Marmo di Piazza a Toffia: la pietra dove si chiudevano gli affari in Sabina
In piazza Lauretana a Toffia, piccolo centro in provincia di Rieti, c'è una grossa pietra ovale di epoca romana. Si chiama Marmo di Piazza, e per anni è stata la tavola su cui si concludevano gli affari.
Una pietra che faceva da notaio
Il diametro oscilla tra 135 e 110 cm, con uno spessore di circa 20. Non sembra granché, detta così. Ma nel borgo i frassaroli l'hanno conservata e tramandata come simbolo di una pratica concreta: su questa lastra si stipulavano gli affari, saggiando le monete di scambio, e il suono che producevano sanciva la buona riuscita dell'affare.
Cosa si vede sulla superficie
Sulla faccia superiore sono incise due rappresentazioni grafiche: un "filetto" e una scacchiera con linee ortogonali e diagonali. La pietra poggia su un basamento a tamburo di colonna con capitello stilizzato, attribuibile all'arte romanica. Durante restauri recenti è stata staccata dal muro in cui era parzialmente inserita e ricentrata sul basamento — e non è chiaro se l'orientamento originale sia stato mantenuto, il che rende difficile capire se le incisioni avessero un riferimento geografico o cosmologico.
Nei dintorni
Nella stessa zona si trovano altri reperti romani, che suggeriscono la presenza di un antico sepolcro o tempio sotto le fondamenta della chiesa di Santa Maria Nova.