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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
Bari Sardo

Bari Sardo

Bari Sardo è innanzitutto la sua spiaggia, un nastro luminoso lungo 8 km e largo 100 metri, di sabbia dorata a nord, di sassolini e sabbie più chiare a sud. In mezzo, su un promontorio roccioso si staglia la Torre di Barì, fortificazione spagnola che risale al XVI secolo, divenuta sede di spettacoli teatrali e concerti. Proseguendo verso sud, oltre un piccolo altopiano si incontra Sa Marina Tramalitza, un’altra spiaggia da sogno: il mare cristallino dell’Ogliastra da solo vale il viaggio. Ma Bari Sardo, paese che è quasi una cittadina con i suoi 3800 abitanti, regala emozioni anche nel suo centro storico, che sorge nell’entroterra e, nonostante il turismo, rimane legato alle antiche tradizioni contadine. Emblematica è la Sagra de Su Nenniri, a metà luglio, quando la statua di san Giovanni viene decorata con germogli di grano e condotta in processione dal santuario di Sa Marina verso la torre spagnola, dove i germogli di grano vengono gettati in mare. A proposito di fede, la grande chiesa della Beata Vergine del Monserrato è un capolavoro d’arte ogliastrina del ’700, costruita senza badare a spese perché, all’epoca, si pensava che Bari Sardo sarebbe diventata sede vescovile. Più intima è l’atmosfera della chiesa di S. Cecilia, originariamente del XVI secolo e immersa nel verde. Inattesa, in paese fa capolino anche l’arte contemporanea, con alcuni murales ispirati alla tradizione agro-pastorale e opere di street art di sapore quasi metropolitano, realizzate da artisti di diversa provenienza. Poi ci sono le campagne, panorami infiniti e distese di macchia mediterranea punteggiate da ben 15 resti nuragici e da numerose domus de janas scavate nella roccia.

Antico Stabilimento Balneare di Mondello

Una decina di chilometri a nord del centro di Palermo, si estende lungo una baia a mezzaluna la frazione balneare di Mondello, la spiaggia dei palermitani per antonomasia. A partire dai primi del ’900 la località venne interessata da una decisa opera di riqualificazione che la rese un polo turistico per il jet set italiano e internazionale: a questo periodo di rapida ascesa risalgono sia le numerose villette liberty che ancora punteggiano il borghetto marittimo sia, soprattutto, uno dei simboli dell’epoca d’oro di Palermo, l’Antico stabilimento balneare. Edificato a pochi passi dal litorale su una struttura di palafitte in cemento armato (materiale innovativo per l’epoca), divenne in breve tempo un simbolo di lusso e di modernità grazie alla leggiadra foggia d’ispirazione liberty del corpo centrale, affiancato dalle ali laterali destinate alle cabine dei bagnanti. Benché inaugurato proprio al tramonto della Belle Époque, lo stabilimento è rimasto nei decenni un popolare luogo di ritrovo, sopravvivendo alle occupazioni militari durante il secondo conflitto mondiale e alle inevitabili drammatiche conseguenze per ciò che concerne la conservazione delle decorazioni e degli arredi. Noto anche come ex Charleston, dal nome del ristorante che dal 1968 al 2010 ha trovato sede nelle sale che si specchiano sulle acque tirreniche, grazie ai restauri degli Anni ’90 lo stabilimento ha riacquistato il fascino ineguagliabile delle origini.
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