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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca

Tursi

Circondata dai calanchi, tra i fiumi Agri e Sinni, in provincia di Matera, sorge la cittadina di Tursi, fondata probabilmente dai saraceni nel X secolo, anche se ritrovamenti archeologici attestano insediamenti umani già nel IX-VIII secolo a.C. Il suggestivo centro storico del paese è composto da vie tortuose, piazzette e gradinate, dove il 27 e 28 dicembre prende vita un presepe vivente con oltre 100 figuranti. A est, subito fuori l’abitato, si erge il convento di S. Francesco d’Assisi, iniziato nel 1441 e terminato nel XVII secolo, con il suo caratteristico campanile dalle forme arabeggianti. Dal centro storico, una ripida scalinata su uno strapiombo di 200 metri, conduce a Rabatana, quartiere caratteristico nella parte più alta del paese, composto da un groviglio di casupole, cunicoli, archi, vicoli scoscesi e tortuose gradinate che conducono a profondi precipizi di argilla. Fu fondato dagli arabi nel IX secolo e, con lo sviluppo dell’abitato più in basso, fu semiabbandonato e divenne rifugio di briganti. Sopra il paese trovate i ruderi dell’antico castello del VI secolo, abitato fino al XVI secolo e poi ridotto in rovina. Un passaggio sotterraneo lo metteva in comunicazione con la chiesa di S. Maria Maggiore alla Rabatana, fondata nell’XI secolo su un preesistente ipogeo e rifatta agli inizi del Settecento. Tursi è patria di Albino Pierro (1916-95), poeta dialettale più volte candidato al Nobel per la letteratura. A lui sono dedicati il Parco letterario e il Centro studi con sede nella casa natale, al n. 4 di via Umberto I.

Tomba Ribaudo

La tomba della famiglia Ribaudo è divenuta celebre tra le tante opere d’arte custodite nel Cimitero Monumentale di Staglieno, nella provincia di Genova. Lo scultore che si occupò del monumento nel 1910 era Onorato Tosio, nato a Milano nel 1860. L’Angelo Caduto, la statua che si trova sulla tomba Ribaudo, nella Galleria Trasversale, è l’opera di straordinaria delicatezza e profondità che consacrò la sua fama, e che ancora oggi non può che commuovere chiunque vi passi davanti. Tanto celebre divenne il monumento che fu scelto dai Joy Division per rappresentare sulla copertina il loro singolo Love will tear us apart. E, di fatto, amore sofferto trasuda l’angelo. È una creatura palesemente tormentata dallo struggimento per la perdita di una persona cara, raffigurata sdraiata in modo sensuale sul sepolcro, con la veste che pare trasparente, una mano sul volto e le enormi ali leggiadramente svolte sulla pietra. Così giace, e i suoi tratti armoniosi e femminei risultano esaltati, con una mano che si aggrappa alla tomba. Ci sono poi due piccoli misteri che riguardano la tomba Ribaudo. Infatti, su di essa sono incisi dei motivi egizi. Non si sa bene quale sia la connessione egizi-famiglia Ribaudo, ma sappiamo che nelle opere eseguite durante la fase calante della borghesia commerciale-industriale genovese spesso veniva evidenziato il rapporto Eros-Thanatos attraverso figure di angeli dall’aspetto femminile e seducente, e queste erano poste anticamente proprio nella tomba di faraoni o notabili egizi per rendere più piacevole la loro permanenza nell’aldilà. Per ultimo, si leggono appena, lungo uno degli spigoli del sepolcro, alcune parole, sbiadite dal tempo e dalla polvere: “…quando all’intorno ogni altra cosa tace”.
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