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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
Sant'Andrea di Conza

Sant'Andrea di Conza

Borgo di pietra sorto in una terra incantata, in un'area di elevata bellezza paesaggistica e ambientale, Sant'Andrea di Conza testimonia con i suoi portali, fregi e facciate, il rigore delle tradizioni artigianali, legate soprattutto all'arte del ferro battuto e della pietra. Secondo alcune fonti, il borgo sarebbe sorto dopo il terremoto del 990 e la successiva epidemia di malaria, quando gruppi di agricoltori si stanziarono intorno alla Chiesa di Sant'Andrea. Un'altra ipotesi fa risalire il primo nucleo abitativo all'arrivo dei Bulgari, chiamati dai Longobardi per ripopolare le aree interne del Sud Italia, rimaste deserte a causa del conflitto contro i Bizantini. Sicuramente, Sant'Andrea di Conza venne citata, per la prima volta, nel 1161, anno in cui il conte normanno Gionata di Conza e di Carinola cedette la Chiesa di Sant'Andrea alla Chiesa di Santa Maria dell'Episcopato di Conza. Da quel momento, fino all'abolizione della feudalità avvenuta nel 1806, il borgo appartenne alla Mensa Arcivescovile e amministrato da numerose famiglie: Del Balzo, Gesualdo, Ludovisi e Mirelli. Il centro storico, ricco di stradine e portali medievali ben tenuti, conserva tracce della floridezza del borgo. Prendetevi il tempo per ammirare le tante meraviglie del paese come l’Episcopio risalente al XIII secolo, nato come edificio vescovile e attuale sede comunale, la Chiesa di San Michele con il suo bel coro ligneo e la Chiesa Madre di San Domenico risalente al Settecento. Visitate il paese in occasione dei tanti eventi che segnano l’anno e non perdete l’opportunità di assaporare le tante prelibatezze che la cucina locale offre, come il Caciocavallo Silano e il Caciocavallo irpino di grotta PAT.
Morra De Sanctis

Morra De Sanctis

Conosciuta fino al 1934 come Morra Irpino, il borgo ha assunto il suo attuale nome in onore del letterato Francesco De Sanctis, originario del luogo. I numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio testimoniano le origini molto antiche di Morra: ceramiche, bracciali ad arco inflesso, fibule a navicella e artistici pendagli zoomorfi fanno risalire l’abitato alla "Cultura di Oliveto Cairano" che si sviluppò tra il IX e il VI secolo a.C. nell'alta valle dell'Ofanto e del Sele. Il paese riveste una importanza strategica anche in epoca romana grazie alla presenza di una diramazione dell'Appia che portava fino a Conza. Nel IX secolo il paese fu presidio fortificato tra i due principati longobardi di Salerno e Benevento, passato sotto il dominio normanno, divenne feudo della famiglia Morra che lo detenne fino all'abolizione della feudalità (1806). La peste del 1656 sfiorò senza danni il paese ed infiammò negli abitanti la devozione per San Rocco, anche nel 1837 il colera non causò vittime, mentre la nuova epidemia, nel 1854, uccise novanta morresi in meno di due mesi. Fatevi un giretto per le strade del centro storico e visitate la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XI secolo), ricostruita dopo il terremoto del 1980, la Chiesa di San Rocco (XVII secolo), anch'essa ricostruita. Non perdete il Santuario di Santa Lucia e la Guglia di San Rocco, con la statua in bronzo di San Rocco da Montepellier, patrono di Morra De Sanctis, il castello dei Principi Biondi-Morra (VII secolo) e la casa natale di Francesco De Sanctis, scrittore, critico letterario, politico e filosofo italiano.
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