Esiste una spezia che sa d'Oriente e nel fiorire tinge i campi di viola, come un dipinto. Il fiore di croco, alias lo zafferano, in Calabria compare tra le coltivazioni più antiche.
Pochi lo sanno, ma la coltivazione di zafferano in Calabria deriva da una tradizione secolare, giunta sul territorio da Oriente, quando le popolazioni arabe, saracene e bizantine in Calabria commerciavano la preziosa spezia in tutto il Mediterraneo.
Pronti a partire per un viaggio sensoriale sulla via del cosiddetto "Oro Rosso"? Scopriamo cosa significa coltivare zafferano in Calabria oggi e quali sono le località deputate a questa particolare coltura.
Zafferano di Motta San Giovanni
Tra gli habitat più favorevoli d’Italia per via del clima mediterraneo, con inverni piovosi ed estati secche, e un'altitudine compresa tra i 700 e i 500 metri s.l.m., il paese di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, è tra le migliori località produttrici di zafferano in Calabria. Lo zafferano di Motta San Giovanni è prodotto da una piccola azienda locale che, previa prenotazione, apre alle visite nella piantagione nel periodo di massima fioritura, che avviene dalla metà di ottobre in poi. In autunno, i campi di croco sono un'esplosione spettacolare di sfumature viola.
Una gita a Motta San Giovanni, sulla "Via dell'Oro Rosso", è anche un'occasione imperdibile per visitare il simbolo architettonico di questo territorio: il Castello di Sant'Aniceto. Fortezza bizantina (XI secolo) che dall'alto di un colle guarda il paesaggio dello Stretto e delle Isole Eolie. Non a caso il nome "motta", che deriva dal francese "motte", indica un rialzo artificiale (inteso anche come fortificazione).