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Tre giorni tra Esanatoglia, Fiuminata e Sefro, seguendo sorgenti, boschi, torrenti e paesaggi d’altura dell’entroterra

Dalle sorgenti dell’Esino ai Piani di Montelago

Tipologia
Percorso in auto
Durata
3 giorni
Numero Tappe
3
Difficoltà
Facile

Tra le alte valli dell'Esino e del Potenza, l'entroterra maceratese offre un itinerario di tre giorni costruito intorno all'acqua, ai piccoli borghi e ai paesaggi dell'Appennino. Vi muoverete in auto tra Esanatoglia, Fiuminata e Sefro, alternando trasferimenti brevi a passeggiate nel verde. La prima giornata comincia a Esanatoglia, con la visita del borgo e il percorso che risale l'Esino verso le sorgenti e l'Eremo di San Pietro. Il giorno successivo raggiungerete Fiuminata: da Fonte di Brescia potrete seguire il Potenza fino all'area in cui nasce, prima di scoprire il nucleo fortificato di Castello. L'ultima tappa conduce a Sefro, dove il Bosco Incantato anima i giardini pubblici e i Piani di Montelago aprono il paesaggio tra prati e ambienti carsici.

Il percorso è pensato per chi desidera trascorrere qualche giorno nell'entroterra senza affrontare escursioni impegnative. Partite presto per le passeggiate lungo i fiumi e lasciate le visite ai borghi o la salita a Montelago al tardo pomeriggio. Portate scarpe comode con una buona suola, cappello, borraccia e una felpa leggera per le zone più ombreggiate o in quota. Prima di partire controllate le condizioni dei percorsi e delle strade, gli orari di apertura dei luoghi visitabili e le previsioni meteo

Giorno 1

Esanatoglia e le sorgenti dell’Esino

Esanatoglia

Il vostro viaggio comincia a Esanatoglia, nell’alta valle dell’Esino, ai piedi dell’Appennino. Arrivate al mattino presto e dedicate le ore più fresche alla passeggiata verso le sorgenti. Dal paese seguite in auto le indicazioni per le “Sorgenti dell’Esino” e parcheggiate negli spazi consentiti lungo la strada di accesso alla Valle di San Pietro. Potete anche iniziare il cammino dal centro storico, ma in questo caso l’escursione sarà sensibilmente più lunga.


Risalendo la valle, la strada asfaltata lascia gradualmente spazio a una comoda carrareccia. Per buona parte della passeggiata camminerete accanto all’Esino, qui ancora un giovane corso d’acqua, tra aree picnic, prati, boschi e deviazioni verso altri sentieri. Lungo il tragitto incontrerete anche alcune passerelle che permettono di attraversare il fiume; per raggiungere le sorgenti, continuate a seguire la segnaletica principale.
Avvicinandovi alla parte più alta della valle, il tracciato si restringe e sale gradualmente tra la vegetazione. Poco prima della forra incontrerete una breve deviazione verso i ruderi dell’antica chiesa di San Pietro: osservateli mantenendovi all’esterno di eventuali aree transennate o interdette. Proseguendo raggiungerete la profonda gola rocciosa che precede le sorgenti, già adatta come punto di arrivo per chi desidera evitare il passaggio più impegnativo. Nei periodi più siccitosi la portata dell’Esino può diminuire e l’acqua potrebbe non essere visibile in alcuni tratti.


Dalla forra alle sorgenti il percorso diventa più ripido ed esposto e presenta una corda fissa di ausilio. Affrontate questo tratto soltanto se avete sufficiente esperienza, calzature adeguate e condizioni meteorologiche favorevoli. Se viaggiate con bambini o preferite una camminata più semplice, fermatevi alla forra e rientrate lungo lo stesso itinerario. Prima di partire verificate sempre lo stato e la percorribilità del tracciato. Terminata l’escursione, tornate a Esanatoglia e lasciate l’auto negli spazi consentiti ai margini del nucleo storico. Per il pranzo potete fermarvi in una trattoria oppure acquistare pane e prodotti da forno, ciauscolo IGP, pecorino e caciotta. Nei menù cercate, quando disponibili, i vincisgrassi alla maceratese o altre ricette della tradizione locale, ricordando, però, che dopo la camminata, soprattutto in estate, può essere preferibile scegliere un pasto leggero.


Dopo pranzo trattenetevi ancora un po’ in trattoria oppure fermatevi in un bar del paese per un caffè o un dolce. Quando la temperatura diventa più piacevole, riprendete la passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele, l’asse principale del borgo compreso tra Porta Sant’Andrea e Porta Panicale.
Lungo il percorso raggiungete le Fontane di San Martino, raro esempio di opera idraulica trecentesca ancora funzionante, caratterizzata da due vasche un tempo destinate alle persone e agli animali. Proseguite poi verso Palazzo Varano, oggi sede del Municipio, e la parte alta del borgo, dove si trova l’antica pieve di Santa Anatolia. Se avete tempo, soffermatevi anche sulla chiesa di Santa Maria Maddalena. Verificate preventivamente aperture e accessibilità, perché il centro storico e alcuni monumenti risultano solo parzialmente fruibili. Per la notte potete fermarvi a Esanatoglia o nei dintorni, così da ripartire comodamente verso Fiuminata la mattina seguente.

Giorno 2

Fiuminata e le sorgenti del Potenza

Fiuminata e le sorgenti del Potenza

Da Esanatoglia raggiungete in auto il territorio di Fiuminata e proseguite verso Fonte di Brescia, la frazione montana nei cui pressi si trovano le sorgenti del Potenza. Partite al mattino presto, così da dedicare alla passeggiata le ore più fresche della giornata. Arrivati nell’abitato, lasciate l’auto negli spazi consentiti e seguite le indicazioni per le sorgenti. Dal paese parte una strada brecciata che costeggia il Potenza e risale gradualmente verso l’area sorgiva, in un ambiente raccolto tra boschi e rilievi appenninici. Al termine tornate lungo lo stesso percorso. Indossate scarpe comode, portate una borraccia e verificate prima della partenza le condizioni del tracciato, soprattutto dopo periodi di pioggia.


Per il pranzo fermatevi nel territorio di Fiuminata. Tra i prodotti più rappresentativi cercate il Fagiolo di Laverino, Presidio Slow Food coltivato nell’omonima frazione e utilizzato in zuppe, contorni e ricette della cucina contadina. Assaggiate poi la crescia fogliata, chiamata anche fojata, lu rocciu o torcigliò: una sfoglia sottile arrotolata su se stessa, il cui ripieno varia da una frazione e da una famiglia all’altra. A Pontile, per esempio, può racchiudere mele, uvetta, noci e spezie. Tradizionalmente legata ai mesi autunnali e alle festività, può essere proposta anche in altri periodi dell’anno: cercatela nei forni e nei negozi locali, senza darne per certa la disponibilità.


Nel tardo pomeriggio raggiungete Castello di Fiuminata, antico nucleo fortificato e sede comunale fino al XIX secolo. Lasciate l’auto negli spazi consentiti, attraversate la porta d’accesso e seguite la via principale che sale tra le case verso la torre di avvistamento. Lungo la passeggiata osservate la cinta muraria e soffermatevi sulla chiesa di San Giovanni Battista, situata in prossimità dell’ingresso del borgo.
Completate la visita percorrendo le vie interne e il camminamento intorno alle mura. Prima di partire controllate l’apertura della chiesa e le eventuali limitazioni di accesso ai monumenti. Per la notte potete fermarvi nel territorio di Fiuminata oppure raggiungere Sefro, punto di partenza dell’ultima giornata tra il Bosco Incantato e i Piani di Montelago.

Giorno 3

Sefro, dal Bosco Incantato ai Piani di Montelago

Sefro

Da Fiuminata raggiungete Sefro in auto, attraversando l’alta valle del Potenza. All’ingresso del paese fermatevi a osservare la Cascata dello Scarsito, facilmente visibile tra gli edifici e il verde circostante. In passato il salto d’acqua alimentava un mulino utilizzato per la molitura del grano e la lavorazione della calce, attività importanti, al tempo, per l’economia della valle.


Lasciate l’auto negli spazi consentiti e raggiungete i giardini pubblici. Nella parte alberata dell’area si sviluppa il Bosco Incantato, un percorso artistico permanente. Lungo il sentiero, sculture in legno, pitture e casette sugli alberi danno forma a un piccolo universo fiabesco, tra dimore di gnomi, rifugi di fate e tane di draghi. Il percorso è breve e accessibile a tutti. Se viaggiate con bambini, prima di entrare aprite sul telefono Il Risveglio del Bosco, la favola sonora disponibile sul portale turistico di Sefro. L’audio accompagna il cammino con personaggi, racconti e piccole attività da svolgere lungo il percorso. Al termine concedetevi una pausa nei giardini, attrezzati con tavoli, panchine e uno spazio giochi.


Prima di pranzo fate una breve passeggiata fino a Piazza Bellanti, dove si affacciano il Municipio e la chiesa di Santa Maria Assunta. Per visitare l’interno della chiesa verificate in anticipo gli orari di apertura. Per il pranzo fermatevi a Sefro e cercate i piatti a base di trota allevata nel territorio, una delle specialità più rappresentative della zona. In alternativa, scegliete un pasto veloce con prodotti di norcineria, torte salate, crescia e altre preparazioni locali. Prima di salire verso Montelago acquistate acqua e qualcosa per una merenda, perché sull’altopiano i servizi possono essere limitati o non sempre aperti.


Nel pomeriggio riprendete l’auto e seguite le indicazioni per i Piani di Montelago, formati da due piccoli altipiani carsici posti intorno ai 900 metri di quota. Non aspettatevi un lago permanente: oggi il paesaggio è occupato soprattutto da ampie distese di prati e ambienti umidi, mentre in inverno l’acqua può raccogliersi negli inghiottitoi e formare piccoli specchi spesso ghiacciati. In estate raggiungete i Piani nel tardo pomeriggio, perché gli spazi aperti offrono poca ombra. Lasciate l’auto esclusivamente nelle aree consentite e scegliete una passeggiata breve lungo i percorsi indicati, rispettando gli ambienti più delicati. Portate una felpa leggera e controllate le condizioni meteorologiche e la percorribilità della strada prima di partire. Qui, tra prati e ampie vedute sull’Appennino, si conclude il viaggio iniziato alle sorgenti dell’Esino e proseguito lungo il corso del Potenza.

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