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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Fontecchio

Fontecchio

Fontecchio è un paese di pietra, ben recuperato dopo gli ingenti danni provocati dal terremoto del 2009 e poco battuto dai turisti, che sembra una fotografia d’epoca. La struttura è quella tipica dei borghi fortificati medievali, con un fitto intreccio di stradine lastricate, irte scalinate, porte d’accesso, mura e torri: se ne può avere una visione d’insieme arrivando in paese lungo la strada da Rocca di Mezzo. A ridosso della parte fortificata si allarga la piazzetta del Popolo, con uno dei simboli locali: la bellissima fontana trecentesca in pietra calcarea, decorata con mascheroni dal volto leonino, che compare anche nello stemma del borgo. Vicino alla fontana un’edicola votiva conserva un prezioso affresco quattrocentesco raffigurante una Madonna con Bambino, con colori ancora vividi nonostante i danni del tempo. Sempre in piazza si affacciano l’antico forno comunale, dove le famiglie portavano a cuocere il pane, e la parrocchiale di Santa Maria della Pace, fondata nell’XI secolo e ricostruita dopo il devastante terremoto che colpì Fontecchio e tutta la regione nel 1703. Si accede al borgo fortificato varcando la porta medievale che si apre a sud della piazza: al culmine della salita svetta la quattrocentesca Torre dell’Orologio, un altro simbolo di questo paesino tutto da scoprire. L’orologio, molto antico, è dotato di una sola lancetta perché batte l’ora secondo il cosiddetto metodo italiano, impostata cioè su un giro di 6 ore, ripetuto 4 volte. La torre ospita una toccante mostra fotografica permanente dedicata alla città dell’Aquila e alle aree intorno, prima e dopo il terremoto del 2009.

Crispiano

Incastonata tra la valle d’Itria e il golfo di Taranto, Crispiano è famosa in particolare per le tantissime masserie che la circondano. Se ne contano circa un centinaio, ognuna con le proprie specifiche caratteristiche, diverse per dimensioni e stili e anche per le attività che vi vengono portate avanti. Diverse masserie sono state convertite in strutture di ospitalità, specializzate nel turismo enogastronomico e del benessere, per una vacanza all’insegna del relax e del contatto con la natura. La natura effettivamente a Crispiano non manca affatto, basti pensare al grande bosco delle Pianelle, rigogliosissimo, che borda i confini del comune. Altre masserie mantengono invece ancora la funzione originaria di punto di riferimento per i contadi agricoli circostanti. Ce n’è una, la masseria Lupoli, che si distingue poi dalle altre perché sede di un museo della civiltà contadina, dove poter approfondire le tradizioni rurali di questa zona. A Crispiano si coltivano ulivi, vitigni (ottimi i Negroamaro e Primitivo a bacca rossa) e frutta in grande quantità; il pomodoro giallo rosso tipico di questo territorio è persino incluso tra i presidi Slow Food. Enogastronomia e agricoltura a parte, Crispiano è ai margini orientali del Parco naturale regionale Terra delle Gravine e anche qui, come in gran parte della provincia di Taranto, si ritrovano i paesaggi spezzettati e aspri scavati dal carsismo nel corso dei millenni. Tra le cavità naturali sparse lungo il territorio di Crispiano la più conosciuta è la grotta Stinge, meglio conosciuta come “grotta delle Perle”, ricca di stalattiti e stalagmiti.
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