“Alta velocità”? Molto, molto di più: sulla "Transiberiana d’Italia" di alto ci sono dislivelli, il tasso emotivo e il coinvolgimento del viaggiare su carrozze d’epoca attraverso i panorami folgoranti degli Appennini abruzzesi e molisani.
A rendere unico un viaggio dal sapore antico e dalle modalità sostenibili, sferragliando con il naso che appanna i finestrini è lo scenario appenninico del Parco Nazionale della Majella, la “Montagna madre”, da millenni considerata sacra e amata in quanto fonte di vita.
Tra i confini del parco si trova un territorio ricchissimo di testimonianze che documentano la sua ricchezza e diversità antropologica: insediamenti preistorici fin dal Paleolitico, santuari, grotte e capanne, eremi e ripari di briganti. E il contesto è di una natura a tratti singolare, per la presenza in quota del pino mugo, tipico delle latitudini nordiche.
C’è più di un motivo, quindi, se la Sulmona-Roccaraso-Castel di Sangro, il tratto paesaggisticamente più rilevante della linea appenninica che va da Sansepolcro a Napoli – passando per Perugia, Rieti, L’Aquila, Isernia e Caserta – cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, è un must to do per gli appassionati dei binari storici e svetta al comando della classifica turistica delle “cose da fare” in Abruzzo e Molise.