Arco Trionfale di Subiaco: la porta neoclassica voluta per Pio VI
L'Arco Trionfale segna l'ingresso al centro storico di Subiaco, in Largo Giuseppe Mazzini. Fu eretto in onore di Pio VI, il papa che trasformò la città: ricostruì dalle fondamenta la cattedrale di Sant'Andrea, restaurò la Rocca, istituì la biblioteca del Seminario. Giovanni Angelo Braschi era abate commendatario di Subiaco dal 1773, due anni prima di diventare pontefice.
Un progetto ridimensionato
Nel 1787 il consiglio cittadino deliberò di costruire un arco trionfale. Il progetto fu affidato a Giulio Camporese, architetto romano a cavallo tra tardo-barocco e neoclassicismo. L’idea iniziale prevede tre arcate, ma i fondi non bastano e il progetto si riduce a una sola. L'arco fu inaugurato il 18 maggio 1789, quando Pio VI arrivò a Subiaco per consacrare la nuova cattedrale. È il primo a passare sotto l’arcata, accolto dal Gonfaloniere e dalla popolazione.
Come si presenta oggi
L'arco è in travertino e palombino estratti dal Monte Affilano. Un'unica arcata a tutto sesto, affiancata da colonne ioniche, sormontata dallo stemma colossale di Pio VI. Due iscrizioni latine in piombo ricordano gli interventi del pontefice e lo definiscono "restitutor et locupletator": colui che ha restituito e arricchito. Oggi lo si attraversa in auto ed è ancora la porta della città.