Le Case Bottega, come quelle che si affacciano su Piazza Erbe e Piazza Broletto, nascono con la funzione di riunire sotto lo stesso tetto spazi abitativi e attività commerciali. Le case hanno una facciata stretta e una pianta allungata all’interno, con uno sviluppo verticale su due o tre piani. L’abitazione, posta al primo piano, permetteva ai commercianti di avere sempre sotto controllo le merci e di conciliare l’attività commerciale con le esigenze della famiglia.
Al piano terra, in corrispondenza degli attuali negozi, erano presenti i laboratori artigiani e i magazzini, dove i mercanti potevano stipare la loro mercanzia e tirarla fuori ogni mattina allestendo il banco di vendita sotto i Portici. Le bancarelle venivano preparate ogni mattina estraendo le assi dalle cantine attraverso le grate ancora oggi visibili tra un arco e l’altro a livello del marciapiede. Il sottotetto poteva servire come deposito e magazzino aggiuntivo.
Tra i migliori esempi di case bottega mantovane spicca la Casa del Mercante, in Piazza Erbe, fatta costruire nel 1455 da Giovan Boniforte da Concorezzo. La sua facciata, riccamente decorata e arricchita da bassorilievi che raffigurano le merci in vendita, rappresentava un efficace strumento di promozione commerciale.
Un altro esempio significativo è la Casa di Messer Viani, affacciata su Piazza Marconi, dove l'abitazione e l'attività economica si integravano in un edificio impreziosito da raffinati affreschi rinascimentali attribuiti alla cerchia di Andrea Mantegna. Entrambe testimoniano il ruolo delle case bottega come luoghi di lavoro, commercio e rappresentanza nella Mantova del Rinascimento.