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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere i bellissimi borghi italiani rifiorire

In Primavera si assiste ad una vera e propria esplosione della natura capace di cambiare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati a lasciarti stupire da colori, profumi e scenari incredibili e vivere appieno la stagione della rinascita per eccellenza.
PRIMAVERA - Tra milioni di esperienze 2032 risultati di ricerca
Spiritualità

Cappella di San Severo

Un tempo la piccola cappella di S. Severo faceva parte della chiesa che sorge lì accanto, appartenente al convento dei Camaldolesi: il complesso conventuale presidiava il quartiere di Porta Sole, sulla sommità di Perugia, testimoniando così il prestigio della congregazione camaldolese. Nel ’700 la chiesa venne rifatta cancellando gli elementi quattro-cinquecenteschi con l’unica grande eccezione di questa cappella, che conservò il suo aspetto originario e, soprattutto, il grande affresco della SS. Trinità e santi realizzato da Raffaello e Perugino. La cappella divenne però un corpo a sé e fu dotata di un ingresso separato, in modo da consentire l’accesso a fedeli e visitatori senza disturbare le funzioni religiose. Il valore inestimabile di quell’affresco era già chiaro a tutti. A Raffaello si deve la parte superiore del dipinto, realizzata nel 1505, che raffigura la SS. Trinità tra angeli e cherubini; a Perugino i santi che dominano la parte inferiore, tutti camaldolesi o benedettini. Perugino fu chiamato a integrare l’opera solo dopo la morte di Raffaello, avvenuta nel 1520: evidentemente, fino ad allora i committenti avevano sperato che il grande artista, ormai trasferitosi a Roma, potesse prima o poi tornare a Perugia per completare personalmente l’affresco. Dopo la sua scomparsa decisero di rivolgersi all’ormai anziano Perugino, pittore che di Raffaello era considerato il maestro e lo aveva profondamente influenzato negli anni giovanili. Al centro dell’affresco, in una nicchia è collocata una Madonna con il Bambino in terracotta policroma attribuita a Leonardo Del Tasso.
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