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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
Borghi
Chiesa di S. Giovanni Battista - L’Aquila

Pereto

Immerso nel cuore verde dell’Abruzzo, al confine della Marsica con il Lazio, il borgo di Pereto è una gemma nascosta che incanta con il suo fascino autentico e la sua bellezza senza tempo. Situato a pochi chilometri da L'Aquila, questo pittoresco villaggio medievale offre un affascinante viaggio indietro nel tempo, avvolto da paesaggi mozzafiato e una storia millenaria. Passeggiando per le stradine acciottolate di Pereto, si viene accolti da un’atmosfera di tranquillità e semplicità. Le antiche case in pietra, con i loro tetti in coppi rossi e le facciate fiorite, sembrano raccontare storie di epoche passate. Tra i monumenti più suggestivi, spicca la chiesa di S. Giovanni Battista, completata del 1524, un esempio di architettura romanica che conserva al suo interno pregevoli affreschi e sculture. Al confine di Pereto si trova invece il santuario della Madonna dei Bisognosi, o della Madonna del Monte, che conserva al suo interno una statua di Maria Santissima in legno d’ulivo. Suggestivo, infine, il castello medievale, la cui particolarità sono le diverse parti costruite in epoche diverse (mastio del XII secolo, torri successive al XIV). Nei pressi della località non mancano anche i siti archeologici, per esempio quello di valle Quartarana o di Paleana. Il borgo ospita anche eventi culturali di rilevanza, tra cui la “Straperetana”, una mostra d'arte contemporanea diffusa che trasforma il borgo in un vivace palcoscenico artistico. Durante l’anno, Pereto ospita eventi e manifestazioni che celebrano le tradizioni locali e l’artigianato, offrendo un’immersione autentica nella cultura regionale. Questo angolo di Abruzzo è un’oasi di pace, ideale per chi cerca una fuga dalla frenesia della vita moderna e desidera scoprire la vera essenza dell’Italia rurale.
Chiesa di S. Marco

Chiesa di S. Marco

S. Marco è una delle chiese più antiche e ricche di Milano, oltre che la più lunga della città dopo il Duomo. Si trova in Brera, uno dei quartieri più eleganti e caratteristici della città, tappa obbligata per chi visita Milano, molto amato dagli stessi milanesi. La chiesa ospita spesso concerti ed era così anche in passato: nel 1771 vi suonò il giovane Mozart, che soggiornò in città per circa 2 mesi, nell’attiguo monastero. Secondo la tradizione il nome “S. Marco” le fu stato attribuito per ringraziare la città di Venezia, che aiutò Milano contro il Barbarossa. Le prime notizie certe della sua costruzione risalgono al 1254, quando Lanfranco Settala, priore generale degli Eremitani di S. Agostino fece costruire una chiesa in stile gotico. Ma probabilmente esisteva un edificio precedente che fu inglobato. La facciata è stata realizzata dal Menclozzo e restaurata da Carlo Maciachini nel 1872. È in mattoni rossi, con lesene rivestite nella parte inferiore con blocchi di marmo. Tre i portali che si aprono in basso, uno per ognuna delle navate interne. Quello centrale, strombato, è decorato con una lunetta musiva del 1965 che riprende l'affresco originale di Angelo Inganni, ormai illeggibile, che raffigura la Madonna col Bambino fra i santi Agostino e Marco. Nella parte superiore della facciata spicca il grande rosone. All’interno, che presenta una pianta a croce latina, il gotico si incontra con affreschi rinascimentali. Il presbiterio è delimitato da una balaustra marmorea ed è sopraelevato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa. L'altare maggiore, neoclassico, è stato realizzato da Giocondo Albertolli, in marmi policromi con bassorilievi e decorazioni dorate. Sulle pareti laterali del presbiterio vedrete la Disputa di sant'Ambrogio e sant'Agostino di Camillo Procaccini e il Battesimo di sant'Agostino del Cerano.
Piazza Grande

Piazza Grande

Oggi come in passato la piazza Grande di Arezzo è il cuore pulsante della città. Una forma trapezoidale e il piano fortemente inclinato, sono le sue caratteristiche più evidenti. Irregolare ma al contempo armonioso è l’insieme di stili e architetture che la riempiono: si riconoscono infatti elementi romanici, gotici, rinascimentali e barocchi. Affacciati sulla piazza, infatti, vi sono l’abside romanica della Pieve di S. Maria affiancata dal palazzo dei Tribunali (XVII-XVIII secolo). Poi, l’elegante palazzo della Fraternità dei Laici in cui sono ben manifeste le due fasi costruttive che l’hanno interessato, anche in facciata: è gotico al piano terra e rinascimentale al piano superiore. Il lato nord est della piazza è incorniciato dal palazzo delle Logge, progettato dal Vasari nel 1573; sotto i suoi portici sfilano locali e piccoli negozi. Gli altri lati sono occupati da antiche case, alcune con ballatoi in legno, e da torri merlate. In posizione decentrata c’è la fontana pubblica, cinquecentesca. Se volete vedere il lato pop e fortemente tradizionale di Arezzo, dovete venire in piazza Grande in occasione della Giostra del Saracino, che si svolge il penultimo sabato di giugno e la prima domenica di settembre. Vedrete sfilare un corteo di oltre 300 tra sbandieratori, tamburini, fanti e figuranti, e assisterete alla sfida tra i cavalieri dei quattro contrade cittadine che devono centrare al galoppo lo scudo del Buratto, evitando di essere colpiti sulla schiena dal mazzafrusto, un meccanismo difensivo automatico del Buratto. Chi ottiene il punteggio più alto viene premiato con l’ambita Lancia d’oro.
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