Le coperte di Taranta Peligna, l’antica arte della lana ai piedi della Maiella
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Ai piedi del versante orientale della Maiella, nella Valle dell’Aventino, Taranta Peligna custodisce la memoria di una delle più antiche tradizioni tessili dell’Abruzzo: la produzione delle coperte di lana. Un sapere nato nelle abitazioni delle comunità appenniniche e strettamente legato alla pastorizia, alla lavorazione della lana e alla necessità di proteggersi dai rigidi inverni di montagna.
La tradizione si sviluppò anche nei vicini centri di Palena e Fara San Martino, dove l’abbondanza d’acqua favoriva le diverse fasi della lavorazione. Dalla produzione domestica si passò progressivamente a quella industriale, soprattutto a partire dalla metà dell’Ottocento, quando comparvero i primi lanifici e telai più evoluti.
I motivi e i colori delle coperte abruzzesi
Nel corso del Novecento le coperte divennero sempre più elaborate. Ai modelli più semplici a due colori si affiancarono manufatti a tre colori, decorati con angeli, rose, rombi e cerchi e completati dalle caratteristiche frange.
La coperta abruzzese non era però soltanto un oggetto di uso quotidiano. Durante la processione del Corpus Domini, veniva esposta dai balconi delle abitazioni come drappo votivo, assumendo un importante valore simbolico e diventando parte integrante della vita della comunità.
Con la diffusione del riscaldamento domestico, la richiesta di coperte in pura lana vergine diminuì progressivamente. La chiusura dell’ultimo lanificio di Taranta Peligna, avvenuta nel 2024, ha segnato la fine di una lunga stagione produttiva.
La memoria di questa attività rimane però profondamente legata al territorio e alla sua storia: quella delle comunità della Maiella, della pastorizia e di un’economia che per secoli ha fatto della lana una risorsa preziosa
Dove scoprire l'arte tessile
Per conoscere più da vicino la storia delle coperte di Taranta Peligna, un punto di riferimento è il Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, dove le collezioni dedicate alla cultura materiale regionale comprendono anche esemplari di coperte e tappeti della tradizione tessile abruzzese, tra cui le celebri tarànte.
A Taranta Peligna, invece, il patrimonio della lavorazione della lana si incontra direttamente nei luoghi che ne hanno segnato la storia. Tra questi spicca l’ex Lanificio Merlino, importante testimonianza di archeologia industriale e della vocazione tessile della Valle dell’Aventino. Il paese continua, inoltre, a mantenere viva la memoria della propria tradizione attraverso eventi e iniziative culturali dedicati alla tessitura, alla lana e all’artigianato locale.
Un patrimonio da scoprire
Scoprire le coperte di Taranta Peligna significa entrare in contatto con una parte autentica della cultura abruzzese: un patrimonio fatto di saperi, gesti, materiali e storie di comunità, che ancora oggi racconta il rapporto profondo tra le genti della Maiella, la pastorizia e il territorio.
Dalle trame delle coperte emerge così la storia di un’Abruzzo operoso e creativo, capace di trasformare una risorsa del territorio in un manufatto dalla forte identità, oggi preziosa testimonianza della sua tradizione artigianale e tessile.