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Itinerario

Veneto

Sulla Treviso-Ostiglia: in bici dove un tempo passavano i treni

Tipologia
percorso ciclistico
Durata
1 giorno
Difficoltà
Facile
Periodo migliore

Primavera, Estate e Autunno

Se vi intrigano le storie cariche di fascino e passato, quella che stiamo per raccontarvi vi piacerà. Immaginate un’ex ferrovia militare abbandonata, che la natura si riprende trasformandola in un immenso giardino verdeggiante, convertendo i binari dimenticati del tratto fino a Vicenza in una pista ciclabile tra sentieri di campagna e alberi secolari. Questa è la Treviso-Ostiglia: venite a scoprirla con noi.

La storia della “ferrata” 

La Treviso-Ostiglia è stata una strada ferrata costruita dall’esercito italiano negli anni 30 per fini strategici e militari, che dopo la Seconda Guerra Mondiale non aveva più ragione di esistere. Le rotte dei treni cambiarono, i binari furono abbandonati, tra le rotaie ormai danneggiate e inutilizzabili cominciò a crescere una vegetazione fitta: come a suggerire quale potesse essere la loro seconda vita. 

Una green way da esplorare a passo lento

Prima di cominciare, un consiglio: prendetevi del tempo, perché questa passeggiata che attraversa i prati del Veneto e la fascia boscata dell’area racchiusa tra il fiume Po e il fiume Sile, va fatta senza guardare l’orologio. Su due ruote, lontano dai sentieri battuti e lungo un percorso lungo più di 50 km, meglio se all’alba o poco prima del tramonto.

Da Quinto di Treviso a Valle Agredo: pedalando tra gli alberi

quinto di treviso valle agredo

Si parte da Quinto di Treviso lungo le sponde del Sile, e poco dopo ecco il primo stop praticamente obbligato: non si può non ammirare l’antico mulino di Cervara. Si torna di nuovo in sella per imboccare il tratto di strada che porta a Badoere di Morgano. Da qui, seguite una piccola deviazione per arrivare fino a una piazza che vi incanterà per il numero di botteghe e case degli artigiani che vi si affacciano. Si ricomincia a pedalare lungo un sentiero ombreggiato da robinie, aceri e querce, interrotte solo dai tratti di linea ferroviaria: forse sarete distratti da questo idilliaco paesaggio, ma fate attenzione a quando si attraversano il Trebaseleghe e il Piombino Dese fino a entrare nel cuore della Valle Agredo, tra campi e limpidi corsi d’acqua. Ecco, finalmente, Camposampiero: lo riconoscerete dalle due torri medievali, dai palazzi veneziani porticati e dai preziosi santuari antoniani.


Camposampiero, Piazzola sul Brenta, Vicenza: tra natura e storia

camposampiero piazzola brenta


Riprendendo la Treviso-Ostiglia vi capiterà di interrompere il percorso più e più volte: non preoccupatevi, è il bello di questa ciclabile, che offre la possibilità di visitare paesaggi che sembrano rubati a un quadro impressionista facendo brevi deviazioni. Provate quella verso S. Giustina in Colle e S. Giorgio delle Pertiche, seguendo il corso sinuoso del fiume Tergola. Foto di rito e sosta relax ed è già tempo di proseguire in direzione delle Terre del Brenta. A Pieve di Curtarolo la pista cambia: dalla campagna si torna sul nuovo ponte ciclabile per attraversare il fiume Brenta, in direzione Vicenza. Dopo Campodoro, Grisignano di Zocco, celebre per l’antica Fiera di fine estate. Lasciati i Colli Euganei si pedala in direzione dei Colli Berici, un gruppo collinare pittoresco e noto per l’assenza di cime. Prima di Vicenza, si attraversa Longare, dove il percorso ciclabile è stato ricavato sul solco di un’altra ex ferrovia. Ecco: vedete il campanile del Santuario di Monte Berico, la villa palladiana La Rotonda e l’Arco delle Scalette? Siete arrivati a Vicenza, l’ultima tappa.