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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
ESTATE - Tra milioni di esperienze 2097 risultati di ricerca

Santuario di Maria Santissima di Tindari

Il santuario di Maria Santissima di Tindari è conosciuto soprattutto come santuario della Madonna Nera. Al suo interno infatti è esposta una statua della Vergine nera. Sorge sul promontorio di Patti, affacciato sui laghetti di Marinello. L’attuale basilica è stata costruita di recente, tra il 1957 e il 1979: un edificio variopinto, ricco di oro e colori accesi. La storia che circonda il culto del santuario e della Madonna che è custodita al suo interno è più antica. Risale al periodo tra la fine del VIII secolo e l’inizio del IX secolo. Le origini della statua non sono certe. Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall’Oriente, insieme alle altre merci, portava nascosta nella stiva una statua della Madonna per sottrarla alla persecuzione iconoclasta; mentre attraversava il Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta, la nave fu costretta a interrompere il viaggio e a rifugiarsi nella baia del Tindari (oggi Marinello). Quando si calmò la tempesta, i marinai volevano ripartire, ma non riuscivano a spostare la nave. Decisero di alleggerire il carico e scaricarono anche la cassa contenente la statua, riuscendo così a riprendere il viaggio. I marinai della baia di Tindari recuperarono la cassa e portarono la statua in cima al promontorio, dove da allora è oggetto di culto dei fedeli. La vista dal belvedere appena fuori dal santuario è meravigliosa. Si vede mare a perdita d’occhio e, in basso, la lingua di sabbia con le pozze di acqua salata: i laghetti di Marinello.
UNESCO

Basilica di S. Maria delle Grazie

Si può ammirare la basilica di S. Maria delle Grazie dal sagrato, una bella piazzetta che si apre davanti alla sua semplice facciata a capanna. Oppure si può scegliere un punto di vista meno immediato, da via Caradosso, per osservare da dietro la grande complessità architettonica e il raffinato gioco decorativo della tribuna della basilica, una delicata alternanza cromatica e materica di marmi bianchi e mattoni. Le absidi laterali si innestano su un blocco cubico e quest’ultimo è dominato dal tiburio poligonale che nasconde la cupola, ben 16 lati scanditi da un’elegante loggia ad archi. Paiono quasi due chiese diverse. Tutto si spiega con la storia insolita di questo edificio, nato attorno al 1463 in stile tardogotico su progetto di Guiniforte Solari, che ideò anche l’adiacente convento dei Domenicani, ma radicalmente modificato già alla fine del ’400 su ordine di Ludovico il Moro: il signore di Milano scelse infatti S. Maria delle Grazie come mausoleo della propria famiglia, gli Sforza, e si affidò ad alcuni dei più grandi architetti e artisti per modernizzarla in stile rinascimentale. L’obiettivo era farne un capolavoro degno della Roma dei papi e della Firenze medicea. I lavori furono diretti da Giovanni Antonio Amadeo ma, secondo la tradizione, la tribuna e una delle sacrestie sarebbero state progettate da Donato Bramante. L’interno, con le sue arcate ogivali, ha mantenuto l’impostazione gotica del Solari. Dalla tribuna si accede a un chiostrino porticato, chiamato chiostro delle Rane per via del soggetto che ne decora la fontana: quattro rane in bronzo. È un microcosmo di pace nel pieno centro della città, splendido soprattutto a marzo, quando fioriscono le magnolie. Dal chiostrino si entra nella Sagrestia Vecchia, quella attribuita a Bramante. Dal sagrato di S. Maria delle Grazie si accede invece al Museo del Cenacolo Vinciano, allestito nell’ex refettorio del convento dei Domenicani: è il celebre ambiente decorato dall’“Ultima Cena” di Leonardo da Vinci, che fu anch’egli coinvolto da Ludovico il Moro in questo grande cantiere.
Musei e monumenti
Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

In tutta Italia non c’è un museo tecnico-scientifico più ricco e aggiornato del Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. E pure nel resto d’Europa sono pochi quelli che possono competere ad armi pari. Stiamo parlando di una struttura enorme, con un patrimonio di 19.000 oggetti – inclusi treni, aerei e navi – distribuiti su una superficie di 50.000 metri quadrati. Il plus è che siamo nella Milano medievale, nella zona di S. Ambrogio: il museo è allestito nell’ex monastero di S. Vittore accanto all’antichissima basilica di S. Vittore al Corpo, fondata nel IV secolo e ornata da splendidi mosaici. L’esposizione è organizzata in sezioni tematiche distribuite tra il corpo centrale e i padiglioni esterni, ed è completata da una serie di laboratori interattivi rivolti soprattutto a scuole e studenti. Nel nucleo centrale della struttura, il gioiello sono le Gallerie Leonardo Da Vinci, allestite nel 2019 per presentare la vita e il pensiero del genio al quale il museo è intitolato. Leonardo fu un grande protagonista del Rinascimento milanese: modelli e plastici, documenti originali e installazioni multimediali ne descrivono bene il contributo alla storia del sapere. Attorno si passa da sezioni dedicate a tecniche d’antica origine come l’oreficeria e l’orologeria, a sezioni che presentano le tecnologie contemporanee, come le telecomunicazioni e l’esplorazione dello spazio. Spettacolari, nei seminterrati, la sezione sulla metallurgia con forni e laminatoi e quella sull’energia e sui materiali. Due grandi padiglioni sono riservati ai trasporti ferroviari e aeronavali, Tra gli ultimi arrivati nelle collezioni del museo, che sono in continua espansione, c’è un esemplare del tram Carrelli Milano 1928: modello vintage ma ancora efficientissimo, che si può trovare in circolazione per le strade di Milano e perfino di San Francisco. Le vere star del museo, però, si trovano nel cortile: sono il gigantesco sottomarino S-506 Enrico Toti, del 1967 (visitabile all’interno su prenotazione), e il modello in scala 1:1 del razzo Vega, sviluppato in collaborazione dall’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea per il lancio in orbita di piccoli satelliti.
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