la sede locale dell'Associazione Italiana Sommelier. Inizialmente si chiamava "porta del vescovo" per la vicinanza alla curia. Da qualsiasi parte la si guardi — arrotondata verso l'esterno, squadrata verso l'interno — resta uno degli esempi meglio conservati di architettura militare rinascimentale nei Castelli Romani.