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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2030 risultati di ricerca
Castello de' Monti - Corigliano d'Otranto

Castello de’ Monti

Il luogo più conosciuto di Corigliano d’Otranto è di certo il Castello de’ Monti: una fortezza militare nel centro della città. La sua fondazione è di epoca medievale, di cui si possono ammirare ancora le tre torri, con spigoli vivi e merli. Più avanti, nel ’500, il marchese Giovan Battista de’ Monti lo modificò: a causa delle nuove armi da sparo, le torri medievali erano troppo deboli per resistere agli attacchi nemici; la struttura medievale venne quindi circondata da una fortezza di stile rinascimentale. Alle cortine e agli spalti si alternano 4 torri, ciascuna dedicata a un santo e a una delle virtù cardinali: il torrione a sinistra è intitolato a san Michele Arcangelo e all'allegoria della fortezza; il torrione a destra è intitolato a sant'Antonio Abate e l'allegoria della temperanza; gli altri due torrioni sono intitolati a san Giorgio e a san Giovanni Battista, ai cui bassorilievi sono associate prudenza e giustizia. Nel ’600 la fortezza divenne, sempre sotto la dinastia de’ Monti, un vero e proprio castello: vennero aggiunta una facciata barocca movimentata da statue allegoriche poste entro nicchie, finestre decorate con busti di condottieri e un balcone con un’elegante balaustra scolpita. A seguire, nel ’700, il castello divenne un opificio: mulino e pastificio, apparve l’insegna “Mulino a vapore San Nicola” che ancora oggi potete ammirare sul portale di accesso. Alcune zone del castello divennero anche residenza di alcune famiglie di Corigliano. Attraverso il progetto “‘Il Castello Volante”, che unisce le imprese culturali e il Comune di Corigliano d’Otranto, negli spazi del castello si organizzano laboratori ed eventi multidisciplinari.

Basilica Cattedrale di S. Giusto

Sulla città vecchia di Trieste domina il colle di San Giusto e sul colle di San Giusto domina la Cattedrale, raggiunta da una via lastricata abbastanza scoscesa: punto di fuga della via è proprio il trecentesco rosone gotico, che si staglia al centro della facciata a capanna in arenaria. Avvicinandosi alla basilica si nota che il portale centrale è fuori asse rispetto al rosone. Questa curiosa anomalia si spiega col fatto che la chiesa attuale è frutto della fusione di due preesistenti basiliche parallele, affiancate da un battistero: uno schema che nel medioevo era abbastanza usuale nella regione dell’alto Adriatico. Agli inizi del XIV secolo, con l’affermarsi del libero Comune, i triestini vollero una nuova chiesa ma, non potendo permettersi di costruire da zero un grande edificio, ebbero l’idea di abbattere la navata destra della chiesa dell’Assunta e quella sinistra della chiesa di S. Giusto e di unire così le due costruzioni mediante una nuova navata centrale. Questo gusto del riutilizzo si rivela in altri dettagli: gli stipiti del portale centrale provengono da una stele funeraria romana, mentre la statua di san Giusto che decora il campanile è formata da una testa e da un corpo di provenienze diverse. I triestini, però, dovettero essere molto soddisfatti dell’interno a cinque colonne, eccezionalmente ampio e scandito da una selva di colonne. Le due absidi ai lati di quella centrale, che accoglievano gli altari maggiori delle preesistenti chiese dell’Assunta e di S. Giusto, sono entrambe decorate da preziosi mosaici del XII-XIII secolo di scuola veneto-bizantina e creano un bel contrasto con quello dell’abside centrale, realizzato nel 1932 dall’artista veneziano Guido Cadorin (1932).

Trieste

Stretta fra il mare e l’altopiano carsico, Trieste se ne sta appollaiata al fondo del suo ampio golfo, godendo di una posizione defilata e, al contempo, storico crocevia di popoli e culture. Cantata e amata da alcuni dei più grandi scrittori del ‘900 (Umberto Saba, James Joyce, Italo Svevo), accoglie con eleganza asburgica nella piazza dell’Unità d’Italia, scenograficamente incorniciata dai moli Audace e dei Bersaglieri. Alle spalle della piazza, il colle di San Giusto è il sito dove oltre 2000 anni fa i romani posarono la prima pietra della colonia di Tergeste. Ai piedi del colle si distende la città vecchia con l’antico ghetto e la Cavana, zona di antica urbanizzazione, un tempo tappezzata di postriboli a buon mercato frequentati dagli equipaggi delle navi in rada e oggi quartiere pedonale di pregio. Sul mare, davanti a piazza dell’Unità d’Italia, corre invece il nastro delle Rive, che profilano la città nuova, d’aspetto per lo più neoclassico: appena a nord della piazza l’imperatrice Maria Teresa d’Austria fu l’artefice della bonifica e dell’imponente operazione urbanistica che a fine ‘700 permise la costruzione del Borgo teresiano, tagliato dal Canal Grande; alle spalle di questo si sviluppa il Borgo franceschino mentre a sud della piazza il Borgo giuseppino si allunga fino al faro della Lanterna. In lontananza, sul promontorio roccioso di Grignano, il romantico castello di Miramare è il punto più estremo del lungomare di Barcola, il sobborgo rivierasco a nord del centro dove si va per guardare il tramonto.

Chiesa S. Giuliano Martire

La chiesa di S. Giuliano Martire a Rimini situata nello storico borgo di San GIuliano, risale al periodo del XVIII secolo, ma sorge su un luogo di culto molto più antico, come testimoniano alcuni documenti e ritrovamenti archeologici. L'edificio, ristrutturato nel XVIII secolo, presenta una facciata elegante di ordine barocco, con cornici ondulate e colonne tortili. Il portale d'ingresso, sormontato da un elegante timpano, è decorato con motivi floreali e sculture che introducono l'interno riccamente adornato. Internamente, la chiesa è a navata unica, con due cappelle laterali su ciascun lato. L’edificio ospita una ricca collezione di dipinti, tra cui spiccano due opere di eccezionale valore. Nella terza cappella a sinistra si trova il polittico di Bittino da Faenza, che narra le Storie di san Giuliano e risale all'inizio del ‘400. L'altra opera di grande importanza è la pala centrale dell'abside, il Martirio di san Giuliano, realizzata da Paolo Veronese prima del 1583, e considerata una delle sue ultime e più significative creazioni. In questo dipinto, il santo è rappresentato mentre viene gettato in mare in un sacco pieno di serpenti. I pannelli laterali, che ritraggono i santi Giorgio e Lorenzo Giustiniani, sono opere giovanili di Pasquale Ottino, datate tra il 1605 e il 1610. Il soffitto è decorato con una Gloria di san Giuliano, realizzata da Francesco Brici. Un altro tesoro della chiesa è il sarcofago romano che, fino al 1910, conteneva le spoglie del santo prima del loro trasferimento in un'urna sotto l'altare maggiore.
Ospitalità

Grand Hotel Rimini

Il Grand Hotel di Rimini è un emblema della riviera adriatica, un luogo dove storia, cultura e lusso si intrecciano in un'affascinante narrazione che inizia nel 1908. Questo edificio storico, progettato dall'architetto svizzero Paolito Somazzi, è stato inaugurato con grande sfarzo e subito si è affermato come uno dei luoghi più prestigiosi dell’ospitalità italiana. Il suo stile liberty, con la facciata ornata da decorazioni floreali, torrette e balaustre, richiama l'eleganza e la raffinatezza dell'epoca. Durante la sua lunga storia, il Grand Hotel ha ospitato personalità illustri, diventando un ritrovo per artisti, intellettuali e celebrità di ogni genere. Tra i suoi ospiti più celebri, spicca il regista Federico Fellini, che trasformò l'hotel in un simbolo cinematografico, spesso citato nelle sue opere. Il regista considerava il Grand Hotel un luogo magico, carico di ricordi d'infanzia e fascino onirico, tanto da essere ispirato dalla sua atmosfera per alcuni dei suoi capolavori cinematografici. Gli interni del Grand Hotel sono una perfetta fusione di eleganza classica e comfort moderno. La hall d'ingresso è decorata con pavimenti in marmo pregiato, imponenti lampadari in cristallo e mobili d'epoca, creando un ambiente che evoca il fasto della Belle Époque. Le sale da pranzo e i saloni, con i loro soffitti affrescati e gli arredi lussuosi, offrono un'esperienza culinaria raffinata, dove la tradizione della cucina italiana si sposa con influenze internazionali. Le camere, ciascuna con un design unico, combinano elementi d'epoca con tutti i comfort moderni, offrendo viste spettacolari sul mare Adriatico o sui giardini circostanti. Il giardino dell'hotel, con la sua rigogliosa vegetazione e le terrazze ombreggiate, rappresenta un'oasi di pace e bellezza, dove gli ospiti possono rilassarsi e godere della dolce vita.
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