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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
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Arte e cultura
Museo delle Genti d'Abruzzo - Pescara

Museo delle Genti d'Abruzzo

Nel cuore di Pescara, il Museo delle Genti d'Abruzzo è una tappa imperdibile per chi desidera esplorare la ricca storia e cultura di questa affascinante regione italiana. Situato in un edificio emblematico, l’ex bagno penale borbonico, il museo offre una panoramica approfondita delle tradizioni, delle usanze e delle evoluzioni che hanno caratterizzato la vita delle popolazioni abruzzesi nel corso dei secoli. L'edificio che ospita il museo è un elegante esempio di architettura moderna, progettato per integrare armoniosamente spazi espositivi e funzionalità. La struttura, realizzata con linee pulite e materiali contemporanei, riflette l’impegno verso un design innovativo che non sacrifica l’accoglienza e la funzionalità. La facciata in vetro e metallo conferisce all’edificio un aspetto luminoso e trasparente, mentre gli ampi spazi interni sono progettati per garantire una fruizione ottimale delle esposizioni. All’interno, il Museo delle Genti d'Abruzzo espone una vasta collezione di reperti archeologici, costumi tradizionali e oggetti di vita quotidiana. Tra le opere più significative, spicca il corredo funerario di Colle del Telegrafo, che include raffinati oggetti in bronzo e ceramiche antiche. Il museo ospita anche una pregevole selezione di tessuti e costumi tradizionali abruzzesi, come il “cappello a cono” tipico delle feste popolari. Attraverso esposizioni interattive e multimediali, i visitatori possono immergersi nella cultura abruzzese e scoprire le radici profonde di un territorio ricco di storia e tradizione. Una visita a questo museo rappresenta un viaggio affascinante nel passato e un'opportunità per apprezzare la vibrante eredità culturale dell'Abruzzo.
Spiritualità
Abbazia di Santo Spirito Al Morrone

Abbazia di Santo Spirito Al Morrone

Per secoli ha rappresentato il più importante e celebre insediamento della Congregazione dei Celestini oltre che essere riferimento per la vita culturale, religiosa e civile sul territorio. A fondarla fu il monaco benedettino Pietro di Angelerio, eremita, fondatore dell’ordine dei Celestini e Papa con il nome di Celestino V. È lui che ne ha iniziato, nel 1293, la costruzione ampliando la chiesetta di Santa Maria, risalente alla prima metà del XIII secolo, fino alla realizzazione di una nuova chiesa dedicata allo Spirito Santo e di un Monastero. L’aspetto attuale dell’abbazia non ha quasi più nulla di duecentesco e quello che oggi si vede è il frutto di una ricostruzione imponente avvenuta a seguito del terremoto del 1706. L’impianto del complesso è rettangolare, cinto da mura, con cortili interni e con annesso un imponente monastero, abitato dai monaci fino al 1806, anno in cui la legge napoleonica portò alla soppressione degli Ordini religiosi. La monumentale chiesa settecentesca, di gusto borrominiano si affaccia sul cortile maggiore. All’interno della chiesa, a croce greca, si possono ammirare decorazioni a stucco, notevoli altari in marmi policromi, un organo del tardo ‘600 e soprattutto gli affreschi quattrocenteschi della cappella Caldora, a destra del coro. A sinistra dell’altare maggiore, si scende alla piccola chiesa di S. Maria, cuore originario dell’abbazia. A destra della chiesa, attraversando il cortile del Pozzo, si accede al refettorio con alcuni dipinti di fra Joseph Martinez, mentre una scala a tenaglia in pietra di Morrone conduce al cortile dei Nobili, con un porticato decorato, da cui è possibile ammirare l’elegante campanile del tardo ‘500. Dal momento della sua fondazione, il complesso è stato adibito per vari usi. È stato collegio, ospizio per mendicanti, quartiere militare durante il fascismo. Dal 1998 è entrata in possesso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ne ha avviato il restauro e dal 2014 è sede di uffici distaccati della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e dell’Ente Parco Majella.
Spiritualità
Abbazia di San Liberatore a Majella

Abbazia di San Liberatore a Majella

L’abbazia segna la fine del Cammino Classico di Celestino. Si tratta di uno dei più importanti esempi di architettura romanica abruzzese. La fondazione del monastero benedettino è legata a moltissime leggende. Una delle più antiche racconta di due patrizi romani che donarono le terre a San Benedetto per la costruzione dell’insediamento. Un’altra riferisce che il complesso fu edificato da Carlo Magno in seguito alla sua vittoria contro le forze longobarde nel 781. Il dato storico è che nel 888, nel territorio dell’Abruzzo teatino era già presente una comunità di monaci, come attestato dal Memoratorium dell’abate Bertario sui beni di Montecassino. Nel 990 un terremoto distrusse quasi completamente il monastero, ma grazie all’interesse dell’abate Teobaldo, nominato nel 1007, presero vita i lavori di restauro e ampliamento. L’elezione di Desiderio come abate di Montecassino, nel 1058, diede il via a lunghi secoli di controversie intorno ai beni del monastero. Nel XIX secolo l’edificio appariva in stato di abbandono, ma nel 1958-59 e nei successivi anni partirono le opere di restauro per recuperarne l’aspetto originario, purtroppo segnato da interventi di discutibile qualità. La chiesa, superstite con il campanile del monastero, è caratterizzata da una facciata a capanna in cui si aprono i tre portali risalenti all’opera dell’abate Desiderio (XI secolo) e all’epoca angioina. Il retro è arricchito da tre absidi. L’interno a tre navate è essenziale, con un soffitto con capriate di legno e le navate con capitelli d’ispirazione classica, ma custodisce, tra le altre cose, un mosaico cosmatesco del 1275 e il bell’ambone ricostruito con bassorilievi del XII secolo.
Sansepolcro

Sansepolcro

Sansepolcro è una piccola preziosa e storicamente importante terra di Toscana, crocevia tra la sua Regione, l’Umbria, le Marche e l’Emilia-Romagna, oggi centro principale della Valtiberina, in cui si estende il primo tratto della valle del fiume Tevere. Detta anche Borgo Sansepolcro, il suo territorio è delimitato dalla catena collinare del preappennino, a ovest, dall'Alpe di Catenaia, a nord-ovest, e dall'Alpe della Luna, a nord-est. Tre importanti valichi mettono in comunicazione il fondovalle con la vicina area adriatica: Viamaggio, verso Rimini, Bocca Trabaria, verso Urbino, e Bocca Serriola, verso Fano. In questa terra la bellezza si offre generosa al visitatore ad ogni scorcio di paesaggio, collinare e montano, che le fa da sfondo; in essa trasudano da ogni dove arte e storia, a partire dal Museo Civico, che conserva quattro capolavori di Piero della Francesca, tra cui la Resurrezione e il Polittico della Misericordia, fino alle più strette vie del Centro Storico, ricco di Palazzi rinascimentali e Chiese antiche, che custodiscono capolavori straordinari, come la Chiesetta di S. Lorenzo, con la Deposizione di Rosso Fiorentino. Da secoli, ogni settembre, il “Borgo” ospita il tradizionale Palio della Balestra, celebre competizione di tiro con la balestra antica all’italiana, uno spettacolo unico, che porta con sé tutte quelle emozioni e quel sano agonismo che negli anni hanno contribuito alla nascita di un movimento sportivo tra i più solidi e assortiti del Centro Italia. Non a caso Sansepolcro ha ottenuto nel 2021 il riconoscimento di Comune Europeo dello Sport, “European Town of Sport”, grazie soprattutto alla collaborazione delle numerose realtà associative locali che contribuiscono alla diffusione dello sport come pratica di benessere e salute. Il Comune è da sempre legato alla figura di San Francesco che ospitò più volte, in occasione dei suoi passaggi di andata e di ritorno dall’eremo della Verna. Nelle colline del “Borgo”, il Santo fondò l’eremo di Montecasale, una costruzione in pietra, semplice ma molto suggestiva, dove si insediarono i frati minori cappuccini che, ancor oggi, vi risiedono. Da qualche anno viene organizzato il Festival dei Cammini di Francesco, una rassegna di spettacoli, arte, musica e convegni tematici dedicata a coloro che si mettono sulle tracce di Francesco per motivi spirituali, religiosi ma anche naturalistici, culturali o sportivi. La Città è dotata di strutture turistiche, sia moderne che tradizionali, e di Agriturismi, oltre ad aree attrezzate per caravan, per permettere un soggiorno accogliente adatto a tutte le esigenze. Grazie alla sua posizione geografica strategica, è il punto di partenza ideale per interessanti escursioni tra le colline che confinano con il Lago di Montedoglio e la pianura del fiume Tevere, e per camminate lungo i monti che conducono all’Alpe della Luna.
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