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Sport

Sardegna

Sardegna, dove il canyoning va dalla montagna al mare

Dal cuore dell'<strong>Ogliastra</strong> fino al mare smeraldo del '<strong>Golfo di Orosei'</strong>, attraversando un <strong>canyon: è Bacu Padente</strong> che unisce mare e montagna, i due aspetti più belli e selvaggi della natura in Sardegna.
Ma attenzione, <strong>è un percorso adatto solo a torrentisti esperti.</strong>

1. Canyoning a Bacu Padente

Siamo nell’oasi naturalistica che include il massiccio del Gennargentu e il golfo di Orosei ed è tra le mete più sorprendenti della Sardegna.
Tra itinerari per il trekking o la mountain bike, c’è spazio anche per uno sport più avventuroso come il canyoning. L’antico canyon di Bacu Padente, che in sardo significa gola boscosa, è ormai secco. Il percorso è tosto ma anche spettacolare.

Il sentiero si raggiunge da Piana del Golgo verso località Ololbissi. Le falesie sono spettacolari e il panorama non è da meno perché la vista corre sul mare di smeraldo circondato dalla terra più selvaggia. Un salto dopo l’altro, da affrontare con le corde, si arriva alla grotta de Su Tentorgiu che porta dritto al mare. L’ultima discesa è la più ardita, supera i 30 metri. Promemoria: per attraversare la grotta vi servirà una torcia.

All’uscita della grotta si apre uno scenario meraviglioso ma la discesa non è ancora finita. Resta da affrontare un’altra parete di circa 10 metri per arrivare quasi a pelo d’acqua, proprio sulla scogliera. A questo punto vi siete meritati un tuffo rinfrescante.
Da lì si torna dentro il Bacu per prendere il sentiero che risale verso l’alto. In alternativa potete risalire da Cala Mariolu o Cala Goloritzé.

2. La Grotta del Fico

Prima di tornare però non potete perdere una visita alla grotta del Fico. Si raggiunge in battello via mare ma per chi scende lungo le pareti del Bacu Padente c’è un’altra via. È un sentiero impervio che qua e là si serve di antiche vie tracciate dai pastori per raggiungere l’accesso della grotta, come le “scale e fustes”.

Questo luogo si chiamava anche grotta del Bue marino perché qui si rifugiava la foca monaca. Oggi è una meraviglia speleologica che si può visitare lungo passerelle che attraversano sale e gallerie. C’è anche un pozzo interno che comunica con il mare. Vale la pena fermarsi per una visita guidata, che dura circa 1 ora.

3. Il sentiero del Selvaggio Blu

Chi vuole osare di più può imboccare il sentiero del Selvaggio Blu che si incrocia durante la discesa del Bacu Padente.
È un trekking di 5 giorni che attraversa tutto il Golfo di Orosei. Si dorme tra ovili e bivacchi e il panorama è sempre stupefacente.