Chiesa di San Biagio a Nepi: il ciborio commissionato dai mercanti di suini
A Nepi, in Piazza San Biagio 11, la chiesa di San Biagio è menzionata per la prima volta in un documento del 950. Era parte di un complesso benedettino femminile dipendente dal monastero di San Ciriaco in Via Lata a Roma. Dichiarata di Interesse Nazionale, l'aula unica conserva murature di epoche diverse che mostrano ancora le trasformazioni dal X al XII secolo. Il portale di ingresso usa un coperchio di sarcofago romano del III secolo d.C. come architrave: riutilizzo antico e insolito, subito visibile dall'esterno.
Il ciborio dei mercanti di suini
Il pezzo più curioso è il ciborio del 1490: una piccola struttura con archi appuntiti, volta a crociera e sopra la colonnetta lo stemma di una scrofa con ramo di quercia. Emblema dell'Università dei Mercanti di suini, la corporazione che possedeva terreni per l'allevamento dei maiali nelle campagne vicine. Sembrerebbero essere loro i committenti del ciborio dedicato a San Biagio. Sotto la volta, il ritratto del santo con l'epigrafe dell'anno.
L'abside e la cripta
L'abside ha affreschi di epoche diverse: i più antichi del XII secolo con due santi non identificati con certezza, forse San Benedetto e San Lorenzo. Sotto il presbiterio, la cripta a tre navate con colonne di reimpiego custodisce un affresco del XIII secolo con la Vergine in trono con il Bambino.