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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
STORNARA (FG)

STORNARA (FG)

A dare nome a Stornara, cittadina che sta una trentina di chilometri a sud di Foggia, furono gli storni che ancora oggi volteggiano sopra i suoi campi di grano, soprattutto al tempo della semina. Le spighe bionde compaiono anche nello stemma del Comune, insieme a un grappolo generoso d’uva rossa e a un ramoscello d’ulivo: è la triade ideale dei prodotti agricoli su cui poggia la dieta mediterranea. Del resto, qui siamo nella parte meridionale del Tavoliere delle Puglie, granaio d’Italia, in una località nata proprio come colonia contadina. Stornara è infatti uno dei Cinque Reali Siti fondati da re Ferdinando IV di Borbone nel 1774 per la colonizzazione agraria della Capitanata, insieme a Ordona, Carapelle, Stornarella e Orta Nova, e non è mai venuta meno alla sua vocazione originaria: dal 2024 aderisce alla rete delle Città del Bio, che unisce i Comuni che promuovono l’agricoltura biologica come progetto culturale. Eppure, non è solo per le eccellenze agroalimentari, la buona cucina e i paesaggi agricoli che Stornara merita una visita, e nemmeno per i suoi monumenti, che sono settecenteschi, come la Torre Arcipretale, e ottocenteschi, come la torre dell’Orologio e la chiesa madre di S. Rocco. In questa pigra cittadina di 6000 abitanti si arriva soprattutto per ammirare gli oltre 130 murales realizzati dai maggiori street artist italiani e internazionali. Sono la coloratissima testimonianza delle diverse edizioni del festival internazionale di street art Stramurales, organizzato ogni anno dall’associazione Stornara Life Aps e considerato oggi uno dei più grandi e importanti della scena europea. Ogni anno gli organizzatori individuano un tema e poi si affidano all’estro e alla sensibilità degli artisti: dal 2018, l’anno d’esordio della manifestazione, sono oltre 100 quelli che hanno partecipato. Le loro opere sono una gioia per gli occhi e dimostrano tutta la forza dell’arte, che può davvero cambiare il volto di una città.
Civitacampomarano

Civitacampomarano

Civitacampomarano è un borgo medievale da cartolina, costruito su un costone di arenaria, tutto case in pietra, vicoli e scalinate strette. Intorno vanno in scena piccoli uliveti, boschi e una natura che si fa presto aspra e selvaggia, tra calanchi e gole strapiombanti. Su tutto veglia imponente il Castello angioino, costruito all’epoca Carlo d’Angiò e fortificato nel ‘400 dal grande architetto Francesco di Giorgio Martini: considerato tra i monumenti molisani più significativi e ottimamente conservato, accoglie importanti iniziative culturali. La cultura è infatti una storica protagonista della vita di Civitacampomarano. Qui nel ‘700 nacquero il patriota e letterato Gabriele Pepe e suo cugino Vincenzo Cuoco, celebre intellettuale e scrittore la cui casa natale è stata restaurata come sede di manifestazioni e foresteria. Si trova nel quartiere di Civita di Sotto, disseminato di altri edifici interessanti, come la torre dell’Orologio, la chiesa di S. Maria delle Grazie, con un bell’altare barocco settecentesco, e la cosiddetta casa del Mercante, rivestita di pietre scolpite. Oggi il quartiere è in parte disabitato, lo spopolamento dei piccoli borghi dell’entroterra ha colpito anche Civitacampomarano, dove ormai vivono appena 300 abitanti. Eppure, in questo paese la cultura rimane viva. Il merito è soprattutto del Cvtà Street Fest, festa dell’arte di strada nata nel 2016 e diretta da Alice Pasquini. Street artist di fama internazionale, Alice già aveva iniziato a dipingere sulle case storiche del borgo murales con scene di vita locale o riprese da vecchie fotografie. Anno dopo anno, la presenza di artisti come Biancoshock, David de la Mano, Martin Whatson ha letteralmente lasciato il segno sul tessuto urbano. I loro murales e altre decorazioni disseminate nel tessuto storico del paese ormai sono diventati un’attrazione turistica nota anche al di fuori della regione: e oggi Civitacampomarano non è solo un paese da cartolina ma anche da catalogo d’arte contemporanea…
Toscolano Maderno

Toscolano Maderno

Toscolano Maderno è una delle perle meno conosciute della sponda bresciana del lago di Garda, forse perché ha una storia relativamente recente: nacque nel 1928 dalla fusione dei due Comuni di Toscolano e Maderno. I paesaggi e gli affacci sul lago, che avvolge l’abitato storico su 3 lati, sono pura poesia, mentre il parco regionale dell’Alto Garda Bresciano che circonda il paese ne fa una destinazione irrinunciabile per gli amanti del trekking: tra i sentieri più interessanti ci sono quelli che salgono al monte Pizzocolo, al monte Castello di Gaino o al panoramico santuario di Supina. Per coniugare il piacere delle passeggiate con la scoperta storica e culturale si possono percorrere il cammino di S. Ercolano, itinerario che tocca tutte le chiese e cappelle del territorio, e il sentiero della Valle delle Cartiere, che racconta la tradizione secolare della produzione di carta dell’entroterra. Per una giornata più pigra si può rimanere in paese, visitando in riva al lago la basilica di S. Andrea, pregevole esempio di romanico lombardo che conserva una bella Madonna di Paolo Veneziano, e ammirando i giardini terrazzati di palazzo Bulgheroni o il lussureggiante orto botanico Ghirardi, dove i ricercatori dell’Università Statale di Milano coltivano piante utili per la medicina e la farmaceutica. Vale la sosta anche la villa romana dei Nonii Arrii, un sito archeologico risalente al I secolo d.C.: in origine era tra le più grandi ville del Gardesano, dopo quelle di Sirmione e Desenzano. Per concludere la giornata, consigliamo una camminata sul lungolago fino al porto antico di Toscolano, circondato da edifici storici che ricordano il ricco passato della cittadina.
Mele

Mele

Stretta tra il mar Ligure e le montagne, Mele sembra spiare Voltri dall’alto, offrendo da un lato vedute affascinanti sul golfo di Genova e dall’altro un accesso privilegiato ai sentieri che raggiungono l’Alta Via dei Monti Liguri e il Parco del Beigua, un paradiso del trekking. Siamo infatti sulle pendici dell’Appennino, nella valle del Leira, il torrente che divide la riviera ligure di Ponente da quella di Levante. E le atmosfere che si respirano nel borgo sono già quelle tranquille della Liguria interna, compresa una buona cucina che esalta i sapori del bosco, con il vantaggio non trascurabile di essere vicini alle spiagge e alle attrazioni della costa, che dista appena dieci minuti d’auto. Da non perdere la frazione di Acquasanta, dove vicino al torrente Leira sorge il santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta: secondo la tradizione sarebbe stato costruito in corrispondenza di un antico tempio pagano, dove un gruppo di pastori avrebbe trovato una misteriosa statua della Madonna rivelatasi miracolosa. Il culto risale almeno al XV secolo, anche se le forme attuali dell’edificio sono sei-settecentesche. Era così celebre da ospitare, nel 1832, le nozze tra il re di Napoli Ferdinando II di Borbone e Maria Cristina di Savoia, ed è ancora una frequentata meta di pellegrinaggio. Per curare il corpo oltre allo spirito, ci si può fermare anche nelle vicine Terme di Genova Acquasanta, di origine ottocentesca, nate per sfruttare l’acqua sulfurea che sgorga ai piedi del santuario. Infine, vale la pena visitare il Museo della carta di Mele, testimonianza della gloriosa storia della produzione di carta nella val Leira iniziata addirittura nel XV secolo. È ospitato nella cartiera Piccardo, fondata nel 1756 e rimasta in funzione fino al 1985.
Pescia

Pescia

Il borgo di Pescia è immerso in una Toscana da cartolina, quella dei colli della Valdinievole e dei dolci rilievi della Valleriana, che nell’800 fu definita Svizzera Pesciatina. Il centro ha origini medievali: attraversato dal fiume Pescia, si divide nettamente in un nucleo civile a ovest, sorto intorno alla piazza del Mercato, e uno religioso a est con la pieve di S. Maria, documentata nel IX secolo ma probabilmente più antica, divenuta poi cattedrale di S. Maria Assunta. La visita può iniziare proprio dalla cattedrale che, ricostruita più volte, oggi si presenta in una veste seicentesca. Fermatevi nel transetto per ammirare la preziosa Madonna col Bambino tra angeli e santi (circa 1460-70) di Luca e Andrea della Robbia, collocata qui nel 2020 dopo un lungo restauro. Meritano la visita anche la chiesa dei Ss. Stefano e Niccolao, risalente all’XI secolo, e quella di S. Francesco, costruita nel XIII secolo secondo i canoni del neonato Ordine Francescano: qui, tra le altre opere, si conserva la tavola di Bonaventura Berlinghieri con S. Francesco e storie della sua vita (1235), che è la più antica rappresentazione del santo di Assisi, dipinta appena 9 anni dopo la sua morte. Tra gli edifici laici di Pescia, invece, spiccano il palazzo del Vicario, di origine medievale e oggi Municipio, la vicina torre dell’Orologio e il palazzo del Podestà, dove si visita la Gipsoteca Libero Andreotti, dedicata allo scultore pesciatino vissuto tra ‘800 e ‘900. Oltre che per la sua bellezza, Pescia è famosa anche per due motivi: uno è la storica produzione della carta, celebrata nel Museo della Carta in frazione Pietrabuona, e l’altro è… Pinocchio. Collodi, lo pseudonimo scelto dallo scrittore Carlo Lorenzini, è infatti il nome della frazione di Pescia da cui proveniva sua madre: un borgo pittoresco e accogliente sul quale oggi sventola idealmente la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Proprio in località Collodi si visitano il parco di Pinocchio, percorso fantastico dove gli episodi del libro sono illustrati dalle sculture di grandi artisti del ’900 (tra gli altri, Pietro Consagra ed Emilio Greco), e gli splendidi giardini barocchi di Villa Garzoni. A proposito di giardini, un’altra sosta consigliatissima a Pescia è l’Hesperidarium, un parco botanico unico nel suo genere che raccoglie oltre 200 tipi di agrumi da tutto il mondo, tra cui antiche varietà provenienti dalle collezioni medicee del ’500.
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