Ruderi del Convento di San Nicola a Scandriglia: uno dei primi conventi cappuccini d’Italia
I ruderi del Convento di San Nicola si trovano a mezza costa sopra Scandriglia, nel Parco dei Monti Lucretili. Da quassù si domina la Sabina. Oggi restano muri sbrecciati, un chiostro invaso dai rovi, qualche leccio secolare. Ma per tre secoli e mezzo questo fu uno dei conventi più importanti del centro Italia.
Il secondo convento cappuccino d'Italia
I frati cappuccini lo fondarono intorno al 1530, appena due anni dopo l'approvazione dell'ordine. Fu il secondo convento cappuccino in Italia dopo quello di Camerino. Lo costruirono sopra una chiesa duecentesca dedicata a San Nicola: edificata, secondo la leggenda, per proteggere il paese dalla caduta dei massi. Il convento ospitava fino a 22 monaci, era sede di noviziato, aveva una biblioteca già attiva nel 1720, officine, chiostro con pozzo e orologio solare. Il trittico su tavola del XIII secolo che stava sull'altare maggiore è sopravvissuto: si trova oggi al Comune di Scandriglia.
Dalla soppressione all'abbandono
Con la legge di soppressione del 19 giugno 1866, il convento passò al demanio. I frati poterono restare solo come custodi della chiesa. L'ultimo fu Padre Raffaele da Mugnano: nel 1888 si ammalò e partì. Nessuno lo sostituì, nonostante le insistenze della popolazione. Nel corso del Novecento il complesso fu riutilizzato per scopi civili e assistenziali, come accadde a molti antichi conventi della zona. In seguito ospitò attività per l’infanzia e iniziative giovanili, prima dell’abbandono definitivo nel secondo dopoguerra.