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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Borghi
Tagliacozzo

Tagliacozzo

Tagliacozzo è situato a 740 metri di altitudine, al confine fra Lazio e Abruzzo. Il borgo conserva intatto l’impianto d’epoca medievale ed è meta, soprattutto in estate, di villeggianti in fuga dalla canicola e attirati dai suoi paesaggi incantevoli. Innanzitutto, Tagliacozzo è una delle porte d’ingresso alla faggeta dei Monti Simbruini, tra le più estese d’Europa, splendida in tutte le stagioni e meta di escursioni fino alla sommità del Monte Calvo. Alle porte di Tagliacozzo c’è anche il Parco geologico Risorgenti dell’Imele, il fiume che, dopo un percorso carsico di oltre 2 chilometri, “risorge” presso il Monte La Difesa formando una serie di cascatelle in un ambiente di grande biodiversità. In paese la statua di Dante Alighieri ricorda che Tagliacozzo è citata nella “Divina Commedia”, in quanto luogo ove si consumò la battaglia che il 23 agosto del 1268 permise agli angioini di subentrare agli svevi nel controllo dell’Italia meridionale. Proprio la sua preziosa posizione di confine valse all’abitato un considerevole patrimonio di palazzi patrizi, eretti dalle famiglie feudatarie in particolare intorno alla piazza dell’Obelisco. Tagliacozzo è anche meta di pellegrinaggio dal XVI secolo perché nel santuario della Madonna d’Oriente, a circa 3 chilometri dal centro, custodisce l’icona bizantineggiante della Madonna Odigitria, che si vuole risalga all’VIII secolo, ma più probabilmente è del XIII.
Borghi
Capestrano

Capestrano

Un giorno di settembre del 1934, Michele Castagna, un contadino di questo borgo, Capestrano, stava dissodando il terreno di un vigneto alle porte del paese quando il suo bidente cozzò contro una superficie dura e pietrosa. L’uomo scavò tutt’intorno e rinvenne quello che oggi è noto come Guerriero di Capestrano, ovvero una delle statue italiche più preziose arrivate a noi nonché, ormai, un simbolo dell’identità abruzzese. La statua, risalente al VI secolo a.C., alta 209 centimetri e scolpita in un unico blocco di calcare, è conservata al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti, ma una copia a grandezza naturale è visibile in paese, presso il castello Piccolomini. Accuratamente rifinita, dotata di ascia, pugnale e spada, è caratterizzata soprattutto dall’ampio copricapo, somigliante a un sombrero ma più probabilmente un elmo da parata. Un’interpretazione contemporanea del Guerriero troneggia dal 2023 nella centrale piazza del Mercato di Capestrano, opera dell’artista Luigi D’Alimonte. Il Guerriero non è però la sola celebrità locale: nel 1386 il paese diede i natali anche al predicatore francescano S. Giovanni da Capestrano, di cui si visitano la casa natale e il convento, mentre alle porte dell’abitato si innalza isolata la chiesa dell’abbazia benedettina di S. Pietro ad Oratorium, secondo la tradizione fondata dal re longobardo Desiderio nell’VIII secolo e una delle tappe sulle tracce del cammino effettuato da S. Brigida.
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