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Escursioni
Il viaggio che trasforma i paesaggi e le comunità

In cammino verso la sostenibilità: storie di territori rilanciati grazie al turismo lento

Una strada antica che si fa nuova

3 minuti

Tra i borghi arroccati del Piemonte e le miniere dimenticate della Sardegna, il turismo lento sta trasformando territori spesso lontani dai grandi flussi turistici in mete di valore, capaci di coniugare sostenibilità, cultura e sviluppo locale. È questo il caso in particolare di due cammini che, pur diversi per storia e paesaggio, raccontano la stessa rinascita: la Via Francigena in Piemonte e il Cammino Minerario di Santa Barbara. Due regioni lontane eppure vicine nell’intento, dove camminare diventa un atto di rigenerazione per un territorio che riscopre sé stesso attraverso il passo lento, l’incontro con la natura, la valorizzazione di patrimoni culturali e umani.

La Via Francigena in Piemonte: tra borghi, vigneti e tradizioni

La Via Francigena in Piemonte: tra borghi, vigneti e tradizioni

Il tratto piemontese della Via Francigena attraversa paesaggi di straordinaria varietà: dalle colline vitivinicole del Monferrato alle valli alpine, passando per borghi storici e aree rurali che hanno trovato nel turismo lento una nuova prospettiva di sviluppo. In questa regione il cammino si sta configurando come modello concreto di turismo sostenibile e accessibile.

Negli ultimi anni, il Piemonte ha investito in modo significativo nella qualificazione dell’accoglienza e nella progettazione inclusiva dei percorsi, con interventi mirati a rendere alcuni tratti fruibili anche da persone con mobilità ridotta, famiglie con passeggini e camminatori con esigenze specifiche.

Tra le iniziative più significative nate lungo la Via Francigena piemontese spicca HIKE4ALL, un progetto europeo che interpreta il cammino come spazio di inclusione e cittadinanza attiva. L’obiettivo è semplice quanto rivoluzionario: rendere l’esperienza del turismo lento accessibile, superando barriere fisiche, cognitive e sociali, attraverso una serie di camminate ed eventi sportivi aperti a tutti/e. Il progetto coordinato da AEVF coinvolge enti locali, associazioni e operatori mettendo al centro la persona: non si tratta soltanto di adattare infrastrutture, ma di promuovere una cultura dell’accoglienza inclusiva mediante segnaletica e informazioni accessibili, strutture ricettive attente alle diverse esigenze e percorsi pensati per una pluralità di camminatori.

L’importanza di questo approccio si riflette anche nella valorizzazione dei beni locali, attraverso azioni concrete quali il recupero di antichi sentieri, la riqualificazione di edifici storici, la creazione di eventi culturali diffusi e i prodotti a km zero. In territori come la Valle di Susa e le aree collinari del Piemonte, il turismo lento ha generato nuove opportunità occupazionali legate alla guida escursionistica, all’artigianato e alla ristorazione sostenibile.

Il risultato è una filiera territoriale che combina tutela del paesaggio, inclusione sociale e innovazione turistica. Il cammino diventa così uno spazio di incontro dove la sostenibilità è ambientale, ma anche culturale e sociale, oltre che fonte di introiti per il territorio.

Cammino Minerario di Santa Barbara: memoria industriale e rinascita sostenibile

Cammino Minerario di Santa Barbara: memoria industriale e rinascita sostenibile

Se il Piemonte racconta la rinascita attraverso viti e colline, in Sardegna il Cammino Minerario di Santa Barbara offre una narrazione altrettanto potente e originale: quella di un territorio attraversato dalla storia dell’industria mineraria, oggi protagonista di un progetto di rigenerazione culturale, ambientale e sociale. Lunga oltre 500 km, questa via collega i siti minerari e i paesi feriti dal declino dell’industria, trasformandoli in tappe di un cammino di memoria, arte e natura. Le vecchie infrastrutture industriali, le gallerie e le ciminiere dimenticate diventano scenari di un percorso che parla di resilienza, identità e sostenibilità, invitando il visitatore a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente. Alla base del progetto c’è un forte impegno per tutela ambientale e rigenerazione territoriale: la valorizzazione dei sentieri e dei borghi legati alla memoria mineraria ha favorito la nascita di iniziative locali di accoglienza sostenibile. Una riconversione che passa anche attraverso l’educazione, con laboratori per giovani e attività di coinvolgimento delle scuole per mantenere viva la memoria collettiva e creare nuove competenze legate al turismo culturale.

I numeri della sostenibilità: oltre il turismo mordi e fuggi

I numeri della sostenibilità: oltre il turismo mordi e fuggi

Seppur frammentarie, le rilevazioni più recenti confermano un trend in crescita: il turismo lento, che privilegia spostamenti a piedi o in bici, soggiorni più lunghi e un legame più profondo con i luoghi, genera ricadute economiche più diffuse e meno impattanti sull’ambiente rispetto al turismo di massa. Al contrario delle grandi mete urbane, queste vie storiche favoriscono la permanenza nelle aree rurali, sostenendo piccole imprese e contribuendo alla riduzione delle emissioni nei trasporti. La sostenibilità così non è più solo un valore etico, ma un modello di sviluppo locale: nuove opportunità di lavoro nelle comunità rurali, rivitalizzazione di borghi spopolati, scambi culturali fra visitatori e residenti. È un turismo che investe sul capitale umano e paesaggistico, anziché depredarlo. In questo contesto, i servizi ai viandanti offerti dalle piccole medie imprese diventano fondamentali, come dimostra l’interesse dell’Europa nel sostenerle, valorizzarle e finanziarle con progetti europei del calibro di DETOUR.

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con la redazione di 
AEVF - Associazione Europea delle Vie Francigene.

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