Palazzo Baronale Orsini a Licenza: dal castello medievale al museo di Orazio
Nel cuore di Licenza, borgo dei Monti Lucretili a un'ora da Roma, il Palazzo Baronale Orsini domina la piazza principale con il suo mastio quadrato del XII secolo. Gli Orsini governarono la valle del torrente Licenza, l'antico Digentia cantato da Orazio, dalla metà del Duecento. Nel Seicento Roberto Orsini e suo figlio Mario, vescovo di Tivoli, trasformarono la fortezza in residenza signorile, affidando la decorazione al pittore sabino Vincenzo Manenti.
Gli affreschi del Manenti
Due pareti della sala principale raffigurano i quattro elementi — Fuoco, Aria, Acqua, Terra — alternati agli stemmi Orsini e allo SPQR con la lupa capitolina. Una terza parete mostra i quattro continenti allora conosciuti, la quarta i temperamenti umani. Sulla volta a botte, decorata a stucco, campeggia il Ratto d'Europa. Nel 1632 gli Orsini cedettero parte del feudo ai Borghese, che ne presero pieno possesso nel 1761.
Il Museo Oraziano
Dal 1911 il palazzo ospita il Museo Civico Oraziano, nato per conservare i reperti della vicina Villa di Orazio — il fundus in Sabina donato al poeta da Mecenate nel 32 a.C. Capitelli corinzi, stucchi, sculture, lucerne, monete: oggetti che raccontano la vita della villa fino alla tarda età imperiale. L'allestimento originario, voluto dall'archeologo Angelo Pasqui, è stato ampliato nel 1993, a duemila anni dalla morte del poeta.