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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Castello Nelson

Immerso nel verde a una decina di chilometri dal centro di Bronte, il castello Nelson sorge sulla riva sinistra del torrente Saracena, limite settentrionale del territorio comunale. Le origini del sito risalgono alla seconda metà al 1173, quando il re normanno Guglielmo II, su richiesta della madre Margherita di Navarra, edificò una grande abbazia benedettina nei pressi di un venerato luogo di culto dov’era custodita un’icona della Vergine attribuita all’evangelista Luca, dono del generale bizantino Giorgio Maniace, sbarcato sull’isola un secolo prima per combattere i saraceni. Nel 1799 il re di Napoli Ferdinando IV di Borbone diede in dono l’abbazia e il suo latifondo a Horatio Nelson, come ringraziamento per aver duramente represso la Repubblica Partenopea filofrancese. Trasformata in dimora signorile, ha ospitato i discendenti dell’ammiraglio britannico fino al 1981 ed è ora proprietà comunale. Si presenta come un esteso complesso sviluppato attorno a due cortili interni: l’ala signorile preserva gli ambienti residenziali con arredi d’epoca, opere d’arte e cimeli; recentissima l’inaugurazione del percorso multimediale, che ha dotato alcune sale di contenuti interattivi grazie ai quali approfondire le vicende del sito e dei suoi abitanti. Sono visitabili anche i resti dell’abbazia e della chiesa di S. Maria di Maniace, colpita dal rovinoso terremoto del 1693, ma restaurata mantenendo il portale gotico-normanno, i cui capitelli raccontano una criptica storia per immagini popolata da personaggi biblici e creature fantastiche. Tutto attorno al complesso si sviluppa una lussureggiante area verde suddivisa tra un giardino formale e il parco, abbellito da moderne sculture in pietra lavica.
Piazza del Duomo

Piazza del Duomo

Sin dal Medioevo fulcro della vita religiosa e civile della comunità messinese, dominata dall’imponente mole del Duomo e dal campanile con il suo straordinario orologio astronomico e incorniciata dalle eleganti facciate dei palazzi storici, piazza Duomo è stata in gran parte ricostruita dopo il devastante terremoto del 1908, riappropriandosi del suo ruolo di cuore pulsante della città, teatro all’aperto dove passato e presente si incontrano. Miracolosamente scampata a tutti i terremoti, vi troneggia la Fontana di Orione, una piramide di figure e vasche che raccontano miti e leggende, capolavoro manierista di Angelo Montorsoli, discepolo di Michelangelo, che la realizzò verso il 1550 per commemorare l’inaugurazione di un acquedotto, un’opera ingegneristica fondamentale per Messina, che fino ad allora aveva sofferto per la mancanza di un sistema idrico adeguato. In cima, accompagnato dal suo fedele cane Sirio, svetta Orione, il mitico fondatore della città, un globo stretto nella mano destra, simbolo del suo dominio sul mondo e della sua protezione sulla città e sui mari. Man mano che si scende, la struttura si fa sempre più grandiosa, con naiadi e tritoni che si dispongono su livelli sempre più ampi, fino ad arrivare alla grande vasca dodecagonale, intorno alla quale quattro colossali statue rappresentano i fiumi più celebri del mondo antico, Nilo, Tevere, Ebro e Camaro, quest’ultimo in realtà soltanto un torrente della zona che, convogliato nell’acquedotto, alimentava la fontana. Un gioiello che ha attraversato i secoli e continua a splendere nel cuore di Messina, potente testimonianza dell’arte rinascimentale che continua a splendere nel cuore di Messina, raccontando la storia, i miti e la grandezza di una città che non ha mai smesso di guardare al futuro.
Tempio votivo di Cristo Re

Tempio votivo di Cristo Re

Un luogo di culto e della memoria che si erge maestoso su una collina panoramica, dove storia e architettura si intrecciano in un racconto avvincente e toccante. Austero e solenne, a evocare le grandi basiliche cristiane del passato, come quella di Superga a Torino dalla quale ha tratto ispirazione, il Tempio votivo di Cristo Re fu eretto in forme neobarocche negli anni ’30 del ‘900 sui resti del castello di Matagrifone, fortezza normanna del XII secolo, cruciale per la difesa della città. Della roccaforte è giunta a noi la torre ottagonale, sulla quale spicca la monumentale campana di 2,80 metri di diametro, ricavata dalla fusione del bronzo dei cannoni nemici della prima guerra mondiale, i cui rintocchi giungono sin sullo Stretto echeggiando insieme alle onde del mare. A colpire, mentre si giunge sin qui, è la grande cupola ottagonale, ricoperta di piombo dorato, che inonda di luce la struttura centrale del tempio, ripartito in due ambienti, superiore e inferiore, la cui solenne architettura si fa espressione massima della memoria dei caduti in guerra, cui è dedicato, oltre che al culto del Cristo Re, raffigurato benedicente sull’altare maggiore. Particolarmente densa di emozione l’atmosfera che avvolge il visitatore nel Sacrario Militare, custode silenzioso di oltre 1200 resti di soldati periti nel corso delle ultime due guerre mondiali che hanno sconvolto l’intera umanità, ad alcuni dei quali non è stato possibile dare un volto, né un nome, ma degnamente ricordati dal milite ignoto, soldato disteso sul sarcofago in marmo che spicca nel tempio inferiore circondato da imponenti colonne doriche. Un luogo di raccoglimento e pace dal quale belvedere lo sguardo si perde in uno dei panorami più suggestivi di Messina.
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