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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca

Chiusa di Casalecchio

La chiusa di Casalecchio è un’opera idraulica parte del sistema di canali scavato dai bolognesi fin dall’XI secolo per collegare la città ai principali corsi d’acqua circostanti, il torrente Savena a est e il fiume Reno a ovest. In corrispondenza dell’area in cui quest’ultimo abbandona il suo percorso naturale raggiungendo la pianura ai piedi dell’Appennino, l’imponente sbarramento artificiale (lo scivolo della diga è lungo 160 metri e largo 35, con un dislivello di oltre 8 metri) ne convoglia le acque nel canale omonimo, che a lungo ha alimentato i mulini di Bologna contribuendo alla sua fioritura economica e preservando la città dagli allagamenti. Il flusso regolare del canale è garantito dalle paratoie aperte sul muraglione che ne contiene la riva sinistra, da cui le acque in eccesso vengono riversate nuovamente nell’alveo del fiume. Nel corso dei secoli la chiusa ha subito molteplici modifiche: il nucleo dell’attuale struttura venne costruito per volere del cardinale Egidio di Albornoz alla metà del ‘300, mentre un ulteriore massiccio intervento fu supervisionato due secoli dopo dal Vignola, l’illustre architetto manierista. È però solamente nel ‘900 inoltrato che il complesso ha acquisito la propria foggia definitiva, quando gli ultimi elementi lignei furono sostituiti dal rivestimento di lastroni in granito bianco o rosso che si ammira passeggiando lungo la riva del Reno o grazie alle visite guidate del consorzio Canali di Bologna. Alle spalle della diga, allungato sulla sponda destra del fiume, si distende il parco della Chiusa, incantevole area verde nata nel ‘600 come tenuta dei marchesi Sampieri Talon e ora proprietà comunale.

Sasso Marconi

Sasso Marconi occupa una lunga e stretta spianata cinta da alture d’arenaria a sud-ovest di Bologna e delle colline di San Luca. L’attuale toponimo comunale risale al 1938: richiama il Sasso di Glosina, scenografica rupe che si eleva a sud dell’abitato a precipizio sulla confluenza tra i fiumi Reno e Setta, e omaggia un abitante illustre, il pioniere delle telecomunicazioni Guglielmo Marconi: il futuro premio Nobel per la fisica trascorse la giovinezza presso villa Griffone, nella frazione di Pontecchio, dove appena ventenne mise a punto il proprio sistema di telegrafia senza fili. La villa, monumento nazionale, è ora sede di un museo dedicato a celebrarne il lascito e a illustrare la storia delle radiocomunicazioni. L’ingresso monumentale ospita dal 1941 il mausoleo che custodisce le spoglie dello scienziato, una rivisitazione degli ipogei etrusco-romani progettata dell’architetto Marcello Piacentini. Collocato lungo la via d’accesso all’Appennino tosco-emiliano, il borgo con i suoi dintorni rappresenta un ottimo punto di partenza per esplorare il patrimonio naturalistico e culturale offerto dalla porzione montana del territorio felsineo: i rilievi circostanti sono attraversati da passeggiate e storici percorsi escursionistici, a partire dalla celebre via degli Dei e dalla via della Lana e della Seta. Il retaggio storico vanta testimonianze di pregio, come il tardogotico palazzo de’ Rossi presso la riva sinistra del Reno, tra le più sontuose dimore d’epoca del contado bolognese. Commissionato alla fine del XV secolo dal mercante Bartolomeo de’ Rossi, venne concepito come luogo di delizie e al contempo epicentro di una tenuta agricola, diventando il nucleo di un borghetto rurale a pochi passi dal Reno. A oggi, i saloni e la corte interna impreziosita dal doppio loggiato fungono da ricercata location per eventi. A circa 1 km di distanza si visita invece Colle Ameno, complesso urbanistico concepito agli inizi del XVIII secolo come esperimento di città ideale dall’illuminista Filippo Carlo Ghisilieri e oggi sede di attività culturali; ogni settembre ospita la Fira di Sdaz, appuntamento tradizionale di mercato, gastronomia e artigianato.
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