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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
Arte e cultura
Museo della Musica – Teatro Alice Zeppilli

Museo della Musica – Teatro Alice Zeppilli

All’interno del palazzo del Municipio è ospitato il teatro comunale intitolato ad Alice Zeppilli, soprano e moglie di Giuseppe Alberghini, violoncellista di origine pievese, entrambi protagonisti di una vita artistica che ha toccato i più prestigiosi teatri mondiali, specie negli Stati Uniti dove hanno vissuto a lungo. L’uso della sala per rappresentazioni teatrali e musicali inizia nel 1785 e si protrae fino al 1852, quando si decide di sistemarla affidando i lavori all’ingegnere Antonio Giordani che adotta la tipologia del “teatro all’italiana”. La decorazione è semplice ma elegante e il sipario, ancora oggi conservato, raffigura Esopo che parla ai pastori, opera di Adeodato Malatesta. Il teatro riapre nuovamente i battenti nell’agosto del 1856 con il Trovatore e il Rigoletto di Verdi. Con l’avvento del fascismo e della guerra, perse sempre più di rilevanza fino a diventare accampamento per le truppe tedesche. Recuperato nel 1981, ampliato poi nei primi anni 2000 con nuovi spazi e impianti, è stato nuovamente inaugurato il 6 dicembre 2003 con un concerto. Presso i foyers del teatro, è ospitato il Museo della Musica che racconta, con testimonianze e strumenti musicali esposti, la vita musicale a Pieve di Cento dai tempi antichi ad oggi. Dalla tradizione campanaria alla banda, dalle numerose botteghe liutaie fino alla Scuola di Liuteria. Un’ampia sala è dedicata alla collezione di strumenti realizzati da Luigi Mozzani, liutaio e chitarrista di grande fama e bravura. Al secondo piano, in una sala, trova spazio anche la collezione Zeppilli dove insieme ai cimeli della soprano e del marito violoncellista Alberghini, è stato anche riprodotto un camerino con gli arredi e gli accessori originali della celebre cantante.
Arte e cultura
Museo di Celle dei Puccini

Museo di Celle dei Puccini

Il museo pucciniano di Celle dei Puccini è allestito nella casa di famiglia che accolse 5 generazioni di musicisti, compreso Giacomo, che qui trascorse momenti felici della sua infanzia e che qui tornò poco prima di morire. Le nipoti del compositore vi hanno mantenuto viva la memoria familiare e raccolto preziosi cimeli, che hanno costituito il primo nucleo della collezione oggi visibile. Il museo è andato negli anni via via ampliandosi e adeguandosi dal punto di vista strutturale, anche grazie all’impegno dell’Associazione lucchesi nel mondo, fino all’ultimo riallestimento avvenuto nel 2008, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini. Nelle attuali 7 sale, situate su 2 piani, sono esposte fotografie, lettere, manoscritti musicali autografi e oggetti appartenuti al maestro, attraverso i quali è possibile ripercorrere la sua vicenda umana e artistica, come la veste battesimale, il letto dove venne alla luce a Lucca (in seguito trasferito qui) e il pianoforte verticale utilizzato per molte delle sue composizioni. L’allestimento, tuttavia, avendo rispettato la struttura originaria della dimora cinquecentesca in cui è collocato, riesce anche a presentare ai visitatori un’abitazione della tradizione contadina, con arredi, utensili e strumenti da lavoro tipici. La cucina, per esempio, è la stessa di due secoli fa, con il pavimento in legno originale, l’acquaio in pietra, il fornello a carbone, il paiolo, il cassone per conservare la farina di castagne. Tutto è insomma rimasto intatto e garantisce la pregevole sensazione di calarsi nel passato.
Arte e cultura
Teatro Scientifico del Bibiena

Teatro Scientifico del Bibiena

Il teatro Bibiena di Mantova fu progettato per ospitare non tanto concerti e opere, quanto, secondo gli ideali illuministici, conferenze e incontri accademici. Il suo nome completo, infatti, è Teatro Scientifico di Bibiena e, all’interno, le gallerie destinate agli spettatori sono collocate anche dietro il palcoscenico, per permettere di assistere meglio alle lezioni. È un gioiello dell’architettura barocca mantovana. Ha una pianta a campana; 4 ordini di palchetti lignei, divisi da colonne e quattro nicchie con statue a grandezza naturale di mantovani illustri (l’ingegnere, architetto e cartografo Gabriele Bertazzolo; l’autore del Cortegiano, Baldassarre Castiglione; il filosofo Pietro Pomponazzi e Virgilio). Fu progettato da Antonio Galli Bibiena, su commissione del rettore dell'Accademia dei Timidi, il conte Carlo Ottavio di Colloredo. L’architetto progettò una scena fissa, con 2 corridoi sovrapposti che formano un loggiato a 2 piani. Ha un aspetto fastoso, finemente decorato, con una predominanza di oro e fregi vivaci. Il Bibiena, oltre a dirigere i lavori per la costruzione, affrescò personalmente gli interni dei numerosi palchetti con pannelli monocromi. La facciata, invece, è opera di Giuseppe Piermarini da cui trae il nome il salone posto al primo piano del teatro. Fu costruito in soli due anni, tra il 1767 e il 1769, e inaugurato il 3 dicembre di quell’anno. Poco più di un mese dopo, il 16 gennaio del 1770, vi suonò il tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart, in visita a Mantova con il padre durante il loro lungo viaggio in Italia. Oggi viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni.
Arte e cultura

Acquario Civico di Milano

L’Acquario Civico di Milano (nome ufficiale: Acquario e Stazione Idrobiologica di Milano) non sarà forse tra i più famosi del mondo, ma di certo è tra i più ricchi di storia e fascino. Risale infatti all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, la prima Expo ospitata in territorio italiano, ed è l’unica testimonianza architettonica di quel grande evento sopravvissuta fino a oggi. Sorge all’interno del parco Sempione, giusto a due passi dall’Arena Civica Gianni Brera e dal Castello Sforzesco. La sua veste in stile Liberty fu ideata dall’architetto Sebastiano Locati guardando a modelli dello Jugendstil viennese, raffinati ed elegantissimi: tutto, nella decorazione, è ispirato al tema delle acque, con raffigurazioni di una grande varietà di piante acquatiche e degli animali che popolano laghi, fiumi e mari. Perfettamente restaurato nel 2003-06, l’Acquario Civico è stato rimodernato anche all’interno. Propone un percorso “acquatico” che va dalle sorgenti di alta montagna alle profondità marine, per un totale di 10 vasche di acqua dolce e 12 di acqua salata, una delle quali dotata di un breve tunnel percorribile. Il focus tematico è sugli ecosistemi italiani, con poche distrazioni tropicali: si segnala la barriera di madrepore del Mar Rosso, vista come una possibile evoluzione futura del Mediterraneo in un’ottica di riscaldamento climatico. Nell’acquario si possono ammirare oltre 50 specie acquatiche, dagli storioni alle meduse, mentre il retro si affaccia su un giardino che riproduce alcuni ecosistemi tipici della Pianura Padana, ormai sempre più rari.
Arte e cultura
Civico Museo Archeologico

Museo Civico Archeologico - Milano

Il Civico Museo Archeologico di Milano non potrebbe avere una sede più coerente con la sua missione. Custodisce infatti il suo patrimonio di reperti romani e medievali nel complesso benedettino del Monastero Maggiore di San. Maurizio, che fu costruito in epoca carolingia nell’area del Circo romano recuperando alcune strutture antiche. Si distinguono una torre poligonale appartenuta alle mura massimianee di e una torre quadrata appartenuta ai carceres del circo, poi trasformata nel campanile della chiesa di San. Maurizio al Monastero Maggiore. Il museo, sviluppato su più livelli, oggi si estende anche nell’edificio adiacente al n. 7 di via Nirone, cui si accede da una passerella nel chiostro interno. Il percorso di visita attraversa diverse culture ed epoche storiche. La sezione romana, dedicata alla storia più antica di Milano (V secolo a.C.-V secolo d.C.), si estende nei due chiostri, al piano terra e al piano inferiore di corso Magenta. Di particolare interesse la ricostruzione di una domus del I secolo, visibile nel cortile interno del museo. Una curiosità è la sezione di arte del Gandhara, che include una trentina di opere di pregio di soggetto buddhista databili ai primi secoli dopo Cristo. Nell’edificio di via Nirone sono esposti numerosi ritrovamenti originari della zona del teatro romano di Caesarea Maritima (Israele), risalente al I secolo a.C., emersi durante gli scavi condotti negli anni Sessanta dalla Missione Archeologica Italiana. Al primo piano si trova la collezione altomedioevale, che espone oggetti di tradizione gota e longobarda. Al secondo piano, la sezione etrusca presenta questa civiltà attraverso reperti degli scavi della Fondazione Lerici a Cerveteri. Infine, la sezione greca presenta una selezione di reperti provenienti dalla Grecia e dalla Magna Grecia. Le collezioni preistorica e protostorica del museo, insieme a quella egizia, sono invece conservate presso le sale viscontee del Castello Sforzesco.
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