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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Musei e monumenti
S. Francesco della Vigna

S. Francesco della Vigna

Tra i campanili più alti della città di Venezia c’è quello cuspidato della chiesa di S. Francesco della Vigna. La vigna è quella dove i francescani edificarono nel XIII secolo una prima chiesa gotica. Quel luogo di culto, però, diventò presto insufficiente per contenere i fedeli che in grande quantità si erano trasferiti in zona per lavorare all’Arsenale, così nel 1534 si decise di costruire una nuova chiesa più grande del cui progetto si occupò il Sansovino, mentre la facciata fu affidata al Palladio. L’interno a croce latina custodisce alcune opere di valore a cominciare dal pregevole ciclo di sculture di Pietro Lombardo e aiuti (1495-1510) custodito nella cappella Giustiniani. In controfacciata spicca il Trittico coi Santi Girolamo, Bernardino da Siena e Ludovico di Tolosa, di Antonio Vivarini, danneggiato da un bombardamento austriaco nella prima guerra mondiale e in seguito restaurato. Al primo altare del transetto destro è collocata la quattrocentesca pala della Madonna in trono col Bambino magnificamente dettagliata da fra Antonio da Negroponte (circa 1470). Una Sacra conversazione e una Risurrezione di Cristo del Veronese (1560 circa) impreziosiscono la quinta cappella sinistra, mentre nella Cappella santa, cui si accede dal chiostro, si ammira una piccola preziosa pala di Giovanni Bellini, Madonna col Bambino e santi (1507), caratterizzata da un bel paesaggio collinare sullo sfondo, una novità per l’epoca.
Spiritualità
Basilica della SS. Annunziata di Firenze

Basilica della SS. Annunziata di Firenze

Fu fondata come piccolo oratorio dai Servi di Maria nel 1250, e poi ampliato, fino alla struttura attuale e coperta dalla cupola affrescata, iniziata da Michelozzo nel 1444 e compiuta da Leon Battista Alberti nel 1477. Fu realizzato allora anche il chiostrino dei Voti, un atrio per raccogliere gli ex voto decorato da un ciclo di affreschi che sono un vero capolavoro del Quattrocento e Cinquecento fiorentino. L’interno è pieno di capolavori. Di espressione rinascimentale sono lo Sposalizio di Maria (1513) del Franciabigio, la Natività di Maria (1514) e l’Arrivo dei Magi (1511) di Andrea del Sarto mentre di gusto manierista sono l’Assunzione (1517) del Rosso Fiorentino e la “Visitazione” (1514-16) del Pontormo. L’interno in stile barocco e fu decorato tra Sei e Settecento. Subito a sinistra si trova la cappella dell’Annunziata, con un recinto di colonne in marmo. Nella cappella interna c’è una testa di Cristo (1514 circa) di Andrea del Sarto. Agli altari della seconda e della terza cappella, sempre a sinistra, ci sono ammirevoli affreschi di Andrea del Castagno (“Trinità” e “S. Girolamo e S. Giuliano”), nella quinta si trova l’”Assunzione della Vergine” (1506) del Perugino. Tra i dipinti delle nove cappelle intorno al presbiterio spiccano una “Madonna col Bambino e santi” del Perugino (nella terza cappella da sinistra), e una “Risurrezione” del Bronzino (nella quarta). Dal lato sinistro si accede al quattrocentesco chiostro dei Morti, affrescato con un ciclo di “storie dei Servi di Maria” del primo ‘600. Sopra la porta di accesso alla chiesa è posta la cosiddetta “Madonna del Sacco” (1525) di Andrea del Sarto. La cappella della Compagnia di S. Luca custodisce un affresco del Pontormo raffigurante “Madonna col Bambino e santi”.
Corte delle Piacentine

Corte delle Piacentine

Se visitando la Corte delle Piacentine avvertite una sensazione di déjà-vu, probabilmente avete visto il film “Novecento” (1976) del premio Oscar Bernardo Bertolucci. Oppure “La luna”, un altro film di Bertolucci, girato 3 anni più tardi. In entrambi i casi, il regista ha scelto come location questo grande complesso rurale costruito a partire dal 1820 tra i fertili campi di Roncole Verdi, frazione circa 5 km a sud-est di Busseto, in direzione di Soragna. A commissionare la Corte delle Piacentine fu il principe Giovanni Vidoni de’ Soresina, intenzionato a realizzare un complesso autosufficiente che rispondesse ai più moderni criteri di gestione agraria. Alla corte faceva infatti capo una vastissima tenuta, circa 700 ettari in tutto. Il principe si affidò all’architetto Luigi Voghera, di Cremona, il quale elaborò un progetto imponente ispirato alle ville palladiane, in stile neoclassico. Prevedeva addirittura tre grandi cortili comprensivi di case per circa 100 persone tra contadini, braccianti, fattori, residenza padronale, e poi magazzini, edifici per tutti gli usi agricoli e per ogni altra attività necessaria alla produzione e alla vita degli abitanti. Il cantiere si interruppe dopo la costruzione della corte centrale, mentre ancora si lavorava alle ali ovest e sud. Quest’ultima era destinata a essere la più monumentale, dovendo ospitare la dimora padronale e la chiesa, della quale fu eretta solo la torre, riconoscibile in angolo. La Corte delle Piacentine è tuttora sede di un’azienda agricola, alla quale si è aggiunto un agriturismo.
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