Stadio dei Marmi a Roma: un anfiteatro di atleti in marmo bianco
Sessanta statue alte 4 metri, una pista di atletica interrata, gradinate candide di marmo di Carrara: lo Stadio dei Marmi si trova nel Foro Italico, sulla riva destra del Tevere, alle pendici di Monte Mario. Dal 2013 porta anche il nome di Pietro Mennea, il velocista che per 17 anni ha detenuto il record mondiale sui 200 metri piani.
Uno stadio pensato per la corsa, non per il calcio
L'architetto carrarese Enrico Del Debbio lo ha progettato nel 1928 e completato nel 1932. Faceva parte del Foro Mussolini — nato come campo di allenamento dell'Accademia fascista maschile di educazione fisica — e doveva ospitare le Olimpiadi del 1944, poi cancellate dalla guerra. Del Debbio ha scavato la pista di circa 5 metri sotto il livello del terreno per creare le gradinate perimetrali che oggi accolgono oltre 5.000 spettatori.
Sessanta province, sessanta atleti
Le statue in marmo bianco sono state donate da 60 delle 94 province italiane dell'epoca, e ogni piedistallo riporta il nome della città offerente. Ci sono il timoniere, l'arciere, il discobolo, lo sciatore, il fromboliere — sport meno noti accanto ai classici. Quattro bronzi di Aroldo Bellini completano la corona: due coppie di lottatori ai lati della tribuna d'onore, un lanciatore di giavellotto e un arciere all'ingresso. Il mosaico di Angelo Canevari all'entrata raffigura otto figure dell'atletica leggera.