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Veneto

Venezia, il Carnevale più iconico al mondo

Antiche tradizioni rivivono in campi e campielli che si popolano di maschere di rara bellezza e di attrazioni mozzafiato per la gioia e lo stupore dei bambini di ogni età.

25 luglio 2022

3 minuti

Qui sono nate figure che diverranno protagoniste della Commedia dell’Arte, da Arlecchino a Colombina; e sempre in questo scenario sensuale e misterioso mosse i suoi passi Casanova. Lasciati andare anche tu, e scopri quante occasioni di piacere ti riserva Venezia durante il suo Carnevale.

1. Una tradizione millenaria

Una festa che affonda le radici nel passato, ai tempi della Serenissima, quando le maschere servivano ad azzerare le differenze tra le persone e a sciogliere i freni inibitori, per poi tornare sobri e a volto scoperto per la Quaresima (il periodo pre-pasquale che sancisce appunto la fine del Carnevale). Tutto (o quasi) era concesso dal Doge nei giorni di festa che da secoli richiamano nella città lagunare curiosi e creativi da ogni parte del mondo. E in un passato non troppo remoto, ha stregato personaggi come Goethe, Lord Byron e la Principessa Sissi.

2. Uno stile unico

Anche in tempi moderni, lo stile resta quello classico, con maschere sontuose, ridondanti di parrucche, tessuti barocchi, fiocchi e merletti, come usava abbigliarsi tra l’aristocrazia e la nobiltà della Serenissima ai tempi del suo massimo splendore. Il valore aggiunto di un Carnevale come quello veneziano poi è nel set straordinario in cui tutto prende vita: quando camminerai verso il Ponte dei Sospiri, o in direzione di Piazza San Marco, ti sembrerà di fare un viaggio nel tempo, tra stretti vicoli in cui si muovono misteriosi cavalieri e sensuali dame, fino a perdere ogni riferimento con la modernità.

3. Sorprese senza tempo

Ad ogni angolo ti aspetta una sorpresa, con veri e propri quadri viventi (perfetti per un post o per le stories su Instagram) in cui tutto è curato nei dettagli, e i materiali usati per maschere e allestimenti sono preziosissimi. E ancora, quando la luce proietta le prime ombre della sera su San Marco, vedrai apparire mangiafuoco, trapezisti, artisti di strada, musici. Il programma ogni anno si arricchisce di appuntamenti per tutti, con esperienze dedicate ai bambini e feste esclusive: ma la partenza dei festeggiamenti resta un punto fermo di anno in anno.

4. Il Volo dell’Angelo e altri momenti clou

Dal 2001 l’apertura ufficiale delle celebrazioni è nuovamente affidata al Volo dell’Angelo (o della Colombina). Questo rito rievoca l’impresa di un giovane acrobata turco che nella seconda metà del cinquecento camminò, sopra una lunghissima fune, dalla cella campanaria del campanile di San Marco e raggiunse la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge. Fino allo scorso millennio, a librarsi sopra le teste dei visitatori di Venezia era una tecnologica colomba in legno che, durante il volo, lanciava fiori e coriandoli sul pubblico. Da ormai quasi vent’anni invece, a provare il brivido di volare dal campanile verso la piazza si sono alternate donne dello spettacolo, dello sport, della moda (con la sola eccezione del 2008, quando, caso rimasto unico e curiosità che non tutti conoscono, a scendere fu il rapper Coolio). L’ultima direzione artistica del Festival, affidata al genio tutto italiano di Marco Balich (ideatore e regista di cerimonie di apertura per eventi olimpici) ha infine deciso di riservare questa emozione alla vincitrice del titolo di “Maria del Carnevale” dell’anno precedente. Insieme al Volo dell’Angelo, che abbiamo visto ha il compito di far partire ufficialmente i festeggiamenti, altri sono i momenti imperdibili in calendario, dalle sfilate storiche all’elezione della Maria del Carnevale, concorso riservato a 12 ragazze di Venezia - o che vivano in città - che rievoca il rapimento e la seguente liberazione di 12 fanciulle da parte di pirati, cui il Doge dedicò lunghi festeggiamenti. Completano la già ricca offerta le sfilate storiche sui canali con i vogatori rigorosamente in costume.