Cascata Lefebvre all’isola del Liri: la cascata nascosta nei ruderi della cartiera
Tutti conoscono la Cascata Grande dell’Isola del Liri; pochi citano la seconda, la Cascata del Valcatoio, che scende lungo un piano inclinato sul braccio destro del Liri. E quasi nessuno conosce la terza: la Cascata Lefebvre, alimentata dal torrente Magnene — non dal Liri — che precipita per oltre 13 m tra vegetazione e muri ottocenteschi.
Una fabbrica sepolta dalla vegetazione
Nel 1812 il francese Carlo Antonio Beranger ha trasformato il soppresso convento di Santa Maria delle Forme in una cartiera, che nel 1822 è stata rilevata da Carlo Lefebvre, rendendola una delle manifatture più importanti del Regno di Napoli: qui si produceva carta persino per il Daily Telegraph di Londra. Poi il declino, la natura lentamente si è ripresa tutto e per quasi un secolo la fabbrica è scomparsa sotto i rampicanti. Nel 1995, infine, due operai dell’ANAS hanno scoperto una voragine sulla strada statale 82: sotto di essa c’era la cartiera dimenticata.
Cosa si vede oggi
Oggi una passerella in acciaio di 54 m attraversa i ruderi dall'alto e porta al bordo della cascata. Il Magnene precipita tra arcate senza tetto e vasche olandesi — i macchinari per sfilacciare gli stracci — prima di confluire nel Liri. L’area fa parte del Parco Archeologico delle Antiche Cartiere e la visita guidata comprende anche le ex Cartiere Meridionali e la Cartiera Boimond.