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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca

Villa Museo di Torre del Lago Puccini

Nel 1891 Giacomo Puccini prese in affitto due camere da Venanzio Barsuglia, “una guardia di Don Carlos” di Borbone, secondo quanto riferisce Puccini stesso. Si trattava di un’umile casa torre sul lago di Massaciuccoli – tre semplici ambienti al piano superiore con cucina a uso comune e una stalla al piano terra – che alcuni anni dopo, quando erano già iniziati i lavori per la villa di Chiatri, ebbe l’opportunità di acquistare. Dell’antica struttura vennero mantenute solo le fondamenta. La villa, oggi villa Museo Puccini, presenta una struttura tradizionale caratterizzata dal volume cubico, dalla composizione simmetrica e da una chiara partizione delle funzioni: un ornamentale bow-window in ferro e vetro costituisce l’elemento di raccordo tra l’ingresso della villa e il giardino che delimita l’edificio. Emblematico del gusto del tempo, il giardino, che originariamente era lambito dal lago, segue un impianto irregolare delineato da aiuole ornate di pietre, palmizi e siepi che schermano e creano visuali di grande effetto prospettico. Al rigore della struttura architettonica si contrapponeva l’eclettismo dell’allestimento interno, frutto della collaborazione tra Puccini e alcuni famosi artisti e ceramisti dell’epoca, come l’amico Galileo Chini. La casa, trasformata in museo nel 1925 dal figlio Antonio, conserva intatto l’aspetto originale. Nella sala omnibus si trovano il pianoforte Förster, i ritratti del maestro in varie epoche della sua vita, la maschera funebre e il paravento, prezioso dono dal Giappone. Le altre stanze, come la veranda, la sala dei manoscritti e la cucina, raccolgono invece oggetti di vita quotidiana, onorificenze e riconoscimenti da tutto il mondo, quadri degli amici macchiaioli, compagni di vita e di caccia, ritratti di amici e collaboratori del maestro e le ultime parole scritte di suo pugno dopo l’operazione alla gola. Risale al 1930 la prima rappresentazione pucciniana sul lago, con La Bohème allestita in un teatro provvisorio costruito su palafitte. Da allora ha preso vita l’annuale Festival pucciniano, che oggi ha luogo nel gran teatro all’aperto Giacomo Puccini, una struttura in cemento, legno e cristallo costruita nel 2008 su una superficie di 7.500 metri quadri: l’arena accoglie 3.370 spettatori, il sottostante auditorium circa 400.
Borghi
Viareggio. Architettura liberty

Viareggio

La fama di Viareggio come località turistica di grido risale agli inizi dell’800, quando Paolina Bonaparte vi si fece costruire una casa di villeggiatura e lanciò la moda dei bagni tra le onde. Oggi chi vuole godersi il mare può scegliere tra 10 chilometri di spiagge attrezzate e 2 a libero accesso: la Darsena e la Lecciona nel parco naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. Quest’ultima si estende fino a Torre del Lago Puccini, con dune ricoperte da una bassa vegetazione spontanea che la protegge dall’erosione. Viareggio, ovvero il centro più importante della Versilia, offre ai suoi visitatori anche due pinete (la Ponente e la Levante) in cui passeggiare al fresco, negozi di qualità, un porto dove ferve un’intensa attività legata alla pesca, alla nautica da diporto e ai cantieri navali, e il famoso lungomare Regina Margherita, su cui si affacciano per esempio l’hotel Principe di Piemonte, maestoso complesso alberghiero degli Anni 20 del ’900, il palazzo delle Muse, che ospita la Galleria d’Arte moderna e contemporanea, e il Gran Caffè Margherita, noto per essere stato frequentato dal compositore Giacomo Puccini e dai suoi amici illustri, tra cui il direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Il Gran Caffè è uno dei tanti frutti della collaborazione tra l’architetto Alfredo Belluomini e il pittore ceramista Galileo Chini, amico personale di Puccini e primo scenografo della sua Turandot. È possibile ammirare altri esempi di liberty viareggino ai Magazzini Duilio e alla Galleria del libro, anch’essi sul lungomare Regina Margherita. Nel centro storico segnaliamo invece villa Argentina (1926), che di nuovo vide all’opera Belluomini e Chini, autore delle ceramiche decorative. Una visita a Viareggio può inoltre contemplare una sosta a villa Paolina, fatta costruire da Paolina Bonaparte Borghese nel 1822 in posizione arretrata rispetto al lungomare. Le sue sale racchiudono il Museo archeologico e dell’Uomo, il Museo degli strumenti musicali, gli appartamenti monumentali di Paolina Bonaparte e l’atelier del pittore viareggino Alfredo Catarsini (1899-1993). Nella piazza antistante spicca il monumento a Percy Bysshe Shelley, poeta romantico inglese morto in un naufragio nelle acque di Viareggio nel 1822 e cremato sulla spiaggia sopra un rogo di legno di pino alla presenza dell’amico Lord Byron.

Villino Giacomo Puccini

Tra fine ’800 e inizio ’900 Viareggio era una località alla moda frequentata da ricchi borghesi, nobili, membri di casa Savoia, intellettuali e artisti famosi come Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Marta Abba, Luigi Pirandello. Il centro della mondanità era la passeggiata, mentre nella fascia tra la pineta e il litorale sorgevano grandi alberghi, ville e villini. È qui che Puccini individuò un’area e acquistò un terreno dove far costruire un villino in cui trasferire la propria residenza. Era il 1915 e il compositore in un certo senso fuggiva da Torre del Lago, dopo che l’Ilva-Torbiere d’Italia aveva installato uno stabilimento per l’estrazione della torba su un’ampia estensione delle amate sponde di Massaciuccoli. Lo scoppio della Prima guerra mondiale allungò di molto i tempi di realizzazione della nuova dimora. Dopo un primo progetto dell’ingegnere Ulderico Orzali, abbandonato perché troppo costoso, l’incarico venne affidato al giovane architetto Vincenzo Pilotti, uno dei frequentatori del Gran Caffè Margherita, e all’amico Galileo Chini, responsabile delle decorazioni in facciata; i lavori vennero ultimati nel 1921, come indicato nella pietra d’angolo nel prospetto principale. Puccini visse qui dal dicembre di quell’anno alla fine del 1924, quando, molto malato, si recò a Bruxelles per curarsi, e vi morì. Il villino si trova tra viale Michelangelo Buonarroti e via Marco Polo, di fronte all’attuale piazza Puccini, ed è circondato da un giardino con alberi d’alto fusto. Una grande scalinata consente l’accesso al piano principale, quello destinato alla vita quotidiana della famiglia. L’ingresso, suddiviso da una bellissima vetrata liberty che riporta le iniziali del maestro, separa in senso longitudinale la zona giorno dalla zona notte. L’intera proprietà si trova oggi in stato di abbandono. La Fondazione Giacomo Puccini ne è entrata in possesso nel 2014 e, dopo una serie di azioni tese alla messa in sicurezza sia del fabbricato sia del giardino, ha iniziato una serie di indagini preparatorie al restauro.
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