Parco dell'Antichissima Città di Sutri: sette ettari di archeologia scavata nel tufo
Lungo la via Cassia, a due passi dal centro di Sutri (VT), il Parco Naturale Regionale dell'Antichissima Città di Sutri è il più piccolo del Lazio — appena 7 ettari — ma concentra un anfiteatro romano scavato nel tufo, una necropoli rupestre, un mitreo trasformato in chiesa cristiana e una villa rinascimentale. Istituito nel 1988, si attraversa arrivando in paese.
L'anfiteatro che non ha pareti
L'anfiteatro è l'unico della zona ricavato interamente in un banco di tufo, senza muri di sostegno: un unico blocco scolpito nella roccia. Trovi analogie solo a Cagliari e a Leptis Magna. Datato tra il I secolo a.C. e il I d.C., ospitava 7.000 spettatori su tre ordini di gradinate. È rimasto sepolto fino al 1835, quando la popolazione locale lo riportò alla luce. Oggi ospita ancora rassegne di teatro, musica e danza.
Una necropoli di 64 tombe
Lungo il costone tufaceo si apre la necropoli rupestre: 64 tombe su più livelli, 180 m di percorso. Tombe a camera, a doppia camera, ingressi ad arco. Venne usata dal I secolo a.C. fino al III-IV d.C., sia per inumazioni che per cremazioni.
Dal culto di Mitra alla Madonna del Parto
Il mitreo è forse il luogo più sorprendente. Nato come santuario ipogeo dedicato al dio persiano Mitra, in epoca paleocristiana fu trasformato in chiesa: l'ingresso conserva affreschi con San Michele Arcangelo, la Madonna e San Cristoforo. Tra il XIII e il XIV secolo venne consacrato alla Vergine, diventando la Chiesa di Santa Maria del Parto.