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Punto di interesse
Un itinerario lungo la costa, da nord a sud

I fari delle Marche

Tipologia
Percorso a piedi
Numero Tappe
7
Difficoltà
Facile

Lungo la costa marchigiana, il mare non è mai un semplice sfondo: è una linea che vi accompagna, da osservare, raccontare e seguire. Nei secoli, i fari hanno guidato i naviganti e vegliato sui borghi affacciati sull’Adriatico; oggi sono luoghi di memoria e panorami privilegiati, sospesi tra cielo e mare. In questo itinerario potrete seguire la costa delle Marche da nord a sud, come una linea di luce che scandisce il viaggio. Tappa dopo tappa, vi muoverete tra camminate panoramiche, passeggiate urbane e belvedere naturali, seguendo una luce che da sempre orienta chi naviga e che oggi vi accompagnerà con passo curioso.

Il faro del Monte San Bartolo: la vedetta alta sull’Adriatico

Il faro del Monte San Bartolo: la vedetta alta sull’Adriatico

Il viaggio lungo i fari delle Marche inizia nel territorio di Pesaro, dove la costa cambia improvvisamente volto e si solleva sul mare, nel tratto alto e panoramico del Monte San Bartolo. Qui il faro si riconosce da lontano ed è raggiungibile a piedi da chi desidera osservare l’Adriatico da una prospettiva privilegiata.

La torre sorge a oltre 175 metri sul livello del mare ed è attiva dalla metà del Novecento, quando ha raccolto l’eredità del più antico faro di Casteldimezzo. Non è visitabile all’interno, ma il suo valore sta nella posizione: un affaccio naturale che racconta il legame profondo tra questa costa e la navigazione. Nei pressi del faro potete imboccare un percorso panoramico lungo il crinale, uno dei rarissimi tratti di costa alta delle Marche. Camminate tra falesie e pendii che scendono verso le spiagge, sempre accompagnati dalla luce e dal vento. È una passeggiata semplice, ideale al mattino presto (o nel tardo pomeriggio), quando l’orizzonte si fa più nitido. Il tracciato conduce verso la Croce di San Bartolo, punto di osservazione privilegiato sull’Adriatico.

Scendendo a valle, il viaggio prosegue verso Pesaro, dove incontrate un’altra luce, più urbana: il faro del molo, affacciato sul porto. Prima o dopo la passeggiata, potete fermarvi nel centro storico per una visita a Piazza del Popolo o alla Casa Natale di Gioachino Rossini, entrambe a pochi passi dal mare. Se arriva l’ora di pranzo, potete concedervi una sosta in uno dei ristoranti o chioschi affacciati sul porto: brodetto di pesce, sardoncini scottadito e piadine farcite raccontano al meglio la cucina di questa costa.

Pesaro
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Maggiori Informazioni

Il faro di Fano: la luce discreta del porto-canale

Il faro di Fano: la luce discreta del porto-canale

Proseguendo lungo la costa arrivate a Fano, dove il faro racconta il rapporto più quotidiano e operativo della città con l’Adriatico. Lo incontrate a sud dell’ingresso del porto-canale, in un punto in cui il mare entra nel tessuto urbano e ne scandisce i ritmi.

La torre quadrangolare bianca, alta circa venti metri, emerge sopra un edificio a due piani: un’architettura essenziale, ricostruita nel 1949 in stile moderno, pensata per essere funzionale prima ancora che simbolica. Gestito dalla Marina Militare e sede degli uffici della Guardia Costiera, il faro di Fano non domina il paesaggio dall’alto, ma lavora a stretto contatto con la città. Accompagna le manovre delle imbarcazioni, segna l’ingresso sicuro al canale e veglia sul traffico del porto, diventando parte integrante della vita quotidiana. Raggiungerlo è semplice: una passeggiata pianeggiante lungo le banchine vi conduce fino al molo, seguendo il corso dell’acqua tra riflessi e movimento continuo. Il tardo pomeriggio è il momento ideale, quando la luce si abbassa e il porto assume un’atmosfera più intima.

Prima o dopo la passeggiata, potete addentrarvi nel centro storico, a pochi minuti a piedi: l’Arco d’Augusto, Piazza XX Settembre e il Teatro della Fortuna offrono una breve deviazione culturale che completa la visita. Quando arriva l’ora dell’aperitivo, il porto e le vie vicine diventano una tappa naturale: potete fermarvi in uno dei locali affacciati sull’acqua per un calice di vino o un drink, accompagnato da piccoli assaggi di pesce e prodotti locali, lasciando che la giornata scivoli lentamente verso sera. Prima o dopo la passeggiata, potete addentrarvi nel centro storico, a pochi minuti a piedi: l’Arco d’Augusto, Piazza XX Settembre e il Teatro della Fortuna offrono una breve deviazione culturale che completa la visita. Quando arriva l’ora dell’aperitivo, il porto e le vie vicine diventano una tappa naturale: potete fermarvi in uno dei locali affacciati sull’acqua per un calice di vino o un drink, accompagnato da piccoli assaggi di pesce e prodotti locali, lasciando che la giornata scivoli lentamente verso sera.

Il faro di Senigallia: una passeggiata fino al mare

Il faro di Senigallia: una passeggiata fino al mare

Riprendete il viaggio e raggiungete Senigallia, dove il faro non si impone dall’alto, ma si incontra camminando, quasi senza accorgersene, lungo la banchina di Levante del porto. La sua struttura compatta e squadrata, segnata dalla caratteristica alternanza di fasce bianche e nere, lo rende immediatamente riconoscibile: è una presenza sobria, perfettamente integrata nel paesaggio urbano e portuale. Qui l’Adriatico non si osserva da una vedetta, ma si vive alla stessa altezza: tra il porto, il lungomare e il passo lento di chi arriva fin dove la terra finisce.

La passeggiata verso il faro è semplice e pianeggiante, adatta a tutti, e accompagna lungo il profilo del porto, tra riflessi sull’acqua e il movimento continuo delle imbarcazioni. Arrivati alla fine del molo, lo sguardo si apre sul mare aperto e il faro diventa un punto di quiete, ideale per fermarsi e osservare l’orizzonte. Il mattino è uno dei momenti migliori per vivere questo tratto di costa: la luce è chiara, l’aria ancora fresca e la città già in movimento.

Dopo la passeggiata potete rientrare verso il centro storico, a pochi passi dal mare, per una visita alla Rocca Roveresca o una sosta in Piazza del Duca. Senigallia si racconta così, senza fretta, come una città che inizia la giornata in un dialogo diretto e naturale con il mare.

I fari di Ancona: due luci sul golfo della città

I fari di Ancona: due luci sul golfo della città

Da Senigallia ad Ancona il tragitto in auto è breve e segue il profilo del mare. Arrivati in città, la luce del faro accompagna subito lo sguardo dall’alto. Nel Parco del Cardeto, sulla cima del Colle dei Cappuccini, due fari sorgono a breve distanza l’uno dall’altro e si affacciano su uno dei panorami più identitari dell’intera costa marchigiana. Da qui potete osservare insieme il porto, il mare aperto e la curva naturale del golfo, quella forma a “gomito” che ha dato il nome stesso alla città.

Il faro storico, una torre slanciata alta circa venti metri, entrò in funzione nella seconda metà dell’Ottocento e segna un passaggio importante nella storia cittadina: fu l’ultima grande opera pubblica realizzata prima dell’ingresso di Ancona nel Regno d’Italia. Per oltre un secolo ha guidato le rotte in ingresso al porto, fino a quando, negli anni Sessanta, è stato affiancato e poi sostituito da una nuova struttura. Oggi non è visitabile all’interno, ma resta una presenza carica di memoria, che racconta il legame profondo tra la città e il mare.

A poca distanza incontrate il faro attuale, più basso e di forma quadrangolare, orientato verso i quattro punti cardinali e ancora pienamente operativo. È una luce moderna e funzionale, che continua a svolgere il suo ruolo di riferimento per la navigazione, mentre il faro storico conserva quello simbolico di sentinella del tempo. Il primo pomeriggio è il momento ideale per vivere questa tappa. Potete esplorare l’area a piedi, seguendo i sentieri del parco che collegano i due fari e si aprono su belvedere naturali affacciati sul mare.

Terminata la passeggiata, scendete verso il centro storico per una visita al Duomo di San Ciriaco, uno dei luoghi simbolo della città. Quando arriva il momento di fermarsi, Ancona offre l’occasione perfetta per una pausa enogastronomica: potete scegliere una trattoria del centro o del porto per assaggiare lo stoccafisso all’anconetana o, in stagione, i moscioli selvatici, magari accompagnati da un calice di Verdicchio. È un modo semplice e autentico per continuare a raccontare la città, seduti a tavola, prima di riprendere il viaggio lungo la costa.

Il faro di Cristo Re a Civitanova Marche: la luce che parla alla città

Il faro di Cristo Re a Civitanova Marche: la luce che parla alla città

Procedendo verso sud arrivate a Civitanova Marche, dove il faro assume una forma unica e immediatamente riconoscibile. Qui la luce che guida i naviganti coincide con il campanile della Chiesa di Cristo Re, una torre slanciata progettata dall’architetto romano Dante Tassotti, che svetta poco distante dal porto e dialoga con il mare e con la città.

Alta oltre trenta metri e conclusa da una caratteristica cuspide a forma di corno, la struttura nasce come campanile di una chiesa avviata negli anni Trenta e completata grazie alle donazioni di pescatori e armatori locali. La lanterna, oggi in gestione alla Marina Militare, è pienamente funzionante e rende la torre anche un punto di riferimento per la navigazione. Un dettaglio distintivo è il linguaggio luminoso: il faro comunica in codice Morse le lettere C e M, iniziali della città.

Il faro è facilmente raggiungibile a piedi, con una passeggiata che attraversa il porto e le aree urbane vicine. Dalla base della torre lo sguardo si apre sull’Adriatico; se desiderate salire, potete scegliere tra ascensore o una scala interna di oltre 250 gradini.

Dopo la visita potete proseguire lungo il lungomare o fermarvi per una colazione tardiva o un caffè vista mare, prima di riprendere il viaggio verso sud.

Il faro di Pedaso: vedetta sulla Riviera delle Palme

Il faro di Pedaso: vedetta sulla Riviera delle Palme

Man mano che vi avvicinate alla Riviera delle Palme, il faro di Pedaso compare in alto, segnando il paesaggio come una vera vedetta sull’Adriatico. Prima di salire verso il Monte Serrone, però, è il momento giusto per fermarsi nel borgo: l’ora di pranzo qui invita a rallentare. Potete scegliere una trattoria o un ristorante affacciato sul mare per assaggiare una cucina semplice e marinara, fatta di pesce dell’Adriatico, primi ai frutti di mare e piatti legati alla tradizione locale, accompagnati dal ritmo quieto di questo tratto di costa.

Dopo la sosta, il viaggio prosegue verso l’alto. Il faro di Pedaso, simbolo del paese, sorge sulla costa del Monte Serrone e accompagna lo sguardo lungo questo tratto di Adriatico da oltre un secolo. Secondo la tradizione, il nome stesso di Pedaso deriverebbe da “pié d’Azon”, “ai piedi dell’Aso” (fiume), come indicato negli antichi portolani di navigazione: un dettaglio che racconta il legame profondo tra questo luogo e la storia del mare. Costruito nel 1877 e alto circa 22 metri, il faro ha attraversato momenti complessi, subendo danni durante la Seconda guerra mondiale prima di essere ricostruito. Oggi è ancora attivo e continua a svolgere la sua funzione originaria, diventando al tempo stesso parte integrante del paesaggio e della vita culturale del territorio.

Nel primo pomeriggio potete percorrere la strada panoramica che corre sopra la Pedaso più antica: una camminata semplice, ideale per godere dei belvedere naturali affacciati sul mare. Il panorama qui si apre senza ostacoli, il profilo della costa scorre verso sud e, nelle giornate limpide, il colore dell’acqua cambia di ora in ora. Durante l’estate, alcuni percorsi storico-naturalistici collegano il faro ai punti panoramici, offrendo affacci sugli scogli dai nomi curiosi tramandati dai pescatori locali, come Lu ruspu e Li Ciuttulitti. Con il passare delle ore e la luce che si scalda, il faro di Pedaso torna a essere una vera sentinella sul mare. È una tappa da vivere senza fretta, lasciando che lo sguardo si allarghi sulla Riviera delle Palme prima di riprendere il viaggio verso sud.

Il faro di San Benedetto del Tronto: la sentinella del porto

Il faro di San Benedetto del Tronto: la sentinella del porto

Il viaggio lungo i fari delle Marche si chiude a San Benedetto del Tronto, in un luogo dove il faro sorprende per la sua posizione e per il modo in cui entra nella vita quotidiana della città. Qui non dovete cercarlo in alto o lontano: lo incontrate all’interno dell’area portuale, a pochi passi dall’isola pedonale e dalle vie animate del centro, tra sculture e monumenti a cielo aperto, e a circa duecento metri dal mare. È una presenza urbana, insolita e proprio per questo memorabile.

Davanti a voi si staglia una torre bianca cilindrica, alta 31 metri, progettata dal Genio Civile e costruita alla fine degli anni Quaranta. Entrato in funzione nel 1957, il faro è ancora oggi gestito dalla Marina Militare ed è considerato il più potente di questo tratto dell’Adriatico. Anche se non è visitabile all’interno perché area militare, resta uno dei punti più riconoscibili della città: svetta tra oleandri e palme, la vegetazione simbolo di San Benedetto del Tronto, che gli fa da cornice naturale.

Vivere questa tappa significa muoversi con calma. Potete passeggiare tra porto, lungomare e aree pedonali, seguendo percorsi pianeggianti e sempre aperti sul mare. All’alba o verso sera il faro restituisce la sua atmosfera migliore: la luce si fa più morbida, il porto rallenta e la torre torna a essere una vera sentinella silenziosa. Dopo aver camminato tra porto e lungomare, rallentate ancora, sedetevi per un aperitivo e lasciate che il faro continui a illuminare la scena, tra incontri e chiacchiere sul mare.

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