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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
Orani

Orani

A Orani non manca nulla per essere una vera meta turistica. Una natura selvaggia, quella della Barbagia, da esplorare con escursioni e trekking , magari verso la vetta principale del monte Gonare (1083 metri). Una storia illustre, che vide questa cittadina-capoluogo di curatoria e poi di marchesato, nonché residenza estiva vescovile, testimoniata da belle chiese e nobili edifici sette-ottocenteschi. Un artigianato incredibilmente diversificato, che spazia dal sughero all’orbace, dai gioielli alla lavorazione del ferro. Un folklore antico e spettacolare che tuttora vive nel Carnevale, celebrato con sos bundhos, maschere particolarissime realizzate in sughero e tinte di rosso. Un po’ inattesi, ci sono anche due musei d’arte contemporanea: la Collezione Xilografica Mario Delitala, con incisioni e alcuni dipinti di Mario Delitala (1887-1990), nato a Orani, e soprattutto il Museo Nivola, allestito su progetto di Peter Chermayeff e Umberto Floris nell’ex lavatoio pubblico e nel parco e nei padiglioni annessi: accoglie importanti opere dello scultore Costantino Nivola (1911-88), che partendo da Orani raggiunse fama mondiale. Il complesso, sulla collina su Cantaru, si affaccia sull’abitato regalando una bella vista. A Nivola si devono anche i graffiti che decorano la facciata della chiesa di Nostra Signora d’Itria, che nelle forme ricorda l’antica dominazione bizantina. La parrocchiale, dedicata a S. Andrea Apostolo, ha invece aspetto neoclassico. Fu consacrata nel 1807 in sostituzione di una chiesa cinquecentesca andata in rovina: il campanile e affascinanti resti della facciata sopravvivono ai margini dell’abitato, nel sito Su Campusantu Vezzu. Sorge invece sulla panoramica cima maggiore del monte Gonare il santuario di Nostra Signora di Gonare, risalente forse al XII secolo, che ha due peculiarità: è la chiesa più “alta” di Sardegna e, per la sua posizione sommitale, appartiene a due parrocchie diverse, una metà rientra in quella di Orani, l’altra in quella di S. Michele Arcangelo di Sarule.
Museo AAAperto

Museo AAAperto

Il nome del museo dice tutto: A come Arte, A come Aggius e Aperto come il cielo, che è il soffitto ideale di questo spazio decisamente insolito. Le “sale” del Museo AAAperto sono infatti le strade e gli spazi pubblici del paese. Lungo i vicoli acciottolati, sulle mura di granito, sotto i balconi in fiore si incontrano murales, pannelli, installazioni e altre opere lasciate in eredità da artisti che, nel corso degli ultimi anni, hanno soggiornato e lavorato ad Aggius. La prima fu la grande Maria Lai, che nel 2008 realizzò qui un happening collettivo, oltre a diverse opere tra cui una serie di telai d’alluminio. Il museo AAAperto è stato creato nel 2018 proprio per commemorare il decennale di quell’evento, che fu epocale per il paese; ai lavori di Maria Lai si sono via via aggiunti quelli di artisti appartenenti a varie generazioni, invitati tutti, prima di mettersi al lavoro, a dialogare con il paesaggio, la storia e le tradizioni del paese. Da Giovanni Campus, Rosanna Rossi e Zaza Calzia, allo steet artist Tellas e a Simone Sanna, artista locale scomparso prematuramente: a lui si devono le saracinesche di magazzini e garage dipinte in modo da replicare le tessiture tradizionali galluresi. Proprio il lavoro e le storie delle tessitrici di Aggius sono protagonisti dell’esposizione fotografica permanente Dove c’è un filo c’è una traccia, anch’essa parte del percorso museale. Il Museo AAAperto è la terza “incarnazione” del Museo di Aggius, cui afferiscono anche il Museo del Banditismo e il MEOC - Museo Etnografico Oliva Carta Canna.
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