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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2033 risultati di ricerca
Castello di Marmilla

Castello di Marmilla

Il Castello di Marmilla, o di Las Plassas, se ne sta in cima al suo colle, a quota 270 metri, almeno dalla metà del XII secolo: qualcuno dice che venne fondato in una fase addirittura più antica dell’età giudicale. Siamo nel territorio di Las Plassas, a cinque minuti d’auto da Barumini: la silhouette conica della collina del castello, in sintonia con le altre alture nelle vicinanze, rivela l’origine del nome Marmilla che, traendo ispirazione dalla sua forma, avrebbe la stessa etimologia di “mammella”. Il castello, una fortezza militare a pianta esagonale irregolare, occupa tutto lo spazio sommitale del colle, ben ancorato al suo basamento roccioso. A lungo conteso, dopo l’epica battaglia di Sanluri del 1409 entrò a far parte dei domini aragonesi, conservando la sua vocazione difensiva ancora per un secolo abbondante, poi cominciò un lento declino. Alcuni suoi ambienti, rimasti attivi durante l’età feudale, furono usati come carcere ancora nel XIX secolo; in seguito il complesso fu abbandonato e cadde in rovina. Nel 2001 è stato oggetto di un’opera di recupero e consolidamento: oggi si possono ammirare quasi integre la torre maestra, le murature perimetrali e interne e una grande cisterna scavata nella roccia. All’interno si riconoscono gli alloggi della guarnigione, magazzini e depositi per il grano, corte d’armi e guardiania. Durante gli scavi sono stati rinvenuti parti dell’arredo architettonico, ceramiche varie risalenti al periodo tra XIII e XVI secolo, una macina, frammenti di armi e persino resti di cibo.
Gesturi

Gesturi

Viuzze strette e antiche case rurali compongono il centro storico di Gesturi, il paese più settentrionale della Marmilla. Su tutto svetta il campanile della parrocchiale di S. Teresa d’Avila, una chiesa imponente, costruita nel XVI secolo in forme tardogotiche e modificata all’inizio del ’600. A partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, Gesturi è diventata meta di pellegrinaggio grazie al beato fra Nicola (1882-1958), un cappuccino nato e vissuto qui, in una piccola casa oggi adibita a museo. Ma la fama e il fascino di questo borgo si legano soprattutto alle bellezze del suo territorio, disseminato di siti nuragici e prenuragici: spicca quello di Bruncu Madugui (o Bruncu ’e Madugui), il protonuraghe più antico di tutta la Sardegna. E altrettanto caratteristici sono i santuari e le chiesette campestri degli immediati dintorni. A est dell’abitato, presso il cimitero, si nota la chiesa della Madonna del Rosario, documentata dal ’600. Proseguendo nelle campagne verso nord-est, immersa in un bosco di alberi secolari si trova un’altra chiesa seicentesca, la chiesa della Madonna d’Itria. In un parco ai margini occidentali di Gesturi sorge invece la chiesa di S. Barbara, costruita nel ’400 ma ancora con elementi romanici. Per una full immersion nella natura basta proseguire in direzione nord-ovest, verso la Giara di Gesturi o Sa Jara Manna (“Giara Grande”), l’altopiano basaltico che domina il paese: un ambiente unico dal punto di vista geologico e naturalistico, dove galoppano cavallini selvaggi.
Bruncu Madugui

Bruncu Madugui

È quello che molti esperti chiamano “il padre di tutti i nuraghi”: lo si raggiunge da Gesturi con la strada che sale all’altopiano della Giara oppure da Tuili, con una camminata nel verde ma in salita. Stiamo parlando del complesso protonuragico di Bruncu Madugui (o Maduli, secondo la denominazione archeologica), che fin dagli albori della civiltà nuragica (XVI-XIV secolo a.C.) svetta sul ciglio di sud-est della Giara di Gesturi. Bruncu Madugui è un prototipo della tipologia architettonica degli pseudonuraghi “a corridoio”, che in seguito si sarebbero evoluti nei classici nuraghi a torre, chiusi da una copertura a tholos. Le sue mura, oggi alte più di 4,5 metri ma un tempo ancora più imponenti, sono realizzate in enormi blocchi irregolari di basalto. La planimetria è difficile da interpretare anche per gli archeologi: un corridoio con diverse nicchie intramurarie ne percorre l’interno; un ingresso angusto immette in una scala coperta con filari in aggetto, seguono ambienti che potrebbero essere camere interne e da quello sul fondo parte un altro tratto di corridoio discendente, che conduceva al probabile secondo ingresso. Corridoio e camere sono cinti da un bastione dall’andamento concavo-convesso. A circa 100 metri dal nuraghe si schiude un altro mondo dimenticato: i resti di un villaggio di capanne, collegate tra loro in isolati. I reperti permettono di distinguere funzioni differenti delle varie capanne: preparazione e cottura dei cibi, lavorazione di materiali vari, depositi o discariche, che rivelano il ciclo incessante della vita e delle attività di un tempo ormai perduto
Lago San Sebastiano

Lago San Sebastiano

Quello di San Sebastiano è un lago artificiale giovane e ancora tutto da scoprire, un’oasi verde e azzurra perfetta per chi ama gli sport acquatici e l’attività outdoor. Si è infatti creato dopo la realizzazione della diga di Is Barrocus, costruita sul Flumini Mannu nel territorio di Isili tra la fine degli Anni 80 e l’inizio degli Anni 90 del Novecento ma collaudata soltanto nel 2008. Prende nome dalla piccola e suggestiva chiesa di San Sebastiano situata su un taccu (“tacco”) calcareo che originariamente sovrastava il fiume Mannu, diventato un isolotto dopo l’inaugurazione dell’invaso. Della chiesa non si conosce la data di costruzione: sembra che fosse già attiva sul finire del XVI secolo ma a metà dell’800 fu abbandonata, si narra, dopo una disgrazia accorsa a due giovani sposi durante i festeggiamenti di nozze. I lavori di restauro l’hanno riportata alla sua forma originaria, sebbene non sia stata mai riabilitata al culto. Il lago San Sebastiano circonda anche il villaggio nuragico Monti Arcu, composto da alcune capanne circolari costruite su un’altura in roccia diventata oggi una sorta di penisola: oltre che in canoa o kayak, ci si arriva anche via terra dalla riva nord-orientale. Tra i circa 50 siti nuragici rinvenuti nelle strette adiacenze del lago, su un colle di roccia calcarea si trova anche quello di Is Paras (che significa “i frati”, perché dal ’700 il terreno appartenne ai padri Scolopi, che lì eressero un convento): un elegante esempio di nuraghe con copertura a tholos che presenta una torre centrale circondata da tre torri secondarie.
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