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Cicloturismo

Giro d’Italia 2026: tappe, percorso e protagonisti della Corsa Rosa

Scopri tutte le tappe del Giro d’Italia 2026: altimetrie, città di partenza e arrivo, salite iconiche e curiosità su uno degli eventi più seguiti del ciclismo mondiale

12 minuti

Il Giro d’Italia 2026 si preannuncia come uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno, capace di unire passione, territorio e spettacolo in un viaggio unico attraverso le meraviglie del nostro Paese. Dalle grandi città alle salite leggendarie, ogni tappa racconta una storia fatta di emozioni, sfide e paesaggi mozzafiato. Seguire il Giro significa vivere da vicino il meglio del ciclismo internazionale, scoprendo al tempo stesso le eccellenze culturali e naturali dell’Italia. Preparati a pedalare virtualmente lungo un percorso straordinario, dove ogni chilometro è pura adrenalina.

Giro d’Italia 2026: la Grande Partenza in Bulgaria tra mare e storia

Giro d’Italia 2026: la Grande Partenza in Bulgaria tra mare e storia

Le prime tre tappe del Giro d’Italia 2026 danno il via alla corsa con una suggestiva Grande Partenza in Bulgaria, tra costa, storia e paesaggi inediti per la Corsa Rosa.

Si parte da Nessebar, per una frazione pianeggiante fino a Burgas che esalta i velocisti e regala spettacolari scorci sul Mar Nero, tra spiagge e città costiere. La seconda tappa si sposta verso l’interno, da Burgas a Veliko Tarnovo, con un percorso più ondulato che attraversa campagne e culmina in un arrivo scenografico dominato dalla storica fortezza di Tsarevets.

La terza tappa, da Plovdiv a Sofia, chiude la Grande Partenza con un tracciato mosso e un finale incerto: un equilibrio tra opportunità per attaccanti e velocisti, in un contesto che unisce una delle città più antiche d’Europa alla capitale bulgara.

Un avvio internazionale affascinante, che anticipa il cuore della corsa: le tappe italiane, dove il Giro entrerà nel vivo tra grandi salite e scenari iconici.

Tappa 4 – Catanzaro → Cosenza

La Calabria tra mare, colline e identità autentica
MAB Cosenza

La quarta tappa del Giro d’Italia 2026 segna l’ingresso della corsa nel cuore dell’Italia con la frazione da Catanzaro a Cosenza. Un percorso breve ma tutt’altro che semplice, caratterizzato da continui saliscendi che attraversano la Calabria interna.

La partenza da Catanzaro, città sospesa tra Ionio e Tirreno, offre subito scorci panoramici unici, mentre il tracciato si addentra progressivamente tra colline, vallate e piccoli centri storici. L’arrivo a Cosenza, una delle città più antiche della regione, è immerso in un contesto urbano ricco di storia e cultura.

Dal punto di vista paesaggistico, la tappa è un viaggio nell’anima più autentica del Sud Italia, tra uliveti, montagne e borghi arroccati. Il territorio è fortemente identitario e legato a tradizioni secolari.

La gastronomia calabrese è protagonista assoluta: ‘nduja di Spilinga, salumi piccanti, peperoncino e dolci tipici come i turdilli. Anche l’artigianato locale, tra lavorazioni del legno e tessuti, racconta una cultura radicata.

Una tappa che unisce fatica, autenticità e paesaggi mediterranei intensi.

Tappa 5 – Praia a Mare → Potenza

Tra Tirreno e Basilicata: l’Appennino selvaggio
Praia a Mare, Calabria

La quinta tappa del Giro parte dalla costa tirrenica di Praia a Mare per arrivare a Potenza, attraversando uno dei tratti più selvaggi e affascinanti dell’Appennino meridionale.

Il percorso è mosso e selettivo, con lunghi tratti in salita che mettono alla prova resistenza e strategia. Si lascia il mare per entrare progressivamente nel cuore montuoso della Basilicata, tra paesaggi incontaminati e silenziosi.

Potenza, la città più alta tra i capoluoghi italiani, accoglie la corsa con il suo centro storico arroccato e un territorio fortemente legato alla montagna.

Dal punto di vista paesaggistico, la tappa attraversa aree ancora poco antropizzate, ideali per il turismo lento e naturalistico. È una delle frazioni più “pure” del Giro.

La cucina lucana è ricca e tradizionale: pane di Matera IGP, peperoni cruschi, formaggi ovini e salumi artigianali. L’artigianato locale si distingue per lavorazioni in pietra e ceramica.

Una tappa che esalta la bellezza aspra e autentica del Sud Italia interno.

Tappa 6 – Paestum → Napoli

Dai templi greci al cuore vibrante del Mediterraneo
Parco Archeologico di Paestum e Velia

La sesta tappa collega il sito archeologico di Paestum con la città di Napoli, in una delle frazioni più spettacolari e simboliche del Giro.

Il percorso è prevalentemente pianeggiante e veloce, con un finale spettacolare nel contesto urbano napoletano. Si parte tra i templi dorici perfettamente conservati di Paestum per arrivare in una delle città più iconiche al mondo.

Napoli accoglie il Giro con il suo straordinario patrimonio storico e culturale: il centro storico UNESCO, il Vesuvio sullo sfondo e il lungomare tra i più belli d’Italia.

Dal punto di vista gastronomico, questa tappa è un simbolo assoluto: pizza napoletana, mozzarella di bufala, dolci tradizionali e cucina di mare. Paestum aggiunge un valore archeologico unico con uno dei siti greci più importanti d’Europa.

Una tappa che unisce archeologia, mare e identità gastronomica mondiale.

Tappa 7 – Formia → Blockhaus

La prima grande montagna del Giro
in bici per la majella

La settima tappa del Giro d’Italia 2026 è una delle più attese: da Formia fino alla leggendaria ascesa del Blockhaus, sulle montagne abruzzesi. Una frazione lunghissima e durissima, che segna il primo vero spartiacque della corsa.

Si parte dal Mar Tirreno con un percorso inizialmente scorrevole, ma che diventa progressivamente più impegnativo man mano che si entra nel cuore dell’Abruzzo. L’ascesa finale al Blockhaus è una delle salite simbolo del ciclismo italiano, con pendenze costanti e un arrivo in alta quota che può già creare distacchi importanti.

Il paesaggio è dominato dal Parco Nazionale della Majella, tra boschi, rocce e panorami alpini sul mare. Un contrasto unico in Europa.

La gastronomia abruzzese accompagna la fatica con piatti energici e autentici: arrosticini, pecorino stagionato e pasta alla chitarra. L’artigianato locale è legato alla pastorizia e alle tradizioni rurali.

Una tappa che incarna la vera essenza del Giro: fatica, montagna e leggenda sportiva.

Tappa 8 – Chieti → Fermo

Tra Abruzzo e Marche, il ciclismo dei colli
Tappa 8 – Chieti → Fermo

Dopo la grande montagna, il Giro prosegue con una tappa più ondulata da Chieti a Fermo. Il percorso attraversa dolci colline e borghi storici sospesi tra mare e Appennino.

Chieti, città antichissima, lascia spazio a un tracciato tecnico che attraversa l’Abruzzo settentrionale e si addentra nelle Marche. L’arrivo a Fermo, con il suo centro storico medievale, offre uno scenario suggestivo e panoramico.

Il territorio è ricco di cultura e tradizioni rurali, con paesaggi ordinati e vigneti che accompagnano il percorso.

La gastronomia marchigiana è protagonista con olive ascolane, vincisgrassi e vini DOC come il Rosso Piceno. L’artigianato locale è famoso per ceramiche e lavorazioni in cuoio.

Una tappa ideale per attaccanti e fughe da lontano, tra colli, cultura e tradizione italiana.

Tappa 9 – Cervia → Corno alle Scale

Dal mare romagnolo all’Appennino emiliano
Tappa 9 – Cervia → Corno alle Scale

La nona tappa parte dalla riviera romagnola di Cervia e si conclude sulle dure rampe del Corno alle Scale, sull’Appennino tosco-emiliano.

Il percorso è estremamente vario: pianura iniziale, poi salite progressive fino all’arrivo in quota. È una tappa che può cambiare la classifica generale.

Il paesaggio passa dalle saline e dalle spiagge adriatiche ai boschi montani dell’Appennino, offrendo una varietà unica.

La gastronomia emiliana è tra le più celebri al mondo: piadina, tortellini, parmigiano reggiano e prosciutto di Parma. L’artigianato gastronomico è parte integrante dell’identità regionale.

Una tappa che unisce mare, pianura e alta montagna in un solo giorno.

Tappa 10 – Viareggio → Massa (cronometro)

La prova contro il tempo sulla costa toscana
Viareggio, Versilia - Tuscany

Unica cronometro individuale del Giro, la decima tappa si svolge tra Viareggio e Massa lungo la costa della Versilia.

Il percorso è completamente pianeggiante e tecnico, ideale per specialisti delle prove contro il tempo. La costa toscana offre un contesto scenografico unico, con il mare da un lato e le Alpi Apuane dall’altro.

Viareggio rappresenta il turismo balneare elegante, mentre Massa è legata alla tradizione del marmo di Carrara.

Dal punto di vista enogastronomico, la zona offre cucina di mare, olio extravergine e prodotti tipici toscani. L’artigianato del marmo è una delle eccellenze mondiali.

Una tappa decisiva per la classifica, dove tecnica e potenza si fondono con il paesaggio costiero.

Tappa 11 – Porcari → Chiavari

Una tappa che unisce in modo armonioso montagna, collina e mare mediterraneo.
Tappa 11 – Porcari → Chiavari

La tappa 11 del Giro d’Italia 2026 collega la pianura della Lucchesia con la Riviera di Levante, partendo da Porcari e arrivando a Chiavari. È una frazione lunga e impegnativa soprattutto per il continuo alternarsi di salite e discese che caratterizzano l’attraversamento dell’Appennino tosco-ligure.

La prima parte del percorso si sviluppa in un contesto pianeggiante e produttivo, tipico della Piana di Lucca, per poi entrare gradualmente in un ambiente sempre più collinare e boscoso. La vera selezione avviene sui valichi appenninici, dove pendenze regolari e tratti tecnici possono favorire attacchi da lontano.

La discesa verso la Liguria regala scorci spettacolari sul Mar Ligure, fino all’arrivo a Chiavari, elegante cittadina caratterizzata dai suoi portici storici e dal lungomare ordinato.

Dal punto di vista culturale, il percorso attraversa territori ricchi di pievi medievali, borghi in pietra e tradizioni artigianali legate alla lavorazione del legno e dell’ardesia.

La gastronomia racconta un incontro tra Toscana e Liguria: olio extravergine, salumi toscani, focaccia genovese, pesto e vini bianchi costieri

Tappa 12 – Imperia → Novi Ligure

Un sguardo tra due Regioni
imperia

La dodicesima tappa parte dalla Riviera dei Fiori, con Imperia protagonista, e si dirige verso l’entroterra fino a Novi Ligure, città simbolo del ciclismo italiano.

Il percorso iniziale segue la costa ligure, con tratti panoramici affacciati sul mare, prima di virare verso l’interno e affrontare un continuo susseguirsi di salite e discese. È una frazione adatta a corridori resistenti e a fughe da lontano, con difficoltà distribuite lungo tutto il tracciato.

L’arrivo a Novi Ligure è particolarmente significativo, essendo una delle città storiche del ciclismo professionistico.

Dal punto di vista paesaggistico, si passa da un ambiente mediterraneo fatto di uliveti e terrazzamenti a colline piemontesi ricoperte di vigneti e boschi.

La cucina riflette questa transizione geografica: olio ligure, pesto e focaccia lasciano spazio a vini piemontesi, salumi, grissini e dolci tradizionali. Anche l’artigianato locale, tra Liguria e Piemonte, racconta una forte identità territoriale.

Tappa 13 – Alessandria → Verbania

Sulle rive del Lago Maggiore
Tappa 13 – Alessandria → Verbania

La tappa 13 del Giro collega Alessandria con Verbania, sulle rive del Lago Maggiore, attraversando un ampio tratto del Piemonte settentrionale.

Il percorso inizia su strade pianeggianti tipiche della Pianura Padana, tra campi coltivati e centri urbani, per poi diventare progressivamente più ondulato man mano che ci si avvicina all’area prealpina.

L’arrivo a Verbania è uno dei più suggestivi del Giro, con il Lago Maggiore incorniciato da montagne e giardini storici che scendono verso l’acqua.

Il territorio è ricco di ville storiche, parchi botanici e piccoli borghi lacustri, che rendono questa tappa particolarmente interessante anche dal punto di vista turistico.

La gastronomia locale è legata sia alla pianura che al lago: riso piemontese, pesce d’acqua dolce, formaggi d’alpeggio e vini strutturati. Una tappa equilibrata, dove natura e cultura convivono in modo armonico.

Tappa 14 – Aosta → Pila

La vera essenza dell’alta quota nel ciclismo professionistico
Tappa 14 – Aosta → Pila

La tappa 14 del Giro d’Italia 2026 è una delle frazioni di alta montagna più impegnative dell’intera corsa. La partenza avviene da Aosta, città ricca di storia romana e circondata dalle Alpi valdostane, per poi affrontare la lunga salita finale verso Pila, località situata a oltre 1800 metri di quota.

Il percorso si sviluppa interamente in ambiente alpino, con una progressiva uscita dal fondovalle per entrare in una salita costante e regolare che lascia poco spazio al recupero. È una tappa ideale per gli scalatori e potenzialmente decisiva per la classifica generale.

Aosta conserva un patrimonio storico unico in Italia, con l’Arco di Augusto, il teatro romano e le antiche mura che testimoniano il passato imperiale della città. Salendo verso Pila, il paesaggio si apre su scenari sempre più spettacolari, tra boschi di conifere e viste sulle cime innevate.

La gastronomia valdostana è fortemente legata alla montagna: fontina DOP, polenta concia, salumi stagionati e piatti ricchi adatti al clima alpino. Una tappa che rappresenta la vera essenza dell’alta quota nel ciclismo professionistico, dove la fatica diventa protagonista assoluta.

Tappa 15 – Voghera → Milano

Una tappa nel cuore economico d’Italia
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La quindicesima tappa collega Voghera a Milano, attraversando la pianura lombarda in una frazione completamente dedicata ai velocisti. Il percorso è lineare e privo di difficoltà altimetriche significative, con lunghi tratti rettilinei che attraversano campagne, canali e piccoli centri urbani.

La seconda parte della tappa si avvicina progressivamente alla metropoli milanese, dove il traffico urbano e l’ambiente cittadino iniziano a sostituire il paesaggio rurale della pianura.

Milano accoglie il Giro con il suo patrimonio architettonico e culturale: il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e i quartieri moderni del design e della moda rappresentano un contesto unico in Europa.

Dal punto di vista gastronomico, la città è celebre per piatti iconici come il risotto alla milanese, la cotoletta e il panettone, mentre l’artigianato locale è legato al design e all’eccellenza manifatturiera.

Una tappa che unisce sport e metropoli, con un finale spettacolare nel cuore economico d’Italia.

Tappa 16 – Bellinzona → Carì

L'ingresso in territorio svizzero
Tappa 16 – Bellinzona → Carì

La tappa 16 segna l’ingresso del Giro in territorio svizzero, con partenza da Bellinzona e arrivo in salita a Carì, nel Canton Ticino. È una frazione breve ma estremamente selettiva, caratterizzata da un dislivello importante e da una salita finale molto impegnativa.

Bellinzona è famosa per i suoi tre castelli medievali, patrimonio UNESCO, che dominano la città e testimoniano il ruolo strategico della regione nel Medioevo. Il percorso si sviluppa poi verso le vallate alpine, dove la strada inizia a salire in modo costante fino all’arrivo in quota.

Il paesaggio è dominato da montagne, boschi e piccoli centri alpini, in un contesto naturale di grande suggestione.

La gastronomia locale unisce influenze italiane e svizzere: formaggi d’alpeggio, polenta, salumi e piatti tipici di montagna. È una tappa che rappresenta perfettamente la dimensione internazionale e alpina del Giro, dove la natura è protagonista assoluta.

Tappa 17 – Cassano d’Adda → Andalo

L'avvicinamento alle montagne del Trentino
Tappa 17 – Cassano d’Adda → Andalo

La tappa 17 del Giro d’Italia 2026 segna un importante avvicinamento alle montagne del Trentino. La partenza da Cassano d’Adda, nella pianura lombarda, introduce una frazione progressivamente più impegnativa che culmina con l’arrivo ad Andalo, ai piedi delle Dolomiti di Brenta.

Il percorso inizia su strade pianeggianti e scorrevoli, tipiche della bassa padana, per poi diventare sempre più ondulato man mano che ci si avvicina al Trentino. Le difficoltà altimetriche aumentano nella parte centrale e soprattutto nel finale, dove la salita verso Andalo richiede resistenza e capacità di gestione dello sforzo.

Il paesaggio cambia radicalmente: dai centri urbani lombardi si passa a vallate verdi, boschi e scenari alpini sempre più imponenti. Andalo è una località turistica immersa nella natura, punto di accesso privilegiato alle Dolomiti di Brenta.

Dal punto di vista enogastronomico, la tappa attraversa territori ricchi di tradizione: risotti lombardi, salumi, formaggi trentini, speck e canederli. Una frazione che unisce pianura e montagna in modo progressivo e naturale, preparando il gruppo alle grandi difficoltà alpine.

Tappa 18 – Fai della Paganella → Pieve di Soligo

Il continuo alternarsi di salite, discese e tratti collinari.
Photo by: Regione Veneto

La tappa 18 si sviluppa tra le Dolomiti e le colline del Prosecco, collegando Fai della Paganella a Pieve di Soligo. È una frazione molto suggestiva dal punto di vista paesaggistico, con un continuo alternarsi di salite, discese e tratti collinari.

La partenza avviene in ambiente alpino, con le Dolomiti che fanno da cornice al percorso iniziale. Successivamente la tappa scende verso la pianura veneta, entrando nel cuore delle colline del Prosecco, patrimonio UNESCO.

Il paesaggio è dominato da vigneti ordinati, borghi storici e strade panoramiche che attraversano un territorio fortemente identitario.

La gastronomia è tra le più ricche del Giro: Prosecco DOCG, formaggi veneti, salumi tipici e cucina di tradizione contadina. È una tappa che unisce spettacolo naturale e cultura enologica di livello mondiale.

Tappa 19 – Feltre → Alleghe

Verso le Dolomiti più autentiche
Tappa 19 – Feltre → Alleghe

La diciannovesima tappa è una delle più spettacolari dell’intero Giro d’Italia. Da Feltre si sale progressivamente verso le Dolomiti più autentiche, con arrivo ad Alleghe, ai piedi del Monte Civetta.

Il percorso è interamente montano e prevede alcune delle salite più iconiche del ciclismo italiano, con passaggi alpini che possono risultare decisivi per la classifica generale. Il dislivello complessivo è importante e la tappa è destinata a fare selezione.

Il paesaggio è straordinario: valli strette, pareti rocciose verticali e panorami dolomitici che rappresentano uno dei patrimoni naturali più importanti al mondo.

La cucina locale è quella ladina e montana: canederli, polenta, formaggi d’alpeggio e piatti robusti della tradizione alpina. Una tappa regina, dove la montagna è protagonista assoluta.

Tappa 20 – Gemona del Friuli → Piancavallo

Una delle salite più dure del Friuli Venezia Giulia
Tappa 20 – Gemona del Friuli → Piancavallo

La penultima tappa del Giro parte da Gemona del Friuli e si conclude sull’ascesa di Piancavallo, una delle salite più dure del Friuli Venezia Giulia. È una frazione decisiva, spesso determinante per la classifica finale.

Il percorso attraversa inizialmente la pianura friulana, per poi affrontare le prime asperità collinari fino alla lunga salita finale. Piancavallo rappresenta un arrivo in quota impegnativo e strategico.

Il paesaggio è vario e affascinante, tra borghi storici, colline e montagne che segnano il passaggio verso le Alpi orientali.

La gastronomia friulana è ricca e identitaria: frico, prosciutto di San Daniele, vini bianchi e piatti della tradizione alpina. Una tappa che può decidere il destino del Giro.

Tappa 21 – Roma → Roma

Ultima tappa tra i monumenti più iconici della città eterna
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La tappa finale del Giro d’Italia 2026 si svolge interamente nella capitale, con partenza e arrivo a Roma. È una frazione celebrativa che si sviluppa su un circuito cittadino tra i monumenti più iconici della città eterna.

Il percorso attraversa alcune delle aree più rappresentative della capitale, offrendo uno scenario unico al mondo: dal Colosseo ai Fori Imperiali, fino alle grandi arterie urbane.

Roma rappresenta un museo a cielo aperto, dove storia antica e modernità convivono in modo straordinario. Il Giro si conclude in uno dei contesti più spettacolari del ciclismo mondiale.

La gastronomia romana è celebre in tutto il mondo: carbonara, amatriciana, cacio e pepe e cucina tradizionale capitolina. Una chiusura perfetta per tre settimane di corsa tra storia, paesaggi e cultura italiana.

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