Salta il menu

Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
ESTATE - Tra milioni di esperienze 2097 risultati di ricerca
Borghi
Venosa

Venosa

Venosa Sul fondo di un antichissimo lago, fu città apula, poi colonia romana sulla Via Appia col nome di Venusia: di questo passato ne trovate traccia nel Parco archeologico, che si trova poco fuori l’abitato, sulla strada Ofantina. Qui ammirate, prima o dopo aver respirato la bellezza del borgo di Venosa, l’abbazia della SS. Trinità, uno dei monumenti medievali più interessanti di tutto il Meridione: c’è una Chiesa Vecchia che avrebbe dovuto essere inglobata a una maestosa Chiesa Nuova, che tuttavia rimase incompiuta consegnandosi ai posteri nella sua solo evocata bellezza. Anche il centro storico è uno scrigno di tesori. Quelli legati all’illustre poeta latino Quinto Orazio Flacco, per tutti più semplicemente Orazio che qui è nato: c’è la casa dove si dice sia nato (visibile solo esternamente), una statua a lui dedicata. Nella principale piazza Umberto I si affaccia il Castello, con un singolare porticato, che ospita una biblioteca, un museo archeologico e talvolta anche mostre. Da qui, percorrendo la via Vittorio Emanuele, che ha l’aspetto di vero e proprio corso, arrivate alla Cattedrale di S. Andrea. Prima raggiungerla, vi imbatterete in uno slargo. Qui c’è una fontana (ce ne sono tante sparse e ancora attive), ottima per dissetarsi specie nelle giornate estive: è la fontana di Messer Oto. Del 1300 circa, ha ancora l’originario lavatoio sormontato da un grande leone in pietra. Sono tanti gli scorci suggestivi che si possono cogliere passeggiando per le stradine e gli slarghi di Venosa: è un susseguirsi di edifici antichi dai quali immancabilmente emergono pietre antiche, lapidi, bassorilievi, capitelli, e mascheroni. La cittadina è poi vivace, sia di giorno sia di sera. I bar e i locali che si affacciano sulla piazza principale si riempiono di giovani e meno giovani, per uno spuntino, una birra o per un buon calice di Aglianico, il vino che qui viene prodotto.
Arte e cultura
Tolmezzo

Tolmezzo

Piccola città di scorci e atmosfere antiche nella media valle del Tagliamento, mercato e centro della Carnia, Tolmezzo lascia leggere nelle sue chiese e nelle sue residenze signorili i segni di un benessere originato soprattutto nel ’700, quando la Carnia e tutto il Friuli facevano parte dello Stato da Terra della Repubblica di Venezia. Sulla piazza principale si affacciano il municipio, il palazzo Garzolini (con il tribunale e il caffè Linussio) e il Duomo di S. Martino. Via Cavour – sulla destra, guardando il duomo – avvia alla piazza Garibaldi dove si affaccia il settecentesco palazzo Campeis. È allestito qui dal 1937 il Museo Carnico delle Arti popolari intitolato al senatore Michele Gortani (1883-1966), che dal 1920 aveva preso a collezionare il nucleo del patrimonio oggi visitabile. La raccolta, in trenta stanze, è di grande vivacità, per l’impatto visivo ed emozionale delle più svariate tipologie (arredi spesso di stanze complete, ceramiche, rami, ferri battuti, bronzi, serrature, stadere, strumenti di lavoro, embrici, maschere di festa, ex voto), offrendo un’eccezionale opportunità di scoprire i modi di vita e le forme di artigianato della Carnia fra ’300 e ’800. Di nuovo da piazza XX Settembre, via Roma conserva al numero 27 un’abitazione già convento, con un monogramma quattrocentesco del Cristo. Al termine della strada, quasi si fronteggiano su piazza Mazzini la chiesa settecentesca di S. Caterina, con all’interno una pala di Pomponio Amalteo che risale al 1537, e una casa medievale a bifore che era degli Ianesi. Più lontana verso il Tagliamento, la caserma Cantore occupa il complesso che era stato la fabbrica Linussio, con la villa padronale dell’imprenditore e un oratorio.
Borghi
Forenza

Forenza

Forenza Si avvista da lontano e qui ci si deve venire appositamente, non è esattamente un luogo di passaggio o sulla via verso qualche altra meta. Circondata dal fitto bosco, in passato rifugio di briganti, Forenza è oggi un delizioso e tranquillo borgo arroccato. Ammantato di neve in inverno, in primavera sorvolato da stormi di rondini che pare quasi ti sfiorino la testa, fresco in estate, e suggestivo in autunno con i colori, i profumi e i sapori del bosco. In ogni periodo dell’anno però si respira sempre l’atmosfera dei tempi passati. Con gli scorci regalati dalle viuzze in pietra, tutte aperte su panorami fantastici, con gli usci aperti delle case basse dalle quali, in estate, si diffonde l'odore della cucina, o quello dei camini accesi quando la temperatura scende parecchio. Con le bottegucce dove si va a far la spesa – di frutta, verdura e dei prodotti locali, come la pasta fresca, i formaggi, le salsicce, i peperoni cruschi, o i funghi cardoncelli in stagione –, e che poi è anche l’occasione per fare due passi e fare due chiacchere. Con la gente del posto, e in estate anche i turisti, che si ritrova nella piazzetta principale a prendere un caffè in un bar e poi il gelato in quello di fronte per non offendere né l’uno né l’altro, o meglio per far piacere sia all’uno sia all’altro. Prima di lasciare il borgo, come ricordo e per deliziare il vostro palato, vi suggeriamo di comprare il provolone (dolce o piccante), o il prezioso pecorino di Forenza, o ancora le salsicce artigianali e tanto altro ancora. Un saporito ricordo di questo luogo.
Ops! C'è stato un problema con la condivisione. Accetta i cookie di profilazione per condividere la pagina.