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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca

Mura di Lucca

Strabiliante monumento all’arte della guerra, le mura di Lucca vennero innalzate a partire dai primi anni del ’500 e ultimate a metà del secolo successivo allo scopo difendere la città dalla minaccia dell’aggressivo vicino, il Granducato di Toscana. Dotate di 12 cortine e 11 baluardi, per un perimetro complessivo di oltre 4 km, non furono in realtà mai coinvolte da eventi bellici e si conservano tuttora intatte a racchiudere per intero il centro storico medievale. L’attuale profilo della cinta muraria risale all’inizio dell’800 e si deve all’iniziativa di due donne politicamente agli antipodi: Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, nominata principessa di Lucca e Piombino dal fratello imperatore, e la sua “erede”, Maria Luisa di Borbone, messa a capo del ducato di Lucca a seguito della Restaurazione. Fu in particolare grazie all’intervento di quest’ultima che la cerchia muraria venne riconvertita a promenade e parco pubblico esteso su 96 ettari con visuale privilegiata sulla città. Alla duchessa va anche il merito di aver istituito l’Orto Botanico: situato nei pressi del baluardo di S. Regolo, si estende per due ettari integrando il proprio paesaggio naturale con il poderoso impianto delle fortificazioni. Al suo interno custodisce un importante patrimonio di biodiversità, suddiviso tra il settore meridionale, rivestito da monumentali alberi secolari e da esemplari di flora autoctona, e quello settentrionale, che ospita le serre e le istituzioni scientifiche.

Mottola

Vicoli ciechi e scalinate, cortili e sottarchi, piazzette e verande si intrecciano nel labirintico mosaico urbanistico di Mottola, nel cuore del Parco naturale regionale Terra delle Gravine. La pietra che colora strade e case è quella tipica dei borghi pugliesi, sfoggia lo stesso biancore lucente dei canyon calcarei che circondano l’abitato. Tra le cavità naturali delle gravine di Mottola le comunità rupestri hanno trovato protezione sin dalla preistoria: vivevano in grotte di roccia friabile e modellabile a loro piacimento. I siti rupestri di Mottola prendono il nome dalle masserie del circondario, come Aglio, Burgensatico, Colombo e tante altre. Meritano una menzione a parte il villaggio rupestre di Petruscio, forse il meglio conservato della zona, e la chiesa di S. Nicola presso la masseria Casalrotto: una cripta rupestre custode di antichi affreschi che conferiscono alla civiltà delle gravine un ruolo artistico di primo piano nella storia dell’arte pugliese. Basterà dunque camminare qualche metro dal centro di Mottola verso la campagna per ritrovarsi immersi in un paesaggio differente, lunare, onirico. Quello delle gravine, profondi solchi intagliati dall’acqua, dal vento, dai millenni di storia geologica. Per chi supera le prime vertigini, questi muri intagliati di pietra regalano un complesso di storia, arte e architettura senza eguali, recentemente portato al cinema da Matteo Garrone nel suo film “Il racconto dei racconti” (2015).

Punta della Dogana

La Punta della Dogana o Punta da Màr è una sottile punta triangolare di divisione tra il Canal Grande e il Canale della Giudecca prospiciente il bacino San Marco. Proprio in quest’area furono costruiti, nel 1682, i magazzini della dogana su progetto dell’architetto Giuseppe Benoni. L’edificio, costituito da otto campate sviluppate su due piani, è coronato da una torre sovrastata dalla palla d’oro. La funzione di dogana per le merci proseguì fino agli Anni ‘80 del ‘900 quando la struttura viene dismessa e abbandonata. Nel 2007 la Pinault Collection si aggiudica il bando del Comune di Venezia per trasformare la Dogana in un centro per l’arte contemporanea. L’imprenditore francese Pinault decide di affidare all’architetto giapponese Tadao Ando la ristrutturazione. Con una campagna di interventi durata poco più di un anno e pensata in equilibrio tra memoria storica e innovazione tecnologica, Ando ha trasformato lo spazio con eleganza e funzionalità. Gli esterni non sono stati modificati mentre gli interni hanno subito una straordinaria trasformazione. Al centro, in un ambiente a doppia altezza, concepisce uno spettacolare Cubo in calcestruzzo armato ideale per opere e video di grandi dimensioni. Dal 2009 si sono alternate numerose mostre che, partendo dalla Collezione, hanno esplorato i lavori e i percorsi creativi di artisti contemporanei di grande rilevanza internazionale come Nan Goldin, Sol LeWitt, Takashi Murakami e Philippe Parreno.

Fondazione Prada

Ca’ Corner della Regina, la sede veneziana della Fondazione Prada, istituzione culturale fondata nel 1993 e presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, si trova nel sestiere Santa Croce. L’inaugurazione di questo spazio dedicato alle mostre di arte contemporanea è avvenuta nel 2011 dopo un restauro che ha mirato a valorizzare ogni spazio dello storico palazzo. Affacciata sul Canal Grande, Ca’ Corner fu costruita tra il 1723 e il 1728 da Domenico Rossi per conto della famiglia dei Corner di San Cassiano sulle rovine dell’edificio gotico in cui nacque, nel 1454, Caterina Cornaro, futura Regina di Cipro. Lo stile architettonico richiama la vicina Ca’ Pesaro, progettata da Baldassare Longhena e gli affreschi al primo piano nobile rappresentano alcuni episodi della vita di Caterina Cornaro. Nel 1800 il palazzo diventa proprietà del Papa Pio VII, che lo assegna nel 1817 alla congregazione dei Padri Cavanis. Nel secolo successivo Ca’ Corner diventa sede del Monte di Pietà fino al 1969 e, successivamente, ospita l’Asac, l’Archivio storico delle arti contemporanee. Quando la Fondazione Prada la sceglie come sede veneziana, sfrutta il piano terra e i due piani nobili per mostre temporanee di importanti artisti contemporanei internazionali. Contemporaneamente procede nell’opera di restauro conservativo con la messa in sicurezza delle superfici di pregio artistico e architettonico e la valorizzazione di stucchi e affreschi prima nascosti. La facciata sul Canal Grande è caratterizzata da un paramento in pietra d’Istria e un bugnato che si estende dal pianterreno fino al mezzanino. All’interno, due scenografiche scale simmetriche, in asse con l’entrata d’acqua, collegano l’atrio al secondo ammezzato mentre i due piani nobili ospitano degli imponenti porteghi decorati con stucchi e affreschi. Spazi originali per ospitare installazioni, sculture e dipinti contemporanei ma proprio per questo in grado di esaltarne il valore.
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