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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Stadio San Nicola

C’è voluto un informale referendum popolare per decidere il nome dello stadio di Bari. Alla fine, come era facile immaginare, vinse San Nicola, il patrono della città, più evocativo di “Mediterraneo” e “Azzurro”. Lo stadio, al di là del nome, è un orgoglio per la città Bari, per diversi anni a cavallo del 1990 è stato considerato il più bello d’Europa, così bello che ci disputarono, nel 1991, l’ultima finale di Coppa Campioni (tra Stella Rossa Belgrado e Olimpique Marsiglia) che da lì in avanti sarebbe diventata Champions League e, l’anno prima, la finale per il terzo e quarto posto di Italia ’90. E proprio per ospitare degnamente il Mondiale italiano venne costruito questo impianto futuristico, che per ammissione del suo progettista, l’architetto genovese Renzo Piano, assomiglia a un’astronave. Astronave calata nella periferia nord occidentale del capoluogo pugliese, in località Torrebella, tra la strada per Bitritto e la Modugno-Carbonara. E ancor oggi appare come un’astronave il San Nicola, per via di quella sua forma a conchiglia con 26 petali, quante sono le tribunette del secondo anello. Una conchiglia costruita sopra una collinetta rialzata (il campo è interrato) che nel disegno di Piano doveva rimandare addirittura a Castel del Monte, la riserva di caccia di Federico II. Rimaneggiato di recente (una nuova copertura, seggiolini e altri rifacimenti interni), lo stadio rimane uno dei più capienti d’Italia, con 58.270 posti a sedere.

Cantine Antinori

A metà strada tra Firenze e Siena le colline sono ricoperte di vigneti. Vigneti che talvolta custodiscono segreti non legati unicamente alla produzione di vino. Ne è una dimostrazione la mimetica struttura che, a San Casciano in Val di Pesa, ospita le preziose bottiglie della Cantina Antinori, una delle più storiche e blasonate della Toscana. L’architetto Marco Casamonti e lo studio Archea Associati ha ideato un landmark riconoscibile ma, allo stesso tempo, integrato nel territorio della campagna fiorentina. I riferimenti sono quelli noti del territorio toscano, la cattedrale, l’opificio, la fattoria e la casa colonica per un edificio multifunzionale che accogliesse sia gli uffici e gli ambienti di lavoro sia spazi aperti al pubblico di appassionati di vino di qualità. Un contenitore quindi che fosse espressione del proprio contenuto che lo Studio Archea ha immaginato e progettato ipogeo. Non una struttura sul suolo quindi ma una nel sottosuolo come le cantine atte alla conservazione e all’invecchiamento del vino. Quasi invisibile dall’esterno, la struttura si rivela attraverso due tagli nella terra, due fenditure orizzontali ispirate alle opere di Lucio Fontana. Un elemento iconico è quindi diventato il tetto giardino necessario per recuperare la superficie sottratta alla natura e ridurre il consumo effettivo di suolo per destinarlo a vigneto didattico coltivato con la varietà tipica del Chianti, il Sangiovese, e altri a cui è abitualmente affiancato, il Canaiolo, il Ciliegiolo, il Colorino, la Malvasia nera e il Mammolo. Gli spazi interni di questa cattedrale del vino sono progettati per ospitare una cantina gravitazionale che si sviluppa dall’alto verso il basso per facilitare travasi e spostamenti con il minimo consumo di energia garantendo, allo stesso tempo, la temperatura ideale per la produzione e la conservazione del vino. Una serie di gallerie voltate lunghe 75 metri custodiscono le preziose botti. Le volte sono in terracotta di Impruneta, materiale prezioso e inattaccabile usato anche da Filippo Brunelleschi per la cupola di S. Maria del Fiore a Firenze. Punti di osservazione privilegiati per ospiti e visitatori gli scenografici cubi di cristallo pensati come palchi teatrali sospesi. Altrettanto scenografiche le rampe in lamiera di corten a elica anche qui con rimandi inaspettati che vanno dal Rinascimento al Barocco. La famiglia Antinori che da 26 generazioni produce vino è entrata, con questa spettacolare cantina, nel Terzo Millennio puntando sul basso impatto ambientale e l’alto risparmio energetico. Oltre che con un sorprendente gusto estetico che fa di San Casciano un unicum.
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