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Idea Viaggio
Puglia. Piana degli Ulivi

La piana degli Ulivi in Puglia: alberi millenari e testimonianze storiche

Tipologia
Percorso in auto
Durata
3 giorni
Numero Tappe
4
Difficoltà
Facile

Borghi e cittadine bianche, mare, terra rossa, masserie, muretti a secco e ulivi, distese di ulivi. È quel che si trova in Puglia, quasi sempre. Ma è nella Piana degli Ulivi, una porzione di territorio compresa tra Ostuni, Fasano, Monopoli e Carovigno, che si trova la più alta concentrazione di ulivi millenari. Alberi vecchi di 3000 anni, risalenti all'epoca degli antichi Messapi, con quei tronchi così contorti e bizzarri, e immerse in masserie e frantoi ipogei che testimoniano l’antichissima cultura dell'olio in Puglia. Un paesaggio suggestivo che si può scoprire percorrendo sentieri, tratturi e antiche strade rurali.

Monopoli

Monopoli

In passato fu ponte tra Occidente e Oriente, grazie alla sua posizione strategica sulle rive dell’Adriatico. Cretesi, bizantini, normanni, spagnoli, veneziani se ne contesero il controllo. Suggestivi i suoi vicoli bianchi e il pittoresco porto, insinuato fin nel centro storico e munito di inevitabili fortezze difensive tra cui spicca il massiccio castello sul promontorio di punta Penna. La Cattedrale, costruita nel Medioevo e rifatta nel Settecento è uno dei più mirabili esempi di barocco nella Terra di Bari.

A ovest di Monopoli si aprono oltre 3600 ettari coperti da 184.000 piante di olivo e, qua e là, chiese rurali e rupestri, masserie e casali. Sono le masserie a rappresentare una delle più tipiche peculiarità del paesaggio rurale monopolitano, testimoni della relazione secolare tra uomini, lavoro agricolo e produzione. Tra le più rappresentative ci sono la Masseria Caramanna di origine longobarda, Spina Grande, di fine Quattrocento ma interamente rifatta nel 1762, Spina Piccola di fine Quattrocento, Conchia di fine Settecento, Masseria Petrarolo con la chiesetta costruita nel 1698 e Masseria Cavallerizza.

Fasano

Fasano

Alle falde delle Murge sud-orientali e a poca distanza dal mare, Fasano ha un grazioso centro storico fatto di viuzze sulle quali affacciano case in calce bianca. Da non perdere la seicentesca chiesa Madre, dedicata a san Giovanni, patrono dell'ordine dei cavalieri Gerosolimitani, il palazzo dei Cavalieri di Malta, il Parco rupestre di Lama d'Antico.

Intorno all’abitato, distese di olivi si alternano a diverse costruzioni a secco come muretti, ponti, canali, e sono punteggiati di masserie, trulli e casedde.

Rispetto alle aree coltivate a olivi di Monopoli, Ostuni e Carovigno, quella di Fasano risulta più frammentata, per questo gli ambiti di interesse si dividono in quello di Monti di Fasano, sul lato sud e sud-ovest dell’abitato, e quello di Marina di Fasano. Il primo interseca agli oltre 83.000 olivi - tra cui i più maestosi della piana - i primi trulli della Valle d’Itria e bianche masserie. Il secondo conta 90.000 piante d’ulivo con una disposizione più rada, ed è ricco di elementi storici importanti, come il passaggio della Via Traiana, il parco rupestre di Lama d’Antico, il tempio di Seppannibile, la cripta di S. Procopio e il Parco archeologico di Egnazia. Un paesaggio fatto di ampie vedute prospettiche e di una fitta rete viaria storica, con nuclei storici arroccati attorno a masserie fortificate come le masserie Torre Coccaro, del Brigantino, Sant’Angelo de Graecis e Maccarone.

Presso la Masseria Mozzone a Montalbano di Fasano, si può ammirare l’ulivo “delle tre sorelle”, il cui nome si deve alla forma di questo maestoso albero costituito da una ceppaia che misura alla base ben 16,70 metri di circonferenza e tre tronchi fatti crescere in maniera quasi indipendente ma legati indissolubilmente alla loro base. L’ulivo si trova ai piedi di una piccola collina dove scavi archeologici portarono alla luce un villaggio fortificato dell’età del bronzo.

Ostuni

Ostuni

È detta città bianca e regina degli ulivi. Il primo per le case imbiancate a calce che dominano le strade tortuose del centro storico medievale, il secondo per le distese a perdita d’occhio di ulivi argentati.  Nel nucleo centrale, chiamato La Terra, spicca la Cattedrale di fine Quattrocento, con una bellissima facciata tripartita da lesene e forme gotiche. La litoranea verso Brindisi sorprende per le lunghe spiagge sabbiose e il mare limpido.

La piana di ulivi che si estende intorno alla cittadina ospita il più vasto numero di olivi monumentali. 6.650 ettari e oltre 332.000 piante di olivo.

Un vero e proprio bosco punteggiato di masserie, casedde, trulli collocati sulla fitta rete di strade rurali. E poi un centinaio di frantoi ipogei.

Tra gli olivi di Ostuni non si possono perdere la maestosità e le forme straordinarie de il Grande Vecchio, presso la Masseria Brancati, e l’Imperatore, custodito nei terreni privati della famiglia Martucci. 

Carovigno

Carovigno

Erede della messapica Karpene e della romana Carbina (cioè frugifera, grazie alla fertilità dei suoi terreni), era protetta da tre cinte murarie concentriche che circondavano il colle, a sua volta oggi "assediato" dal verde lussureggiante della campagna. Il castello Dentice di Frasso rappresenta il monumento più interessante del nucleo antico. Pare risalga a epoca normanna, anche se l'aspetto attuale è l'esito delle trasformazioni e degli ingrandimenti operati fino al '900. Nel '300 fu invece fondata la chiesa Madre, che ebbe nel '500 il rosone in pietra locale e nell'800 l'attuale veste. Per cercare gli ulivi millenari intorno a Carovigno bisogna spostarsi a nord est della cittadina, in quella porzione di territorio che confina con la zona umida costiera che da Pantanagianni giunge fino alla Riserva naturale di Torre Guaceto. In tutto si contano 75.000 olivi, di cui oltre 16.000 censiti come monumentali. 

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