Museo del Silenzio a Fara in Sabina: dentro la clausura delle Clarisse Eremite
Nel Monastero delle Clarisse Eremite, arroccato sul monte Buzio a 40 km da Roma, esiste un museo che inizia nel buio. Si entra in una sala rettangolare senza illuminazione, e poi le teche degli oggetti si accendono seguendo una sequenza prestabilita e mostrando gli oggetti al loro interno: un rosario, una bilancia per le erbe medicinali, un paio di forbici da cucito. Oggetti poverissimi e carichi di senso. È il Museo del Silenzio, inaugurato nel 2004 su ispirazione di Madre Chiara Farfalla, allora abbadessa del monastero.
Cosa racconta il museo
La sala, di circa 60 mq ricavati dall'antica chiesa di Santa Maria in Castello, inglobata nell'edificio seicentesco, ospita 21 teche organizzate attorno a sette temi: preghiera, silenzio, disciplina, cucito, farmacia, cucina, lavoro. Sulle volte, proiezioni disegnano grate che avvolgono lo spazio e danno subito la sensazione dell'isolamento. Non è una ricostruzione storica: è un dispositivo narrativo. Unico elemento della chiesa originaria rimasto visibile è un affresco del 1400 che raffigura la Madonna della Misericordia.
Come si visita
La visita al museo si può abbinare a quella del monastero: sono le suore stesse ad accompagnare i visitatori negli spazi interni. Al fascino degli ambienti storici si unisce il racconto delle religiose che ancora oggi vivono nel monastero.