Il cammino è davvero per tutti? Le esperienze italiane che stanno cambiando il turismo lento
3 minuti
Camminare è rallentare, osservare il paesaggio, incontrare le comunità locali. Ma prima di tutto significa anche poter partire. Per tutti. È questa la nuova sfida del turismo lento italiano: trasformare i grandi itinerari escursionistici in esperienze realmente accessibili, capaci di accogliere persone con disabilità, famiglie con bambini, anziani e chiunque abbia esigenze specifiche.
Negli ultimi anni il concetto di "cammino inclusivo" ha smesso di essere un semplice slogan. Associazioni, guide ambientali e organizzazioni specializzate stanno lavorando per raccogliere dati sull'accessibilità dei percorsi, formare gli operatori turistici e progettare esperienze che mettano al centro la persona prima ancora dell'itinerario.
Dall'accessibilità all'inclusione
L'accessibilità di un cammino non si misura soltanto dall'assenza di barriere architettoniche. Conta la disponibilità di informazioni precise sulle caratteristiche del percorso, la presenza di strutture ricettive preparate ad accogliere esigenze differenti, la possibilità di organizzare trasferimenti, il supporto logistico e la qualità dell'accompagnamento
È proprio su questa visione che nasce "Cammini per Tutti", il nuovo partenariato promosso da NoisyVision, Appennini for All e Tracciaminima. L'obiettivo è ambizioso: mappare i sentieri italiani con criteri di accessibilità, realizzare guide realmente fruibili, organizzare cammini inclusivi e coinvolgere le comunità locali nella costruzione di un turismo aperto a tutti. L'idea è semplice: non adattare le persone ai sentieri, ma progettare i sentieri pensando alle persone.
Quando l'inclusione diventa esperienza
Tra le realtà più attive c'è NoisyVision ETS, associazione fondata dall'esploratore e divulgatore Dario Sorgato. Da anni organizza trekking ed esperienze outdoor insieme a persone con disabilità sensoriali, dimostrando come la natura possa diventare uno spazio di autonomia, crescita personale e condivisione.
Le iniziative dell'associazione non si limitano all'accompagnamento: sperimentano nuovi strumenti di orientamento, producono contenuti accessibili e promuovono una cultura del camminare in cui ogni partecipante contribuisce all'esperienza collettiva. La disabilità, in questa prospettiva, non rappresenta un limite ma una diversa modalità di vivere il territorio.
Esistono poi progetti europei come Hike4All. Finanziato dal programma Erasmus+ Sport, nasce con l'obiettivo di rendere l'escursionismo e i cammini culturali più inclusivi, accessibili e aperti a tutti, indipendentemente dall'età, dalle capacità fisiche o dalla condizione sociale. Il progetto, che è coordinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, è aperto a tutti, ma dedica particolare attenzione alle persone che, per motivi fisici, sociali o economici, incontrano maggiori difficoltà nell'accesso alle attività outdoor. Tra i destinatari figurano persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, anziani, giovani, abitanti delle aree rurali, persone impegnate in percorsi di reinserimento sociale, ex detenuti e persone in recupero da dipendenze. L'obiettivo è abbattere le barriere che limitano la partecipazione e garantire a ciascuno la possibilità di vivere il cammino come esperienza di crescita, benessere e condivisione.
Il Cammino Materano: un potenziale ancora da sviluppare
In questo panorama il Cammino Materano rappresenta uno degli itinerari più interessanti del Sud Italia. Oltre 400 chilometri attraversano Puglia, Basilicata e Molise, collegando piccoli borghi, paesaggi rurali e siti di straordinario valore storico fino a Matera.
Pur non essendo ancora identificato come un cammino specificamente accessibile, il progetto possiede caratteristiche che possono favorire un'evoluzione in questa direzione. La rete di ospitalità diffusa, il forte coinvolgimento delle comunità locali e la continua crescita dell'organizzazione rappresentano una base importante per sviluppare servizi dedicati a un pubblico sempre più ampio.
Anche la Compagnia dei Cammini propone periodicamente viaggi organizzati lungo la Via Peuceta del Cammino Materano, valorizzandone gli aspetti culturali, paesaggistici e relazionali più che la dimensione puramente sportiva. Un approccio che dimostra come il cammino possa essere vissuto come esperienza di incontro e scoperta del territorio.
Il ruolo di Free Wheels
Tra i protagonisti italiani dell'accessibilità nei cammini c'è anche Pietro Scidurlo, fondatore dell'associazione Free Wheels, che da anni studia e documenta la percorribilità dei grandi itinerari per le persone con disabilità motoria. Il suo lavoro sul Cammino di Santiago e sulla Via Francigena ha dimostrato che molti percorsi possono essere affrontati anche in carrozzina, purché siano disponibili informazioni tecniche affidabili e un'adeguata pianificazione.
La sua esperienza ha contribuito a spostare il dibattito dall'idea di "cammino impossibile" alla necessità di fornire dati precisi su fondo, pendenze, ostacoli e servizi, elementi fondamentali per consentire a ciascun viaggiatore di scegliere consapevolmente il proprio percorso.
Il futuro dei cammini passa dall'inclusione
Il turismo lento italiano sta vivendo una fase di trasformazione. Se in passato il successo di un itinerario era legato soprattutto alla bellezza del paesaggio, oggi sempre più viaggiatori chiedono esperienze accoglienti, sostenibili e inclusive.
Per il Cammino Materano questa rappresenta un'opportunità importante. Investire nell'accessibilità delle informazioni, nella formazione degli operatori e nella collaborazione con le realtà che da anni lavorano sul tema potrebbe renderlo uno dei riferimenti del turismo lento inclusivo nel Mezzogiorno.
Perché il vero traguardo di un cammino non è soltanto arrivare alla meta, ma permettere a chiunque di mettersi in viaggio.